Concerto per pianoforte e orchestra n. 26 (Mozart)

Concerto per pianoforte e orchestra n. 26 (dell'incoronazione)
La prima pagina del manoscritto originale
CompositoreWolfgang Amadeus Mozart
TonalitàRe maggiore
Tipo di composizioneConcerto
Numero d'operaK 537, Catalogo Köchel
Epoca di composizioneCompletato a Vienna il 24 febbraio 1788
Prima esecuzioneCastello di Dresda, 14 aprile 1789
PubblicazioneJohann Anton André, Offenbach sul Meno, 1794
AutografoConservato presso la Morgan Library & Museum di New York
Durata mediaCirca 30 minuti
Organico
Movimenti
  1. Allegro
  2. Larghetto
  3. Allegretto
Wolfgang Amadeus Mozart ritratto nel 1783 dal cognato Joseph Lange.

Il concerto per pianoforte e orchestra n. 26 in Re maggiore K 537, conosciuto anche come concerto dell'incoronazione, fu completato da Wolfgang Amadeus Mozart a Vienna il 24 febbraio 1788. Stabilitosi nella capitale asburgica come compositore e pianista indipendente, Mozart organizzava periodicamente concerti destinati ai propri abbonati, riscuotendo notevole successo.

Storia

Contesto

Dopo essersi stabilito a Vienna nel 1781, Mozart intraprese l'attività di musicista indipendente, rinunciando a un impiego stabile presso una corte e, a metà degli anni '80, si trovava nel periodo di maggiore affermazione della propria carriera, sia come compositore che come pianista. Mozart sosteneva la propria attività attraverso diverse fonti di reddito, fra cui il mecenatismo, le commissioni operistiche, la pubblicazione delle proprie opere, l'insegnamento privato e l'organizzazione di concerti. Fra queste, le esecuzioni pubbliche dei suoi concerti per pianoforte rappresentavano la principale risorsa economica e uno dei mezzi più efficaci per consolidare la propria reputazione artistica.

Poiché durante la quaresima e l'avvento la programmazione operistica era ridotta, questi due periodi erano comunemente scelti dai compositori per presentare nuovi lavori strumentali. Mozart dunque organizzò, negli anni, una serie di accademie per sottoscrizione, cioè concerti su abbonamento destinati a raccogliere fondi a beneficio del compositore, esibendosi in numerose occasioni che contribuirono ad accrescere la sua notorietà presso il pubblico viennese e favorendo l'acquisizione di nuovi allievi e committenti. Complessivamente, Mozart tenne quattro concerti in abbonamento nel 1784 e dieci nel 1785. Inoltre, si esibì in salotti privati almeno diciotto volte nel 1784 e cinque volte nel 1785.

Il fatto di scrivere per sé come solista gli consentì di non dover adattare la parte pianistica alle caratteristiche tecniche di altri esecutori, come era invece avvenuto in diversi concerti risalenti agli anni del periodo salisburghese. Ne derivò una maggiore libertà compositiva, evidente sia nella scrittura pianistica, sia nell'organizzazione formale delle idee, che riflettono in modo diretto la concezione musicale del compositore.

Composizione, prima esecuzione e pubblicazione

La data di completamento del concerto per pianoforte e orchestra n. 26 è nota con esattezza perché Mozart, durante gli anni della sua maturità, tenne un catalogo completo delle proprie opere, nel quale inserì questa composizione il 24 febbraio 1788. Il concerto venne eseguito per la prima volta, con Mozart stesso al fortepiano, in una sala del castello di Dresda alla presenza del principe elettore di Sassonia Federico Augusto III, di sua moglie Amalia di Zweibrücken-Birkenfeld e della corte, il 14 aprile 1789. In realtà, Mozart aveva previsto di presentare questa composizione a Vienna durante la quaresima del 1788 nell'ambito dei suoi concerti in abbonamento, ma il progetto non fu realizzato e non esistono prove documentali di esecuzioni pubbliche viennesi di questo concerto durante la vita di Mozart.

Da una lettera del compositore a sua moglie Constanze del 16 aprile 1789 si ricavano i dettagli della prima esecuzione a Dresda: «Lunedì 13, dopo aver fatto colazione dai Neumann, andammo tutti nella cappella della corte. [...] Poi Neumann mi condusse dal signor von König, che è il direttore degli intrattenimenti di corte. Fu straordinariamente affabile e, alla domanda se desiderassi suonare per Sua Altezza Illustrissima, risposi che sarebbe stato certamente per me un grazioso favore. [...] Durante il pranzo mi giunse la notizia che avrei dovuto suonare a corte il giorno seguente, martedì 14, alle cinque e mezza del pomeriggio. È qualcosa di assolutamente eccezionale qui perché è molto difficile riuscire a essere ammessi a suonare alla corte di Dresda, e sai che questo luogo non rientrava fra i miei programmi».

Dopo l'esecuzione, Mozart ricevette in dono da Federico Augusto III una tabacchiera in oro contenente cento ducati. Un giornale locale riferì che: «Il 14 aprile il famoso compositore signor Mozart di Vienna è stato ascoltato al fortepiano da Sua Altezza l'Elettore. Ha anche suonato a Dresda in molte case nobili e private con grandissimo successo. La sua agilità al fortepiano e al clavicembalo è prodigiosa e, a ciò, va aggiunta la sua straordinaria capacità di lettura a prima vista, che davvero rasenta l'incredibile».

Dopo la morte di Mozart, nel 1791, il manoscritto autografo rimase in possesso della vedova, Constanze, che nel 1794 lo mise a disposizione dell'editore e compositore Johann Anton André di Offenbach sul Meno per la pubblicazione. Dopo la prima stampa, il manoscritto tornò poi a Constanze, che nel 1799 lo inviò alla casa editrice Breitkopf & Härtel di Lipsia per una nuova pubblicazione. Tuttavia, poiché il concerto non era una novità, essendo già stato stampato cinque anni prima, la casa editrice restituì il manoscritto alla vedova di Mozart. Nello stesso anno venne venduto, insieme a circa 270 altri autografi, da Constanze a Johann Anton André, che ne rimase in possesso fino alla morte, avvenuta nel 1842.

Il manoscritto passò poi a suo figlio Johann August André e, in seguito, all'imprenditore e filantropo statunitense Dannie Heineman. Alla morte di quest'ultimo, il concerto venne preso in custodia dalla Morgan Library & Museum di New York, che nel 1977 ne divenne a tutti gli effetti proprietaria attraverso la donazione della collezione Heineman. La stessa Morgan Library & Museum ha reso interamente consultabile online il manoscritto autografo.

Il Comoedienhaus di Francoforte, oggi non più esistente, dove Mozart si esibì il 15 ottobre 1790.

Il titolo con cui è oggi comunemente conosciuto, concerto dell'incoronazione, non risale a Mozart, ma deriva da un'indicazione apposta da Johann Anton André alla prima edizione dell'opera, nella quale si ricordava che era stata eseguita durante i festeggiamenti per l'incoronazione di Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, avvenuti a Francoforte nell'ottobre 1790. Mozart, in quell'occasione, non ricevette un incarico ufficiale per partecipare alle celebrazioni, ma si recò a Francoforte a proprie spese e, con l'aiuto di alcuni ammiratori locali, si esibì presso il Comoedienhaus, il teatro cittadino, il 15 ottobre 1790. Nel programma figuravano questo concerto, il concerto per pianoforte e orchestra n. 19, due sinfonie non identificate, alcune arie cantate dal soprano Margarete Luise Schick e dal castrato Francesco Ceccarelli e una fantasia improvvisata al fortepiano dallo stesso Mozart.

Il conte Luigi di Bentheim e Steinfurt era presente al concerto del 15 ottobre 1790 e annotò nel suo diario: «Alle 11 del mattino si è tenuto un grande concerto di Mozart nel teatro cittadino. È iniziato con una bella sinfonia di Mozart che possiedo da tempo. [...] Mozart ha poi suonato un concerto da lui composto, che era di straordinaria bellezza e fascino. [...] Il modo di suonare di Mozart è un po' come quello del defunto Klöffler, ma infinitamente più perfetto. Mozart è un uomo piccolo dall'aspetto piuttosto gradevole; aveva una giacca di raso marrone finemente ricamata. [...] Nel secondo tempo, un altro concerto di Mozart, che però non mi è piaciuto come il primo. [...] Una fantasia senza orchestra di Mozart, molto affascinante, in cui ha brillato infinitamente, esibendo tutto il suo talento. L'ultima sinfonia non è stata eseguita perché erano quasi le due e tutti sospiravano per andare a pranzo. La musica è quindi durata tre ore a causa delle lunghissime pause fra tutti i brani. L'orchestra era piuttosto debole, con cinque o sei violini ma, a parte questo, molto precisa. C'era solo una cosa che mi ha molto infastidito: non c'era molta gente».

Anche da una lettera di Mozart a sua moglie Constanze del 15 ottobre 1790 si evince che, a causa di altri avvenimenti in contemporanea, la partecipazione al concerto fu scarsa: «Oggi, alle 11, c'è stato il mio concerto. Dal punto di vista dell'onore è riuscito magnificamente, ma quanto al denaro è stato piuttosto magro. Per mia sfortuna, infatti, un principe ha offerto un grande pranzo e c'è stata una grande esercitazione militare delle truppe d'Assia [...] nonostante tutto, ero così di buon umore e fui accolto così bene che mi fecero promettere di tenere un altro concerto domenica prossima». Quest'ultimo concerto, previsto per domenica 17 ottobre, poi non ebbe luogo, probabilmente a causa della contemporanea esecuzione di una cantata composta per l'incoronazione da Johann Ignaz Walter. Il legame, seppur indiretto, con le celebrazioni per l'incoronazione di Leopoldo II contribuì in seguito alla diffusione del soprannome dell'incoronazione attribuito al concerto per pianoforte e orchestra n. 26.

Strumentazione

La partitura è scritta per un'orchestra composta da:

Struttura e analisi

Il concerto è formato da tre movimenti:

  1. Allegro, in Re maggiore, tempo C.
  2. Larghetto, in La maggiore, tempo C.
  3. Allegretto, in Re maggiore, tempo 2/4.
Le misure 81 e 82 del primo movimento, nel manoscritto autografo, mostrano la parte della mano sinistra del pianoforte completamente assente.

L'esecuzione integrale dura circa 30 minuti. Nel manoscritto autografo Mozart non mise per iscritto integralmente la parte destinata al pianoforte solista. In particolare, numerosi passaggi relativi alla mano sinistra dell'accompagnamento rimasero in bianco, fino a comprendere quasi per intero il movimento lento. È probabile che il compositore intendesse completare questi elementi improvvisandoli durante l'esecuzione. L'incompletezza dell'autografo sembra dunque riflettere, almeno in parte, la prassi esecutiva di Mozart e la sua consuetudine di lasciare all'interprete, in questo caso a sé stesso, un certo margine di elaborazione. Quando l'opera fu pubblicata da Johann Anton André, nel 1794, le parti mancanti della mano sinistra vennero integrate dall'editore stesso nella versione a stampa.

Un'altra peculiarità riguarda le indicazioni di tempo: nell'autografo non compaiono le denominazioni del secondo e del terzo movimento. Le indicazioni Larghetto e Allegretto furono infatti aggiunte successivamente dall'editore. Nel complesso, queste caratteristiche fanno pensare che Mozart avesse concepito il concerto soprattutto in funzione della propria attività concertistica, senza ritenere necessario fissare sulla carta ogni dettaglio. L'opera si distingue così dagli altri concerti per pianoforte mozartiani per l'eccezionale quantità di materiale lasciato intenzionalmente all'elaborazione dell'esecutore. Rispetto ai precedenti grandi concerti del periodo viennese, questo mostra una notevole moderazione nell'impiego degli strumenti a fiato e dei timpani. Essi, infatti, svolgono generalmente una funzione di semplice rinforzo nel tutti. Le poche parti a loro affidate durante gli episodi solistici seguono, per lo più, il materiale degli archi o del pianoforte.

Dal punto di vista stilistico, la composizione presenta alcuni tratti che la distinguono dagli altri grandi concerti viennesi composti da Mozart negli anni della maturità. La scrittura appare nel complesso più brillante e galante, con una particolare attenzione per la cantabilità, per l'eleganza melodica e per l'effetto virtuosistico del pianoforte, mentre la complessa integrazione fra solista e orchestra che caratterizza alcuni dei concerti precedenti risulta meno marcata. È stato inoltre osservato come la costruzione del discorso musicale faccia talvolta maggiore affidamento sulla successione e sull'elaborazione delle idee melodiche che non su una progressione articolata della tensione armonica. Questa caratteristica, insieme alla forte valorizzazione della dimensione virtuosistica, ha portato alcuni interpreti e studiosi a riconoscervi aspetti che, retrospettivamente, possono anticipare i gusti del primo romanticismo.

Il biglietto per un concerto di Mozart.

Nel pentagramma in chiave di basso del pianoforte Mozart inserì la dicitura ColB., cioè Col Basso, che designa la prassi, diffusa fino alla fine del Settecento, secondo cui il solista, durante i passaggi dell'intera orchestra, raddoppiava con la mano sinistra la linea del basso eseguita da violoncelli e contrabbassi. Tale indicazione riflette il tradizionale ruolo del pianista maestro al cembalo che, oltre a eseguire la propria parte solistica, partecipava al tutti orchestrale mediante la realizzazione del basso continuo.

Con l'affermarsi della distinzione moderna tra le figure del direttore d'orchestra e del solista, all'inizio del XIX secolo, l'uso di raddoppiare con la mano sinistra la linea del basso cadde progressivamente in disuso e, nelle esecuzioni contemporanee, viene omessa. Inoltre, il suono del fortepiano si fondeva agevolmente con quello dell'orchestra, ma seguire questa prassi su pianoforti a coda moderni risulta inappropriato a causa della loro sonorità molto diversa rispetto agli strumenti del periodo di Mozart. Seguendo una prassi ampiamente diffusa nel XVIII secolo, il compositore era solito improvvisare parte della scrittura pianistica durante l'esecuzione. In questo concerto, infatti, Mozart non scrisse le cadenze solistiche, lasciando quindi all'interprete il compito di improvvisarle con arpeggi, scale e altri elementi di carattere virtuosistico.

Allegro

Il primo movimento, Allegro, è composto in Re maggiore, è in tempo C ed è strutturato secondo la forma-sonata, caratterizzata dalla presenza di una doppia esposizione, nella quale il materiale tematico viene presentato dapprima dall'orchestra e successivamente ripreso ed elaborato dal solista. L'esposizione orchestrale introduce i principali elementi tematici, fra cui un primo tema dal carattere solenne e marcato e un secondo tema di andamento più scorrevole. L'ingresso del pianoforte conduce quindi a una nuova esposizione del materiale. Rispetto ad altri concerti di Mozart, il movimento presenta una costruzione relativamente libera ed episodica. I diversi passaggi di collegamento dell'esposizione orchestrale conferiscono maggiore rilievo alla continuità melodica piuttosto che allo sviluppo di un articolato percorso modulante, contribuendo a un carattere complessivamente più disteso. La scrittura pianistica è inoltre ricca di elementi virtuosistici, fra cui scale, arpeggi e altre figurazioni di carattere brillante, culminando nella cadenza da improvvisare verso la conclusione del brano. Di seguito, l'incipit del movimento:


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Larghetto

Il movimento lento centrale, Larghetto, è composto in La maggiore, è in tempo C e costituisce un momento di contrasto rispetto al carattere brillante del movimento precedente. È strutturato in forma ternaria (A-B-A) e si apre con un tema cantabile affidato al solista, successivamente ripreso e sviluppato attraverso l'interazione fra solista e orchestra. La sezione centrale introduce elementi di contrasto rispetto al materiale iniziale attraverso variazioni del profilo melodico e del carattere armonico. La ripresa del tema principale conduce quindi alla conclusione del movimento, caratterizzata da una scrittura prevalentemente melodica e da un uso contenuto dell'ornamentazione. Di seguito, l'incipit del movimento:


\header { tagline = ##f }
\paper {
  page-breaking = #ly:one-page-breaking
}
Trillb = {\tag #'print { b8. \prallprall (a32 b a4) } \tag #'midi { \tuplet 3/2 { cis16 b32 cis } \tuplet 3/2 { b cis b } \tuplet 3/2 { cis b } a32 b a4 } }
Trillc = {\tag #'print { cis8. \prallprall (b32 cis b4) } \tag #'midi { \tuplet 3/2 { d16 cis32 d } \tuplet 3/2 { cis d cis } \tuplet 3/2 { d cis } b32 cis b4 } }
Trillbviolino = {\tag #'print { b8. \prallprall (a32 b) } \tag #'midi { \tuplet 3/2 { cis16 b32 cis } \tuplet 3/2 { b cis b } \tuplet 3/2 { cis b } a32 b } }
thePianoStaff = \new StaffGroup <<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\set Staff.instrumentName = Flauto \set Staff.midiInstrument = flute \set Staff.midiMinimumVolume = #0.3 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \mark \markup { \fontsize #-2 \bold "Larghetto" } \tempo 4 = 80 \clef treble \key a \major \time 4/4
r1
r
r
r
r
r
r
r
e4-.\f e-. e-. e-.
e8 (a)-. cis,-. d-. e4-. r
e8 (a)-. cis,-. d-. e r a-. b-.
cis (a e' d) cis4 (b8) r
e,4-. e-. e-. e-.
e8 (a)-. cis,-. d-. e4-. r
e8 (a)-. cis,-. d-. e r a-. b-.
cis4-. \Trillb r4
r1
r
r
r
r
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Oboe I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.3 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \set Staff.midiInstrument = oboe \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
cis2\f (d)
cis4 r e8 (a)-. cis,-. d-.
e4-. r e8 (a)-. a,-. b-.
cis4 (e8 d) cis4 (b8) r
cis2 (d)
cis4 r e8 (a)-. cis,-. d-.
e4-. r e8 (a)-. a,-. b-.
cis4 (b)-. a4 r
r1
r
r
r
r
r
}
\new Voice \relative c'' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = oboe \set Staff.midiMinimumVolume = #0.3 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
a2\f (b)
a4 r cis8 (e)-. a,-. b-.
cis4-. r cis8 (e)-. a,-. gis-.
a4 (cis8 b) a4 (gis8) r
a2 (b)
a4 r cis8 (e)-. a,-. b-.
cis4-. r cis8 (e)-. a,-. gis-.
a4 (gis)-. a4 r
r1
r
r
r
r
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Fagotto I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \set Staff.midiInstrument = bassoon \clef bass \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
\clef tenor cis2\f (e)
cis4 r e cis8-. d-.
e4-. r e a,8-. b-.
cis4 (e8 d) cis4 (b8) r
cis2 (e)
cis4 r e cis8-. d-.
e4-. r e a,8-. b-.
cis4 (b)-. a4 r
r1
r
r
r
r
r
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = bassoon \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
\clef tenor a2\f (b)
a4 r cis a8-. b-.
cis4-. r cis a8-. gis-.
a4 (cis8 b) a4 (gis8) r
a2 (b)
a4 r cis a8-. b-.
cis4-. r cis a8-. gis-.
a4 (gis)-. a4 r
r1
r
r
r
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Corno in Re I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.2 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \set Staff.midiInstrument = "french horn" \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
e4-.\f e-. e-. e-.
e-. r a,-. a8-. a-.
a4-. r a-. r
a-. a-. e'-. r
e4-. e-. e-. e-.
e-. r a,-. a8-. a-.
a4-. r a-. r
e'-. e-. a,-. r
r1
r
r
r
r
r
}
\new Voice \relative c'' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "french horn" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.2 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
e4-.\f e-. e-. e-.
a,-. r a-. a8-. a-.
a4-. r a-. r
a-. a-. e'-. r
e4-. e-. e-. e-.
a,-. r a-. a8-. a-.
a4-. r a-. r
e'-. e-. a,-. r
r1
r
r
r
r
r
}
>>
\new PianoStaff \with {instrumentName = \markup \fontsize #-3.5 Pianoforte}<<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 } <<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.9 \clef treble \key a \major
e4 e e e
e8 (a)-. cis,-. d-. e4 r
e8 (a)-. cis,-. d-. e (a)-. a,-. b-.
cis (a)-. e' (d)-. cis8. (d32 cis b8) r
e4 e e e
e8 (a)-. cis,-. d-. e4 r
e8 (a)-. cis,-. d-. e (a)-. a,-. b-.
cis4 \Trillb r4
r1
r
r
r
r
r
r
r
b4. b8 cis4 d
e8 fis16 gis a b cis d e4 r
a,8 (gis fis e dis d cis e)
d4 \Trillc r4
b4. b8 cis4 d
fis16 e d cis d e fis gis a b cis d e8 r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.3 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef treble \key a \major
cis8 e cis e d e d e
cis (e)-. cis-. d-. e (a)-. cis,-. d-.
e (a)-. cis,-. d-. e (a)-. \clef bass a,-. [b]-.
cis e cis e a, cis gis b
\clef treble cis e cis e d e d e
cis (e)-. cis-. d-. e (a)-. cis,-. d-.
e (a)-. cis,-. d-. e (a)-. r4
\clef bass a,8 cis gis d' cis4 r
r1
r
r
r
r
r
r
r
<gis b>8 e <gis b> e <a cis> e <b' d> e,
<cis' e>8 e, <cis' e> e, <cis' e> e, <cis' e> e,
<cis' e> e, <cis' e> e, <b' e> e, <a e'> e
<a e'> e <a e'> e <gis e'> e <gis e'> e
<gis b> e <gis b> e <a cis> e <b' d> e,
<cis' e> e, <b' d> e, <a cis> e <a cis> e
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.3 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef treble \key a \major
cis2 <gis b>
a4 a8-. b-. cis4 a8-. b-.
cis4 a8-. b-. cis4 cis,8-. [e]-.
a2 e
cis'2 <gis b>
a4 a8-. b-. cis4 a8-. b-.
cis4 a8-. b-. cis4 s4
e,2 a4 r
r1
r
r
r
r
r
r
r
s1
}
>>
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Violino I e II" \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #0.1 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
e4-.\f e-. e-. e-.
e8 (a)-. cis,-. d-. e4-. r
e8 (a)-. cis,-. d-. e (a)-. a,-. b-.
cis (a)-. e' (d)-. cis8. (d32 cis b8) r
e4-. e-. e-. e-.
e8 (a)-. cis,-. d-. e4-. r
e8 (a)-. cis,-. d-. e (a)-. a,-. b-.
cis4-. \Trillbviolino a8-. e cis a
e'4 r r2
r1
r
r
r
r
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #0.1 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef treble \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
cis8\f (a cis a d b d b)
cis (e)-. cis-. d-. e (a)-. cis,-. d-.
e (a)-. cis,-. d-. e (a)-. a,-. b-.
cis (a)-. e' (d cis e d b)
cis8 (a cis a d b d b)
cis (e)-. cis-. d-. e (a)-. cis,-. d-.
e (a)-. cis,-. d-. e (a)-. a,-. b-.
cis (e d b) a-. e' (cis a)
e'4 r r2
r1
r
r
r
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\set Staff.instrumentName = Viola \set Staff.midiInstrument = viola \set Staff.midiMinimumVolume = #0.2 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.4 \clef alto \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
a8\f (e a e b' e, b' e,)
a (cis)-. a-. b-. cis (e)-. a,-. b-.
cis (e)-. a,-. b-. cis (e)-. a,-. gis-.
a (e)-. cis' (b a cis b gis)
a8 (e a e b' e, b' e,)
a (cis)-. a-. b-. cis (e)-. a,-. b-.
cis (e)-. a,-. b-. cis (e)-. a,-. gis-.
a (cis b gis) a-. e' (cis a)
e4 r r2
r1
r
r
r
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c {\set Staff.instrumentName = Bassi \set Staff.midiMinimumVolume = #0.5 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \set Staff.midiInstrument = cello \clef bass \key a \major
r1
r
r
r
r
r
r
r
a2\f (gis)
a4 r r2
a'4 r a r
a a, e' r
a,2 (gis)
a4 r r2
a'4 r a r
e e, a r
r1
r
r
r
r
r
}
>>
>>
\score {
  \keepWithTag #'print \thePianoStaff

  \layout {
    indent = 2.0\cm

    \context {
    \Score
      \remove "Metronome_mark_engraver"
      \override GraceSpacing.spacing-increment = #0.00
    }

    \context {
  \StaffGroup
  \override VerticalAxisGroup.staff-staff-spacing =
    #'((basic-distance . 1.5)
       (minimum-distance . 1.5)
       (padding . 0.5)
       (stretchability . 0))
}
}
}
\score {
\keepWithTag #'midi \thePianoStaff
\midi { }
}

Allegretto

Il terzo e ultimo movimento, Allegretto, ritorna alla tonalità iniziale di Re maggiore, è in tempo 2/4 ed è in forma di rondò con caratteristiche riconducibili alla forma-sonata, generalmente definita sonata-rondò. Il tema principale, affidato al pianoforte, ricorre più volte alternandosi a episodi contrastanti. La struttura complessiva può essere ricondotta allo schema A-B-A-C-B-A. Il movimento è caratterizzato da un carattere brillante e presenta numerosi passaggi virtuosistici per il pianoforte, con un frequente dialogo fra il solista e l'orchestra. Dopo la cadenza del pianoforte, la conclusione riprende il materiale principale e conduce alla chiusura del concerto. Di seguito, l'incipit del movimento:


\header { tagline = ##f }
\paper {
  page-breaking = #ly:one-page-breaking
}
Trilld = {\tag #'print { d2\p \startTrillSpan a d8 r \stopTrillSpan } \tag #'midi { d32 d d d d d d d d d d d d d d d a, a a a a a a a a a a a a a a a d d d d r8 r8 }  }
Tremolocis = {\tag #'print { cis4:16 } \tag #'midi  { cis16 cis cis cis } }
Tremolod = {\tag #'print { d4:16 } \tag #'midi  { d16 d d d } }
Tremoloe = {\tag #'print { e4:16 } \tag #'midi  { e16 e e e } }
Tremoloeg = {\tag #'print { e,4:16 } \tag #'midi  { e16 e e e } }
Tremolofis = {\tag #'print { fis4:16 } \tag #'midi  { fis16 fis fis fis } }
Tremolog = {\tag #'print { g4:16 } \tag #'midi  { g16 g g g } }
Tremoloa = {\tag #'print { a4:16 } \tag #'midi  { a16 a a a } }
Tremolob = {\tag #'print { b4:16 } \tag #'midi  { b16 b b b } }
thePianoStaff = \new StaffGroup <<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c''' {\set Staff.instrumentName = Flauto \set Staff.midiInstrument = flute \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \mark \markup { \fontsize #-2 \bold "Allegretto" } \tempo 4 = 80 \clef treble \key d \major \time 2/4 \partial 4
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 fis8-.\f fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r r4
r a8-. a-. 
a16 (cis d e) fis8-. fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r r4
r a8. (e'16)
d8 r r4
r2
r
g,4\p (fis)-.
b (d)-.
e, (a)-.
fis8 r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c''' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Oboe I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \set Staff.midiInstrument = oboe \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 a8-.\f a-.
a-. r fis-. fis-.
fis-. r e\p (fis)-.
e (fis)-. g\f (fis)-.
e8  r a-. a-.
a-. r fis-. fis-.
fis-. r g\p (fis-.
g fis)-. e8.\f (g16)
fis8 r r4
r2
r
e4\p d
g fis
e2
d8 r r4
r2
r
}
\new Voice \relative c'' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = oboe \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 fis8-.\f fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r cis\p (d)-.
cis (d)-. e\f (d)-.
cis8  r fis-. fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r cis\p (d-.
cis d)-. cis4\f
d8 r r4
r2
r
cis4\p d~
d2~
d4 cis
d8 r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Fagotto I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \set Staff.midiInstrument = bassoon \clef bass \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
\clef tenor r4 fis8-.\f fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r r4
r g8 (fis)
e8 r fis-. fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r r4
r g4\f
(fis8) r r4
r2
r
r
r4 fis\p
g2
(fis8) r r4
r2
r
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = bassoon \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
\clef tenor r4 a8-.\f a-.
a-. r fis-. fis-.
fis-. r r4
r e'8 (d)
cis8 r a-. a-.
a-. r fis-. fis-.
fis-. r r4
r cis'4\f
(d8) r r4
r2
r
r
r4 d\p
e2
(d8) r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Corno in Re I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \set Staff.midiInstrument = "french horn" \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 d8-.\f d-.
d-. r a-. a-.
a-. r r4
r a8-. a-.
a8 r d-. d-.
d-. r a-. a-.
a-. r r4
r e'
(d8) r r4
r2
r
a4-.\p d~
d a~
a2~
a8 r r4
r2
r
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "french horn" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 fis8-.\f fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r r4
r a'8-. a-.
a8 r fis-. fis-.
fis-. r d-. d-.
d-. r r4
r a'
(fis8) r r4
r2
r
a,4-.\p d~
d2
a
d8 r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Tromba in Re I e II" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \set Staff.midiInstrument = "french horn" \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 d8-.\f d-.
d-. r a-. a-.
a-. r r4
r a8-. d-.
a8 r d-. d-.
d-. r a-. a-.
a-. r r4
r a
fis8 r r4
r2
r
a8\p r d r
d r a r
a r a r
a r r4
r2
r
}
\new Voice \relative c'' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "french horn" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 a8-.\f a-.
a-. r fis-. fis-.
fis-. r r4
r a,8-. d-.
a8 r a'-. a-.
a-. r fis-. fis-.
fis-. r r4
r a,
d8 r r4
r2
r
a8\p r d r
d r d r
a r a r
d r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c {\set Staff.instrumentName = "Timpani in Re-La" \set Staff.midiInstrument = timpani \set Staff.midiMinimumVolume = #0.2 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.8 \clef bass \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r
d8\f r r4
d8 r r4
r a8 d
a8 r r4
d8 r r4
d8 r r4
r a8 a16 a
d8 r r4
r2
r
r
\Trilld r4
r2
r
}
>>
\new PianoStaff \with {
  instrumentName = \markup \fontsize #-3.5 Pianoforte
  \override VerticalAxisGroup.staff-staff-spacing =
    #'((basic-distance . 4)
       (minimum-distance . 4)
       (padding . 1)
       (stretchability . 0))
} <<
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 } <<
\new Voice \relative c'' {\voiceOne \set Staff.midiInstrument ="acoustic grand" \clef treble\key d \major
fis8-. fis-.
fis (a16) r d,8-. d-.
d (fis16) r e16. (cis32) d16. (fis32)
e16. (cis32) d16. (fis32) g16. (a32) fis16. (g32)
e16-. a (gis g) fis8-. fis-.
fis (a16) r d,8-. d-.
d (fis16) r e16. (cis32) d16. (fis32)
e16. (cis32) d16. (fis32) g8. (e16)
d8 r r4
r2
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r16 \appoggiatura e32 d32 (cis d16) [e]-. fis-. g-. a-. b~
\tuplet 3/2 { b ([gis a])~ } \tuplet 3/2 { a ([fis g])~ } \tuplet 3/2 { g ([eis fis])~ } \tuplet 3/2 { fis ([dis e])~ } 
\tuplet 3/2 { e ([cis d])~ } \tuplet 3/2 { d ([bis cis])~ } \tuplet 3/2 { cis ([ais b])~ } \tuplet 3/2 { b ([gis a])~ } 
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \clef treble \key d \major
s4
s2
s
s
s
s
s
s4 cis'4
s2
s
s
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef bass \key d \major
r4
\clef treble fis16 a fis a fis a fis a
fis a fis a g a fis a
g a fis a cis, a' d, a'
a,8 r r4
fis'16 a fis a fis a fis a
fis a fis a g a fis a
g a fis a <a, e' g>4
(<d fis>8) r r4 \clef bass
r2
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r
r4 r8 \clef treble <d' fis>8
(<cis e> <b d> <a cis> <g b>
<fis a> <e g> <d fis> <cis e>)
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = "acoustic grand" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.4 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.6 \clef bass \key d \major
s4
\clef treble d2
d4 s
s2
s
d2
d4 s
}
>>
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\voiceOne \set Staff.instrumentName = "Violino I e II" \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r16 fis\f (a d) fis8-. fis-.
fis (a16) r d,8-. d-.
d (fis16) r e16.-.\p (cis32) d16.-. (fis32)
e16.-. (cis32) d16.-. (fis32) g16.-.\f (a32) fis16.-. (g32)
e16-. a (gis g) fis8-. fis-.
fis (a16) r d,8-. d-.
d (fis16) r e16.-.\p (cis32) d16.-. (fis32)
e16.-. (cis32) d16.-. (fis32)
g16-.\f \appoggiatura a32 g32 (fis g16) e-.
d-. \appoggiatura e32 d32\p (cis d16) e-. fis-. g-. a-. b~
b (a8 g fis e16~)
e d8 cis b a16)
\tuplet 3/2 { g16 [g g] } \tuplet 3/2 { g [g g] } \Tremolofis
\Tremolob \Tremolod \Tremoloeg \Tremoloa 
fis8 r r4
r2
r
}
\new Voice \relative c' {\voiceTwo \set Staff.midiInstrument = violin \set Staff.midiMinimumVolume = #0.7 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \clef treble \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r4 d16-.\f a-. d-. a-.
d (a fis' d) fis-. d-. fis-. d-.
fis (d a' fis) g-.\p (a fis-. a)
g-. (a fis-. a) e16.-.\f (fis32) d16.-. (e32)
cis16-. a (b cis) d-. a-. d-. a-.
d (a fis' d) fis-. d-. fis-. d-.
fis (d a' fis) g-.\p (a fis-. a)
g-. (a fis-. a) e-.\f \appoggiatura fis32 e32 (d) e16 cis-.
d8 r8 r fis'\p
(e d cis b)
a (g fis e)
\tuplet 3/2 { cis16 [cis cis] } \tuplet 3/2 { cis [cis cis] } \Tremolod 
\Tremolod \Tremolofis
\Tremolod \Tremolocis
d8 r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c' {\set Staff.instrumentName = Viola \set Staff.midiInstrument = viola  \set Staff.midiMinimumVolume = #0.3 \set Staff.midiMaximumVolume = #0.7 \clef alto \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r
d8\f r r4
d8 r a'-.\p d,-. 
a'-. d,-. cis-.\f d-.
a8 r r4
d8 r r4
d8 r a'-.\p d,-.
a'-. d,-. a'-.\f a,-.
d8 r8 r d'8\p
(cis b a g)
fis8 (e d cis)
\tuplet 3/2 { e,16 [e e] } \tuplet 3/2 { e [e e] } \Tremolod 
\Tremolog \Tremoloa
\Tremolog \Tremoloe
d8 r r4
r2
r
}
>>
\new Staff \with { \magnifyStaff #0.65 }<<
\new Voice \relative c {\set Staff.instrumentName = "Bassi" \set Staff.midiMinimumVolume = #0.6 \set Staff.midiMaximumVolume = #1.0 \set Staff.midiInstrument = cello \clef bass \key d \major
r4
r2
r
r
r
r
r
r
r
d8\f r r4
d8 r a'-.\p d,-. 
a'-. d,-. cis-.\f d-.
a8 r r4
d8 r r4
d8 r a'-.\p d,-.
a'-. d,-. a'-.\f a,-.
d r r4
r2
r
a8\p r b r
g r d r
a' r a r
d r r4
r2
r
}
>>
>>
\score {
  \keepWithTag #'print \thePianoStaff

  \layout {
    indent = 2.0\cm

    \context {
      \Score \override SpacingSpanner.uniform-stretching = ##t
      \remove "Metronome_mark_engraver"
      \override GraceSpacing.spacing-increment = #0.00
    }

    \context {
  \StaffGroup
  \override VerticalAxisGroup.staff-staff-spacing =
    #'((basic-distance . 1.5)
       (minimum-distance . 1.5)
       (padding . 0.5)
       (stretchability . 0))
}
}
}
\score {
\keepWithTag #'midi \thePianoStaff
\midi { }
}

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Concerto per pianoforte n. 26 in re maggiore, K. 537 "Krönungs-Konzert", su flaminioonline.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Wolfgang Amadeus Mozart, Piano Concerto No. 26 in D major, K. 537, su allmusic.com. URL consultato l'8 agosto 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Concerto per pianoforte n. 26 in re maggiore, "Incoronazione", su mozartportal.com. URL consultato l'8 agosto 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Wolfgang Amadeus Mozart, Series V, Concertos Work Group 15: Concertos for one or more pianos and orchestra with cadenzas, volume 8 (PDF), su dme.mozarteum.at. URL consultato l'8 agosto 2026.
  5. ↑ Solomon, p. 273.
  6. ↑ Lettera di Wolfgang Amadeus Mozart a sua moglie Constanze del 16 aprile 1789, su dme.mozarteum.at. URL consultato l'8 agosto 2026.
  7. 1 2 Solomon, p. 403.
  8. ↑ Concerto for piano and orchestra no. 26 in D major, K. 537 : autograph manuscript, 1788 Feb. 24?, su themorgan.org. URL consultato l'8 agosto 2026.
  9. ↑ 001. Mvt. 1, fol. 1r, su themorgan.org. URL consultato l'8 agosto 2026.
  10. 1 2 Solomon, p. 432.
  11. ↑ Deutsch, pp. 329-330.
  12. ↑ Lettera di Wolfgang Amadeus Mozart a sua moglie Constanze del 15 ottobre 1790, su dme.mozarteum.at. URL consultato l'8 agosto 2026.
  13. 1 2 Piano Concerto No.26 in D major, K.537 (Mozart, Wolfgang Amadeus), su imslp.org. URL consultato l'8 agosto 2026.
  14. 1 2 Wolfgang Amadeus Mozart, series V, concertos work group 15: concertos for one or more pianos and orchestra with cadenzas, volume 5 (PDF), su dme.mozarteum.at. URL consultato l'8 agosto 2026.

Bibliografia

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