Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 (Mozart)

Concerto per pianoforte e orchestra n. 23
La prima pagina del manoscritto originale
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart
TonalitàLa maggiore
Tipo di composizioneConcerto
Numero d'operaK 488, Catalogo Köchel
Epoca di composizioneCompletato a Vienna il 2 marzo 1786
Prima esecuzioneVienna, primavera 1786
PubblicazioneJohann Anton André, Offenbach sul Meno, 1800
AutografoConservato presso la Biblioteca nazionale di Francia a Parigi
Durata mediaCirca 30 minuti
Organico
Movimenti
  1. Allegro
  2. Adagio
  3. Allegro assai
Wolfgang Amadeus Mozart ritratto nel 1783 dal cognato Joseph Lange.

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 23 in La maggiore K 488 fu completato da Wolfgang Amadeus Mozart a Vienna il 2 marzo 1786. Stabilitosi nella capitale asburgica come compositore e pianista indipendente, Mozart organizzava periodicamente concerti destinati ai propri abbonati, riscuotendo notevole successo.

Storia

Contesto

Dopo essersi stabilito a Vienna nel 1781, Mozart intraprese l'attività di musicista indipendente, rinunciando a un impiego stabile presso una corte e, a metà degli anni '80, si trovava nel periodo di maggiore affermazione della propria carriera, sia come compositore che come pianista. Mozart sosteneva la propria attività attraverso diverse fonti di reddito, fra cui il mecenatismo, le commissioni operistiche, la pubblicazione delle proprie opere, l'insegnamento privato e l'organizzazione di concerti. Fra queste, le esecuzioni pubbliche dei suoi concerti per pianoforte rappresentavano la principale risorsa economica e uno dei mezzi più efficaci per consolidare la propria reputazione artistica.

Poiché durante la quaresima e l'avvento la programmazione operistica era ridotta, questi due periodi erano comunemente scelti dai compositori per presentare nuovi lavori strumentali. Mozart dunque organizzò, negli anni, una serie di accademie per sottoscrizione, cioè concerti su abbonamento destinati a raccogliere fondi a beneficio del compositore, esibendosi in numerose occasioni che contribuirono ad accrescere la sua notorietà presso il pubblico viennese e favorendo l'acquisizione di nuovi allievi e committenti. Complessivamente, Mozart tenne quattro concerti in abbonamento nel 1784 e dieci nel 1785. Inoltre, si esibì in salotti privati almeno diciotto volte nel 1784 e cinque volte nel 1785.

Il fatto di scrivere per sé come solista gli consentì di non dover adattare la parte pianistica alle caratteristiche tecniche di altri esecutori, come era invece avvenuto in diversi concerti risalenti agli anni del periodo salisburghese. Ne derivò una maggiore libertà compositiva, evidente sia nella scrittura pianistica, sia nell'organizzazione formale delle idee, che riflettono in modo diretto la concezione musicale del compositore.

Composizione, prima esecuzione e pubblicazione

La data di completamento del concerto per pianoforte e orchestra n. 23 è nota con esattezza perché Mozart, durante gli anni della sua maturità, tenne un catalogo completo delle proprie opere, nel quale inserì questa composizione il 2 marzo 1786. Nello stesso periodo il compositore era impegnato nella composizione dell'opera lirica Le nozze di Figaro, andata in scena il successivo 1º maggio, e aveva da poco terminato il singspiel L'impresario teatrale, rappresentato per la prima volta il 7 febbraio. In quegli anni il favore del pubblico viennese nei confronti dei concerti per pianoforte e orchestra sembrava diminuire rispetto al decennio precedente ma, nonostante questo mutamento di interesse, Mozart continuò a dedicarsi alla composizione di nuovi concerti, confidando nella qualità e nell'originalità delle proprie opere e nella loro capacità di attirare gli ascoltatori.

Tali esecuzioni rappresentavano inoltre una fonte di reddito particolarmente importante, poiché le attività concertistiche risultavano generalmente più remunerative delle commissioni private. Nel 1786 Mozart si trovava nel momento di massima affermazione della sua carriera, pur dovendosi confrontare con una concorrenza sempre più agguerrita e con l'evoluzione dei gusti del pubblico. I due concerti composti per la quaresima 1786 presentano caratteristiche espressive nettamente diverse: il concerto per pianoforte e orchestra n. 23 è caratterizzato da un linguaggio improntato all'equilibrio, alla cantabilità e all'introspezione, mentre il n. 24 introduce un clima di particolare intensità drammatica.

Con gli anni, il concerto per pianoforte e orchestra n. 23 si è affermato come una delle pagine più apprezzate della produzione concertistica mozartiana. La critica ne ha frequentemente sottolineato la raffinatezza della scrittura, l'equilibrio formale e l'intensità lirica, caratteristiche che ne hanno favorito la stabile presenza nel repertorio pianistico. Il luogo e la data della prima esecuzione non sono chiari. L'esistenza di concerti durante la quaresima del 1786 rende estremamente probabile che questo concerto sia stato eseguito in quel periodo, ma non è stata tramandata documentazione che attesti la data né il luogo preciso della prima.

Non è noto in che misura Mozart suonò nuovamente questo concerto dopo la prima esecuzione. Dal suo epistolario, tuttavia, si ricava che il compositore cercò di far conoscere i concerti anche al di fuori di Vienna, apparentemente in vista di un possibile impiego. A questo scopo, l'8 agosto 1786 inviò a Sebastian Winter, ciambellano del principe Giuseppe Maria di Fürstenberg a Donaueschingen, una lettera con, allegata, una lista con gli incipit di dodici delle sue ultime composizioni (le sinfonie n. 33, 34, 35 e 36, la sonata n. 33 per violino e pianoforte, il trio per pianoforte n. 2, il quartetto per pianoforte n. 1 e i concerti per pianoforte e orchestra n. 16, 17, 18, 19 e 23), in modo che il principe potesse scegliere le opere di suo gradimento e che Mozart, dopo aver ricevuto il pagamento, potesse poi inviargli le partiture complete.

La lista con gli incipit delle composizioni inviata da Mozart a Sebastian Winter l'8 agosto 1786. Il successivo 11 settembre Winter la rispedì a Mozart, annotando in verticale sul foglio: Daß nicht durchgestrichene, ist gewählet worden ("Quelle che non sono state barrate, sono state scelte").

L'11 settembre 1786 Winter rispose indicando che, fra gli incipit proposti, il principe aveva scelto tre sinfonie (le n. 33, 34 e 36) e tre concerti per pianoforte e orchestra (i n. 16, 19 e 23). Il successivo 30 settembre Mozart scrisse nuovamente a Winter informandolo che le composizioni sarebbero state spedite il giorno successivo. Nella stessa lettera il compositore, riguardo al concerto per pianoforte e orchestra n. 23, diede un consiglio sulla prassi esecutiva: «Il concerto in La maggiore comprende due clarinetti. Qualora non aveste questi strumenti alla vostra corte, un abile copista dovrebbe trasporli nella tonalità richiesta, nel qual caso il primo dovrebbe essere suonato da un violino e il secondo da una viola».

Da una lettera di Leopold Mozart a sua figlia Maria Anna del 12 marzo 1785 si ricava che, in occasione delle esibizioni a Vienna, Wolfgang suonava il proprio fortepiano personale, che veniva trasportato di volta in volta dalla sua abitazione al luogo del concerto. La stessa lettera attesta inoltre che lo strumento era provvisto di una pedaliera separata, collocata sotto il fortepiano e presumibilmente impiegata per rinforzare la linea del basso: «Da quando sono qui, il fortepiano di tuo fratello è stato trasportato almeno dodici volte da casa a teatro o in un'altra abitazione. Si è fatto costruire una grande pedaliera per il fortepiano, che sta sotto lo strumento; è più lunga di tre spanne rispetto alla cassa ed è straordinariamente pesante. Ogni venerdì viene portata alla Mehlgrube ed è stata trasportata anche dal conte Cziczi e dal principe Kaunitz».

Il manoscritto autografo venne venduto, insieme a circa 270 altre partiture originali (il cosiddetto Mozart-Nachlaß), dalla vedova Constanze Mozart nel 1799 all'editore e compositore Johann Anton André di Offenbach sul Meno, che ne rimase in possesso fino alla morte, avvenuta nel 1842. Successivamente il manoscritto passò al musicologo e compositore Charles Malherbe. Quest'ultimo, alla propria morte, lasciò il manoscritto in eredità al Conservatorio di Parigi. In seguito al trasferimento, nel 1942, delle collezioni appartenenti alla Biblioteca del Conservatorio al Dipartimento di Musica della Biblioteca nazionale di Francia, la partitura mozartiana ne entrò a far parte e vi è tuttora conservata. La prima edizione a stampa fu pubblicata nel 1800 da André a Offenbach.

Strumentazione

La partitura è scritta per un'orchestra composta da:

Struttura e analisi

Il biglietto per un concerto di Mozart.

Il concerto è formato da tre movimenti:

  1. Allegro, in La maggiore, tempo 3/4.
  2. Adagio, in Fa diesis minore, tempo 6/8.
  3. Allegro assai, in La maggiore, tempo 2/2.

L'esecuzione integrale dura circa 30 minuti. Seguendo una prassi ampiamente diffusa nel XVIII secolo, il compositore era solito improvvisare parte della scrittura pianistica durante l'esecuzione. In questo concerto, tuttavia, Mozart mise per iscritto almeno la cadenza solistica prevista nel primo movimento. Una eventuale cadenza autografa del terzo movimento, invece, non è stata tramandata. L'organico orchestrale si distingue inoltre per l'assenza degli oboi, strumenti comunemente impiegati nei concerti del Classicismo.

Al loro posto Mozart adottò una coppia di clarinetti, strumenti ancora relativamente nuovi nelle orchestre viennesi degli anni '80 del Settecento, ottenendo una sonorità più morbida rispetto a quella caratteristica delle opere precedenti. Nella prima parte del primo movimento, tuttavia, Mozart aveva inizialmente previsto due oboi, ma in seguito cambiò idea e introdusse i clarinetti. Le tracce della modifica sono leggibili nella partitura: alcune parti originariamente concepite per gli oboi furono infatti trasformate o riscritte per i clarinetti e le differenze di inchiostro permettono di distinguere i diversi momenti del lavoro. Mozart indicò inoltre la possibilità di sostituire le parti dei clarinetti con violini e viole qualora tali strumenti non fossero disponibili. I legni assumono un ruolo di particolare rilievo, intervenendo spesso con episodi di carattere solistico e instaurando un dialogo continuo con il pianoforte. Questa scelta contribuisce a conferire all'opera un carattere cameristico, soprattutto nei primi due movimenti.

Nel pentagramma in chiave di basso del pianoforte Mozart inserì la dicitura ColB., cioè Col Basso, che designa la prassi, diffusa fino alla fine del Settecento, secondo cui il solista, durante i passaggi dell'intera orchestra, raddoppiava con la mano sinistra la linea del basso eseguita da violoncelli e contrabbassi. Tale indicazione riflette il tradizionale ruolo del pianista maestro al cembalo che, oltre a eseguire la propria parte solistica, partecipava al tutti orchestrale mediante la realizzazione del basso continuo. Con l'affermarsi della distinzione moderna tra le figure del direttore d'orchestra e del solista, all'inizio del XIX secolo, l'uso di raddoppiare con la mano sinistra la linea del basso cadde progressivamente in disuso e, nelle esecuzioni contemporanee, viene omessa. Inoltre, il suono del fortepiano si fondeva agevolmente con quello dell'orchestra, ma seguire questa prassi su pianoforti a coda moderni risulta inappropriato a causa della loro sonorità molto diversa rispetto agli strumenti del periodo di Mozart.

Un esempio delle numerose cancellature e correzioni presenti nel manoscritto autografo.

A differenza della maggior parte degli autografi di Mozart, che si presentano come copie relativamente pulite, quello del concerto per pianoforte e orchestra n. 23 è ricco di ripensamenti e correzioni, specialmente nel primo movimento. Per questo motivo il manoscritto rappresenta una fonte preziosa per comprendere come Mozart componesse, sfatando il mito di una scrittura sempre immediata e priva di esitazioni. Durante il XIX secolo il concerto entrò stabilmente nel repertorio concertistico, favorito anche dall'interesse di pianisti e compositori quali Johann Nepomuk Hummel e Carl Reinecke. In particolare, il secondo movimento attirò l'attenzione di interpreti e musicologi per la sua intensità espressiva e per l'originalità del linguaggio. Oggi il concerto per pianoforte e orchestra n. 23 è considerato una delle opere più rappresentative della produzione concertistica di Mozart e costituisce uno dei lavori più frequentemente eseguiti del repertorio classico.

La critica ne ha sottolineato soprattutto l'equilibrio formale, la qualità del dialogo fra pianoforte e orchestra e la ricchezza espressiva, con particolare riferimento all'Adagio, generalmente ritenuto uno dei vertici della produzione mozartiana. Alla fortuna dell'opera è legato anche un episodio riguardante Iosif Stalin e la pianista Marija Veniaminovna Judina. Secondo un racconto il leader sovietico, dopo aver ascoltato alla radio un'esecuzione del concerto, ne avrebbe voluto la registrazione, che però non esisteva trattandosi di un concerto dal vivo. Ciò avrebbe indotto i musicisti a incidere rapidamente il brano per soddisfare la sua richiesta. La vicenda prosegue narrando che quella registrazione sarebbe stata fra le ultime musiche ascoltate da Stalin prima della sua morte, avvenuta nel 1953. L'autenticità di questo aneddoto, raccontata fra gli altri dal compositore Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, è tuttavia oggetto di discussione e non è accertata dagli storici.

Allegro

Il primo movimento, Allegro, è composto in La maggiore, è in tempo 3/4 e adotta la forma-sonata con doppia esposizione, secondo uno schema tipico del concerto classico. L'orchestra presenta inizialmente il materiale tematico principale, successivamente ripreso e sviluppato dal solista, che lo arricchisce mediante variazioni ornamentali e modulazioni. Il carattere del movimento è prevalentemente lirico e disteso, in sintonia con l'atmosfera espressiva che Mozart associò frequentemente alla tonalità di La maggiore, impiegata anche in altre sue opere di particolare cantabilità, come il quintetto per clarinetto. Pur mantenendo un'impronta elegante e serena, il movimento rivela una notevole ricchezza inventiva: oltre ai temi esposti dall'orchestra, il pianoforte introduce un ulteriore tema durante la propria esposizione. Lo sviluppo sfrutta inoltre procedimenti cromatici e modulazioni che ampliano la varietà armonica, creando episodi di maggiore tensione all'interno di un discorso musicale complessivamente equilibrato. L'insieme coniuga così chiarezza formale, vivacità espressiva e raffinatezza compositiva. Di seguito, l'incipit del movimento:


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e-. e-. e-. e-. e-. d-. cis-. b-.
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d-. d-. d-. d-. d'-. d-. d-. d-.
b-. b-. b-. b-. b-. b-. a-. a-.
gis-. gis-. gis-. gis-. gis-. gis-. e-. e-.
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e-. e-. e-. e-. e-. d-. cis-. b-.
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r
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r
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r4 d,-. a'-. a,-.
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e2~ e8 (dis d b)
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r1
r
r
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r
r
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    }

    \context {
  \StaffGroup
  \override VerticalAxisGroup.staff-staff-spacing =
    #'((basic-distance . 1.5)
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       (padding . 0.5)
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}
}
}
\score {
\keepWithTag #'midi \thePianoStaff
\midi { }
}

Adagio

Il secondo movimento, Adagio, è composto in Fa diesis minore ed è in tempo 6/8. Si tratta dell'unico movimento composto da Mozart in questa tonalità e dell'ultima occasione in cui il compositore scelse un modo minore per un movimento lento di una propria opera strumentale. Il pianoforte apre il movimento senza l'intervento dell'orchestra, esponendo un tema di intenso carattere lirico costruito su ritmo di siciliana, con una linea melodica contraddistinta da ampi intervalli. La scrittura, in forma ternaria (A-B-A), privilegia un'espressione raccolta e cantabile, spesso accostata al linguaggio dell'opera seria. L'orchestra accompagna il solista affidando un ruolo di particolare rilievo a clarinetti e fagotti, il cui dialogo con il pianoforte contribuisce all'atmosfera intima del movimento.

Nella sezione centrale la tonalità passa a La maggiore, introducendo un episodio di maggiore luminosità, aperto da un dialogo tra flauto e clarinetto. Mozart, l'anno successivo, riutilizzò il tema di questo interludio all'inizio del terzetto Ah! taci, ingiusto core! dell'opera Don Giovanni. Con la ripresa della sezione iniziale ritorna il tema in Fa diesis minore, che conduce il movimento a una conclusione sommessa. Per la profondità dell'espressione, la raffinatezza della scrittura e l'intensità del linguaggio armonico, l'Adagio è generalmente considerato uno dei vertici della produzione concertistica di Mozart. La sua accentuata carica emotiva e il ricorso a un linguaggio di insolita intensità sono stati spesso interpretati dai musicologi come elementi che anticipano alcuni aspetti della sensibilità romantica. Di seguito, l'incipit del movimento:


\header { tagline = ##f }
\paper {
  page-breaking = #ly:one-page-breaking
}
Gracef = {\tag #'print { d'8. e16 d8 \grace { d32 (e } fis8.) e16 d8 } \tag #'midi { { d8. e16 d8 d32 e fis8) e16 d8 } } }
thePianoStaff = \new StaffGroup <<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c''' {\set Staff.instrumentName = Flauto \set Staff.midiInstrument = flute \set Staff.midiMinimumVolume = #0.8 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.9 \mark \markup { \fontsize #-2 \bold "Adagio" } \tempo 4 = 40 \clef treble \key fis \minor \time 6/8
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4 r8 cis4.\p~ 
cis8 (b a) gis (a b)
eis,4. cis'\f
dis4. (d)
cis4.~ cis8 (b4)
b8 (cis) a4 (b8) gis
fis4
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Clarinetto in La I e II" \set Staff.midiInstrument = clarinet \set Staff.midiMinimumVolume = #0.5 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef treble \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4 r8 a4.\p~
a8 (gis fis eis fis gis)
cis,4. r4 r8
r1*6/8
r4 r8 a''4.\f~
a8 (gis fis eis fis gis)
ges (fis e) d4.
cis8 (b) a4 (b8) gis
fis4
}
\new Voice \relative c'' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = clarinet \set Staff.midiMinimumVolume = #0.5 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef treble \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4 r8 cis4.\f
dis4. (d)
cis4.~ cis8 (b a)
gis8 (eis) fis4 (gis8) eis
fis4
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Fagotto I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.8 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.9 \set Staff.midiInstrument = bassoon \clef bass \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4 r8 b4.\p~
b8 (a gis fis gis a)
d,4. d'4.~
d8 (cis b a\f gis fis)
dis'4. (d)
g8 (fis e) d4.
cis8 (b) a4 (b8) gis
fis4
}
\new Voice \relative c {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = bassoon \set Staff.midiMinimumVolume = #0.8 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.9 \clef bass \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
fis,2.\p~
fis4. (gis4.)
a2.
b
cis4. fis,4.
bis4. (b)
ais4. (b8) b' (a)
gis8 (eis) fis4 (gis8) eis
fis4
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Corno in La I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.5 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \set Staff.midiInstrument = "french horn" \clef treble \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4
}
\new Voice \relative c {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "french horn" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.5 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \clef treble \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4
}
>>
\new PianoStaff \with {instrumentName = \markup \fontsize #-3.5 Pianoforte}<<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 } <<
\new Voice \relative c'' {\set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.8 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef treble \key fis \minor 
cis8. -\tweak transparent ##t \f d16 cis8 cis (fis a)
a (b,) gis'-. r b,4~
b16 (a) fis'4~ fis8 gis, (d')
fis,4 eis32 (fis gis fis) eis8 r r
\Gracef
bis4. (cis8) r r
cis16 (b) ais (b) ais (b) a' (gis) fis (eis) d (cis)
b4 (ais8) a r r
g8. a16 g8 g4 g8
g8 b d g b d
fis,,8. gis16 fis8 <fis a>4 (<eis gis>8)
fis4 r8 r4 r8
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r4
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef bass \key fis \minor
a4 -\tweak transparent ##t \f a8 a4 cis8
d4. s4 cis8
cis4 cis,8 d4 b'8
a4. (gis8) r r
a4 a8 b4 b8
e4 e8 a,4 a8
a4 a8 gis4 gis8
cis4 cis8 fis,4 fis8
g4 g8 g4 g8
g4 r8 r4 r8
a4 a8 cis4 b8
a4 r8 r4 r8
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r4
}
\new Voice \relative c {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = piano \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef bass \key fis \minor
fis4 -\tweak transparent ##t \f fis8 fis4 fis8
fis4. eis,8 -\tweak transparent ##t \sf r eis'8 -\tweak transparent ##t \f
fis4 a,8 b4.
cis4.~ cis8 r r
fis4 fis8 gis4 gis8
a4 a8 fis4 fis8
dis4 dis8 eis4 eis8
fis4 fis8 d4 d8
<b d>4 <b d>8 <b d>4 <b d>8
<b d>4 r8 r4 r8
cis4 cis8 cis4 cis8
fis4 r8 r4 r8
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r4
}
>>
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Violino I e II" \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef treble \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4 r8 a4.\p~
a8 (gis fis eis fis gis)
cis,4. cis'4.\p~ 
cis8 (b a) gis (a b)
eis,4. a'\f~
a8 (gis fis eis fis gis)
cis,4.~ cis8 (b4)~
b8 (cis) a4 (b8) gis
fis4
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef treble \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r16 a\p (cis fis cis a) r a (cis fis cis a)
r a (cis fis cis a) r b (cis eis cis b)
r b (cis eis cis b) r a (cis fis cis a)
r d (fis b fis d) r b (d fis d b)
r b (d gis d b) r a\f (cis fis cis a)
r dis (fis gis fis dis) r gis (b d b gis)
r cis, (e fis e cis) r b (d g d b)
r cis (eis gis fis cis) r fis (d fis eis b)
a4
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c {\voiceOne \set Staff.instrumentName = Viola \set Staff.midiInstrument = viola \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef alto \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
cis2.\p~
cis~
cis
fis4. (gis)~
gis
fis\f
bis4. (b)
ais4. (b8) (g fis)
eis (cis fis) d' (b cis)
fis,4
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c {\voiceOne \set Staff.instrumentName = Bassi \set Staff.midiInstrument = cello \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef bass \key fis \minor
r1*6/8
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
fis8\p r r fis r r
fis r r gis r r
a r r a, r r
b r r b' r r
cis r r fis,\f r r
bis, r r b r r
ais4. (b8) (g' fis)
eis (cis fis) d (b cis)
fis,4
}
>>
>>
\score {
  \keepWithTag #'print \thePianoStaff

  \layout {
    indent = 2.0\cm

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  \StaffGroup
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    #'((basic-distance . 1.5)
       (minimum-distance . 1.5)
       (padding . 0.5)
       (stretchability . 0))
}
}
}
\score {
\keepWithTag #'midi \thePianoStaff
\midi { }
}

Allegro assai

Il terzo e ultimo movimento, Allegro assai, ritorna alla tonalità iniziale di La maggiore, è in tempo 2/2 ed è costruito in forma di rondò-sonata, ossia quella forma ibrida nella quale un ritornello si alterna a episodi diversi. Il tema principale, di carattere vivace e incisivo, ricorre più volte alternandosi a episodi contrastanti, nei quali Mozart introduce frequenti modulazioni e un articolato sviluppo del materiale tematico. Nel corso del movimento il dialogo fra pianoforte e orchestra assume un ruolo centrale: i temi vengono continuamente ripresi, trasformati e scambiati fra il solista e i diversi gruppi orchestrali, dando vita a una scrittura brillante e dinamica.

Fra gli episodi di maggiore interesse figurano una breve incursione nella tonalità di Fa diesis minore, che richiama l'atmosfera del movimento precedente, e il successivo ritorno alla luminosità della tonalità principale, favorito dall'intervento dei clarinetti. Pur mantenendo un carattere prevalentemente sereno e brillante, il finale comprende anche momenti di maggiore intensità espressiva, che interrompono temporaneamente il clima giocoso senza alterarne l'equilibrio complessivo. Dopo l'ultima ripresa del ritornello, il concerto si conclude con una coda energica in La maggiore, che conduce l'opera a un finale di grande slancio e brillantezza. Di seguito, l'incipit del movimento:


\header { tagline = ##f }
\paper {
  page-breaking = #ly:one-page-breaking
}
Gracea = {\tag #'print { \grace a16 (a'2.) } \tag #'midi { { a,16 a'2~ a8. } } }
thePianoStaff = \new StaffGroup <<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c''' {\set Staff.instrumentName = Flauto \set Staff.midiInstrument = flute \set Staff.midiMinimumVolume = #0.5 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \mark \markup { \fontsize #-2 \bold "Allegro assai" } \tempo 2 = 130 \clef treble \key a \major \time 4/4
r1
r
r
r
r
r
r
r
a1\f~
a~
a2 (b4 cis)
b8 (e) dis (e) dis (e) fis (e)
a,1~
a~
a4-. d-. cis-. b-.
\tempo 2 = 115 a-. r r2
r1
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r2 gis\f
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Clarinetto in La I e II" \set Staff.midiInstrument = clarinet \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.5 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
e1\f
fis
e2 (d4 cis)
b (d cis b)
e1
fis
e4-. d-. cis-. b-.
a-. r r2
r1
r
r
r2 e'2\p~
e (d)~
d cis~
cis4-. (d cis b)-.
b (cis)-. r2
r1
r
r
r2 e~
e (d)~
d (cis)~
cis4 (d cis b)-.
b (cis)-. e2\f
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = clarinet \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.5 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
cis1\f
d
cis2 (b4 a)
gis (b a gis)
cis1
d
cis4-. b-. a-. gis-.
a-. r r2
r1
r
r
r2 gis\p
a2. (b8 a)-.
gis4 (b a gis)-.
fis-. (b a gis)-.
gis (a)-. r2
r1
r
r
r2 gis
a1
gis4 (b2 a8 gis)-.
a4 (b a gis)-.
gis (a)-. b2\f
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Fagotto I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.9 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \set Staff.midiInstrument = bassoon \clef bass \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
e1\f
fis
e2 (d4 cis)
b2 (cis4 d)
e1
fis
e4-. d-. cis-. b-.
a-. r r2
r1
r
r
r
cis2\p (b)~
b4-. (e2 b4)-.
a (fis' e d)-.
d (cis)-. r2
r1
r
r
r2 cis,8 d e cis
fis gis a fis b4-. r
e,8 fis gis e a4-. r
fis8 e d b e4-. e,-.
a4-. r e''2\f
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = bassoon \set Staff.midiMinimumVolume = #0.9 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef bass \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
cis1\f
d
cis2 (b4 a)
gis2 (a4 b)
cis1
d
cis4-. b-. a-. gis-.
a-. r r2
r1
r
r
r2 cis,4\p (e
fis a)-. b, (d
e gis)-. a (eis)-.
fis d e e-.
a,2-. r
r1
r
r
r2 cis8 d e cis
fis4-. r b8 a gis fis
e4-. r a8 gis fis eis
fis e d b e4-. e,-.
a4-. r e''2\f
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Corno in La I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \set Staff.midiInstrument = "french horn" \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
a1\f
a
a2-. b4-. cis-.
b-. e,-. e-. e-.
a1
a
a4-. r cis-. b-.
a-. r r2
r1
r
r
r
r
r
r2 r4 e-.\p
e2-. r
r1
r
r
r
r
r
r
r2 e\f
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "french horn" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
a1\f
a
a2 e'4-. a-.
e-. e-. e-. e-.
a,1
a
a4-. r a'-. e-.
cis-. r r2
r1
r
r
r
r
r
r2 r4 e-.\p
a,2-. r
r1
r
r
r
r
r
r
r2 e'\f
}
>>
\new PianoStaff \with {
  instrumentName = \markup \fontsize #-3.5 Pianoforte
  \override VerticalAxisGroup.staff-staff-spacing =
    #'((basic-distance . 4)
       (minimum-distance . 4)
       (padding . 1)
       (stretchability . 0))
} <<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 } <<
\new Voice \relative c'' {\set Staff.midiInstrument ="acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.8 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef treble \key a \major
e4 -\tweak transparent ##t \f r a, r
a'2. gis8 fis
fis (e) d cis d b cis a
cis b a gis fis e dis e
e'4 r a, r
\Gracea gis8 fis
e (a) fis d cis (e) d b
a b cis d e fis gis a
r1
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \clef bass \key a \major
a8 -\tweak transparent ##t \f e' cis e a, e' cis e
a, fis' d fis a, fis' d fis
a, e' cis e gis, e' a, e'
e,4 r r2
a8 e' cis e a, g' cis, g'
a, fis' d fis a, fis' d fis
cis4 b a gis
a r r2
r1
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \clef bass \key a \major
s1
s
s
s
s
s
a4 d, e2
s1
s
s
s
}
>>
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Violino I e II" \set Voice.midiMinimumVolume = #1.0 \set Voice.midiMaximumVolume = #1.0 \set Staff.midiInstrument = violin \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
e4-.\f r a,-. r
a'2. gis8 fis
fis (e) d cis d b cis a
b8 (e) dis (e) dis (e) fis (e)
e4-. r a,-. r
a'-. a2 gis8 fis
e (a)-. fis-. d-. cis (e)-. d-. b-.
a4-. r cis-.\p cis
(b2)-. d4-. d
(cis2)-. fis4-. fis
(e2.) (d4)-.
cis (b)-. r2
r1
r
r
r2 cis4-. cis
(b2)-. d4-. d
(cis2)-. fis4-. fis
(e2.) (d4)-.
cis (b)-. r2
r1
r
r
r8 e\f-. e fis gis e fis gis
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #1.0 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
cis8-.\f e-. cis-. e-. cis-. e-. cis-. e-.
d-. fis-. d-. fis-. d-. fis-. d-. fis-.
cis-. e-. a-. e-. b'-. e,-. a-. e-.
gis-. (e)-. dis-. (e)-. dis-. (e)-. fis-. (e)-.
cis-. e-. cis-. e-. cis-. e-. cis-. e-.
d-. fis-. d-. fis-. d-. fis-. d-. fis-.
cis4-. d'8-. b-. a (cis)-. b-. gis-.
a4-. r a-.\p a
(gis2)-. b4-. b
(a2)-. d4-. d-.
d-. (e8 d cis4-. b-.)
a (gis)-. r2
r1
r
r
r2 a4-. a
(gis2)-. b4-. b
(a2)-. d4-. d-.
d-. e8 (d cis4-. b)-.
a (gis)-. r2
r1
r
r
r8 e'\f-. e fis gis e fis gis
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\set Staff.instrumentName = Viola \set Staff.midiInstrument = viola \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef alto \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
a4-.\f a-. a-. a-.
a-. a-. a-. a-.
a-. a-. gis-. a-.
e2 r
a4-. a-. a-. a-.
a-. a-. a-. a-.
a-. d,-. e-. e-.
a,-. a'-. r2
e4-.\p e (fis2)-.
fis4-. fis (a2)-.
b2-. (a4 fis)
e2-. r
r1
r
r
r
e4-. e (fis2)-.
fis4-. fis (a2)-.
b2-. (a4 fis)
e2-. r
r1
r
r
r2 b'8 gis a b
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
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r1
r
r
r
r
r
r
r
a4-.\f a-. a-. a-.
a-. a-. a-. a-.
a-. a-. gis-. a-.
e2 r
a4-. a-. a-. a-.
a-. a-. a-. a-.
a-. d,-. e-. e-.
a,-. a'-. r2
e4-.\p e (b2)-.
fis'4-. fis (d2)-.
gis4-. gis (a d,)
e2-. r
r1
r
r
r
e4-. e (b2)-.
fis'4-. fis (d2)-.
gis4-. gis (a d,)
e2-. r
r1
r
r
r2 e'\f
}
>>
>>
\score {
  \keepWithTag #'print \thePianoStaff

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Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 Concerto per pianoforte n. 23 in la maggiore, K 488, su flaminioonline.it. URL consultato l'8 settembre 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Piano Concerto No. 23 in A major, K. 488, su allmusic.com. URL consultato l'8 settembre 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Concerto per pianoforte n. 23 in La, su mozartportal.com. URL consultato l'8 settembre 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Wolfgang Amadeus Mozart, Series V, Concertos Work Group 15: Concertos for one or more pianos and orchestra with cadenzas, volume 7 (PDF), su dme.mozarteum.at. URL consultato l'8 settembre 2026.
  5. ↑ Solomon, p. 273.
  6. 1 2 Lettera di Wolfgang Amadeus Mozart a Sebastian Winter dell'8 agosto 1786, su dme.mozarteum.at. URL consultato il 9 settembre 2026.
  7. ↑ Lettera di Wolfgang Amadeus Mozart a Sebastian Winter del 30 settembre 1786, su dme.mozarteum.at. URL consultato il 9 settembre 2026.
  8. ↑ Lettera di Leopold Mozart a sua figlia Maria Anna Mozart del 12 marzo 1785, su dme.mozarteum.at. URL consultato il 31 luglio 2026.
  9. ↑ Eichenauer, p. 29.
  10. ↑ (FR) Catherine Massip, La musique à la Bibliothèque nationale de France, su jstor.org. URL consultato il 13 settembre 2026.
  11. 1 2 3 Piano Concerto No.23 in A major, K.488 (Mozart, Wolfgang Amadeus), su imslp.org. URL consultato l'8 settembre 2026.
  12. ↑ KV Anh. G 28. Cadenza for the first movement (Allegro) of the concerto in A K. 488, su kv.mozarteum.at. URL consultato l'8 settembre 2026.
  13. 1 2 Wolfgang Amadeus Mozart, Series V, Concertos Work Group 15: Concertos for one or more pianos and orchestra with cadenzas, volume 6 (PDF), su dme.mozarteum.at. URL consultato il 3 agosto 2026.

Bibliografia

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