Kailasa (traslitterato anche Kailaasa o Shrikailasa; ufficialmente, in inglese, United States of Kailaasa, abbreviato in USK) è una micronazione proclamata nel dicembre 2019 dal guru indiano Nithyananda, che la presenta come l'unico stato sovrano induista al mondo. La sua ubicazione non è mai stata indicata con chiarezza. Nessuno stato e nessuna organizzazione internazionale la riconosce, e numerose testate la descrivono come un paese inesistente o fittizio.
Nithyananda è nato nel 1978 nel Tamil Nadu con il nome di Arunachalam Rajasekaran. È a capo di un'organizzazione religiosa induista con templi e centri in diversi paesi. Nella stampa è spesso definito con il termine inglese godman. Ha affermato di possedere poteri soprannaturali, come quelli di ritardare il sorgere del sole e di far parlare gli animali in tamil e in sanscrito.
Nel 2010 fu arrestato e trattenuto per 53 giorni in relazione a uno scandalo sessuale, senza essere condannato. Nel giugno 2018 un tribunale di Ramanagara, nel Karnataka, formulò nei suoi confronti capi d'imputazione per stupro, truffa e altri reati, in un procedimento avviato nel 2010. Nithyananda si dichiarò non colpevole. Nel novembre 2019 la polizia del Gujarat avviò un procedimento nei suoi confronti per sequestro di persona e violazioni della legge sul lavoro minorile. Nello stesso mese il padre di due donne presentò all'Alta corte del Gujarat un ricorso in cui sosteneva che le figlie fossero trattenute illegalmente in un suo ashram ad Ahmedabad. Nel febbraio 2024 la corte respinse il ricorso: dopo averle ascoltate, stabilì che le due donne erano adulte, che vivevano per scelta in Giamaica e che non agivano sotto costrizione.
Secondo la polizia indiana, Nithyananda avrebbe lasciato il paese alla fine del 2018. Il governo indiano annullò poi il suo passaporto e negò il rilascio di uno nuovo. Il 20 agosto 2022 il tribunale di Ramanagara emise nei suoi confronti un mandato d'arresto non cauzionabile, dopo che non si era presentato alle convocazioni ricevute dal 2019. Nithyananda respinge le accuse. Il suo avvocato nel Regno Unito sostiene che facciano parte di una campagna di persecuzione religiosa e che si basino su prove falsificate. Nel giugno 2025 non risultava pronunciata alcuna sentenza definitiva di condanna.
All'inizio del dicembre 2019 Nithyananda annunciò la nascita di Kailasa in un video pubblicato sul proprio canale YouTube, presentandola come la più grande nazione induista priva di confini. Nella stessa occasione furono diffusi una bandiera e un emblema. Come lingue ufficiali furono indicati il tamil, il sanscrito e l'inglese. Il sito web dell'entità descriveva Kailasa come una nazione senza confini, creata da persone induiste che nei rispettivi paesi avrebbero perso il diritto di praticare autenticamente la propria religione. Il sito ne illustrava inoltre la costituzione, il passaporto e i dicasteri di governo, e sollecitava donazioni prospettando in cambio la cittadinanza.
Secondo resoconti non confermati della stampa indiana, ripresi da numerose testate internazionali, Kailasa si troverebbe su un'isola acquistata al largo dell'Ecuador. Il 6 dicembre 2019 l'ambasciata dell'Ecuador in India smentì di aver concesso asilo a Nithyananda e di averlo aiutato ad acquistare terreni o isole in America meridionale. Precisò inoltre che la sua richiesta di protezione internazionale era stata respinta e che in seguito egli aveva lasciato il paese, presumibilmente diretto ad Haiti.
Il 22 agosto 2020, in occasione della festività di Ganesh Chaturthi, Nithyananda presentò una banca centrale, la Reserve Bank of Kailaasa, e una valuta, il dollaro kailasiano (Kailashian dollar), emessa in monete d'oro. Dichiarò che la banca era stata strutturata sul modello dell'Istituto per le opere di religione. Aggiunse che avrebbe avuto sede in un paese, di cui non fece il nome, con il quale Kailasa avrebbe firmato un protocollo d'intesa.
Nel dicembre 2020 annunciò il rilascio di visti turistici della durata massima di tre giorni. Chi intendeva visitare Kailasa avrebbe dovuto raggiungere l'Australia con mezzi propri, per poi essere trasferito con un volo charter organizzato dall'entità. Nello stesso mese presentò un progetto di ambasciate elettroniche (e-embassies) e dichiarò che 29 persone avevano chiesto di trasferirsi a Kailasa. Nell'aprile 2021, durante la pandemia di COVID-19, Kailasa annunciò il divieto d'ingresso per i fedeli provenienti dall'India.
Nithyananda definisce Kailasa «la Santa Sede dell'Induismo» e ne rivendica come cittadine tutte le persone che praticano l'induismo. Il sito dell'entità le attribuisce una popolazione di due miliardi di persone induiste praticanti. In alcune occasioni i suoi rappresentanti hanno dichiarato di voler adottare una forma analoga a quella del Sovrano militare ordine di Malta, che in alcuni contesti è riconosciuto come soggetto sovrano pur non disponendo di un territorio. Il sito indica come modello politico-giuridico anche lo Stato della Città del Vaticano.
Secondo il sito dell'entità, la bandiera, denominata Rishabha dhvaja, raffigura Nithyananda insieme al toro Nandi.
Nell'agosto 2022 una persona presentatasi come ministro degli esteri di Kailasa scrisse al presidente dello Sri Lanka Ranil Wickremesinghe per chiedere asilo politico per Nithyananda, descritto come gravemente malato e bisognoso di cure non disponibili a Kailasa. La lettera proponeva l'avvio di relazioni diplomatiche e offriva di sostenere tutte le spese mediche. L'ufficio del presidente dichiarò in seguito di non aver ricevuto alcuna richiesta di asilo.
Nell'ottobre 2022 l'Hindu Forum of Britain organizzò un ricevimento per il Diwali nella Camera dei lord. L'opuscolo distribuito agli ospiti conteneva un'inserzione a tutta pagina di Kailasa UK, ente di beneficenza registrato nel Regno Unito e noto anche come Nithyananda Meditation Academy UK. Secondo The Observer, una rappresentante dell'organizzazione partecipò all'evento su invito del deputato conservatore Bob Blackman e del pari Rami Ranger. Ranger dichiarò di non essere a conoscenza di Nithyananda né della sua organizzazione.
Il 12 gennaio 2023 il comune di Newark firmò con presunti rappresentanti di Kailasa un accordo di gemellaggio, celebrato con una cerimonia nel municipio. I rappresentanti erano stati invitati dal sindaco Ras Baraka. L'accordo fu annullato il 18 gennaio, quando l'amministrazione appurò che Kailasa non esisteva come stato. Secondo un'inchiesta giornalistica successiva, Kailasa aveva stipulato «partnership culturali» analoghe con oltre trenta città statunitensi.
Il 22 e il 24 febbraio 2023 rappresentanti di Kailasa assistettero a Ginevra a due discussioni pubbliche delle Nazioni Unite. La prima era del Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne, la seconda del Comitato sui diritti economici, sociali e culturali. Nella seconda una donna presentatasi come Vijayapriya Nithyananda, «ambasciatrice permanente» di Kailasa, sostenne che Nithyananda fosse perseguitato in India e che Kailasa avesse istituito ambasciate e organizzazioni non governative in 150 paesi. Una funzionaria dell'ufficio dell'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che gestisce i due comitati, precisò che queste discussioni sono aperte a chiunque vi abbia interesse. Precisò inoltre che i contributi dei rappresentanti di Kailasa, giudicati irrilevanti o marginali rispetto ai temi trattati, non sarebbero stati presi in considerazione.
Il 16 ottobre 2023 Arnaldo Chamorro, capo di gabinetto del ministero dell'agricoltura del Paraguay, firmò con presunti rappresentanti di Kailasa un documento su carta intestata del ministero. Nel testo auspicava l'avvio di relazioni diplomatiche e s'impegnava a sollecitare il governo a sostenere il riconoscimento dell'entità presso organizzazioni internazionali. Alla fine di novembre 2023, dopo che la vicenda era divenuta pubblica, Chamorro ammise di essere stato raggirato e fu sostituito nell'incarico. Il ministero dichiarò che il documento non poteva essere considerato ufficiale. Secondo l'Associated Press, rappresentanti di Kailasa avevano firmato accordi anche con amministratori di alcuni comuni paraguaiani.
Nel marzo 2024 Kailasa diffuse sui social network una fotografia scattata a Nairobi durante la sesta sessione dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente. L'immagine ritraeva un suo rappresentante insieme alla ministra dell'ambiente dell'Ecuador, Sade Fritschi, e veniva presentata come un colloquio ufficiale. Il ministero ecuadoriano precisò che si era trattato di un semplice saluto, che l'agenda della ministra non aveva mai previsto incontri con rappresentanti di Kailasa e che l'entità non gode di alcun riconoscimento ufficiale.
Tra settembre e novembre 2024 rappresentanti di tre popoli indigeni dell'Amazzonia boliviana – baure, cayubaba ed ese ejja – firmarono con membri di Kailasa contratti di locazione della durata di mille anni su circa 480 000 ettari di terre. Gli accordi consentivano anche lo sfruttamento delle risorse naturali dei territori interessati. La vicenda fu resa pubblica il 16 marzo 2025 da un'inchiesta del quotidiano El Deber. La Confederación de Pueblos Indígenas de Bolivia (CIDOB) e il Territorio Indígena Multiétnico II denunciarono che gli accordi erano stati ottenuti con l'inganno, e le comunità li annullarono.
Il ministero degli esteri boliviano dichiarò che Kailasa non gode di alcun riconoscimento internazionale. Il 24 marzo 2025 il governo annunciò di aver espulso venti persone legate all'entità, entrate nel paese con visti turistici. Le associazioni dei giornalisti boliviani espressero preoccupazione per le minacce rivolte alla stampa che seguiva il caso. Secondo Il Post, è possibile che i rappresentanti di Kailasa abbiano cercato di sfruttare le forme di proprietà collettiva e di autonomia che la legge boliviana riconosce ad alcuni popoli nativi.
Nella stampa internazionale Kailasa è stata descritta prevalentemente come un paese fittizio o come una truffa. Secondo Ignazio Barbetta, le etichette usate dai media per Nithyananda e i suoi fedeli, come «santone» o «setta», rischiano di aggirare la presunzione d'innocenza. Rischiano inoltre di stigmatizzare il fenomeno religioso induista, leggendolo con categorie culturali occidentali. Barbetta non esclude un comportamento manipolatorio del guru, ma propone di interpretare la creazione di uno stato fittizio anche come una risposta difensiva alla pressione mediatica e politica, attraverso l'imitazione di modelli istituzionali consolidati come quello vaticano.