Kayhan

Kayhan
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StatoIran (bandiera) Iran
Linguapersiano
Periodicitàquotidiano
Generestampa nazionale
FormatoFormato lenzuolo
Fondazione27 Maggio 1942
SedeTeheran
EditoreKeyhan Institute
Redattore capoHossein Shariatmadari
ISSN473890618 (WC · ACNP)
Distribuzione
multimediale
Edizione digitalehttps://kayhan.ir/
Sito webkayhan.ir/

Kayhan (in persiano کيهان‎, Il Cosmo) è un quotidiano in persiano pubblicato a Tehran, Iran. È considerato "il quotidiano iraniano più conservatore". Hossein Shariatmadari è il caporedattore di Kayhan. Secondo un articolo del New York Times del 2007, la posizione ufficiale del giornale è quella di rappresentante della Guida suprema dell'Iran.

Kayhan conta circa 1.000 dipendenti in tutto il mondo. Ci sono dati contrastanti riguardo alla sua tiratura: nel 2006 la BBC la indicava tra le 60.000 e le 100.000 copie, nel 2007 il New York Times riportava "circa 70.000", mentre in un articolo di una rivista della New York University School of Law del 2008 si parlava di 350.000 copie. Kayhan pubblica anche edizioni speciali per l'estero, tra cui l'edizione in lingua inglese Kayhan International.

Storia e profilo

Kayhan fu fondato nel febbraio del 1943 da Abdolrahman Faramarzi, in qualità di proprietario, e Mostafa Mesbahzadeh, come caporedattore. Successivamente, i loro ruoli si invertirono. Il giornale sostenne lo Scià Mohammad Reza Pahlavi durante il suo regno. Pubblicato sia in Iran che a Londra, il quotidiano aveva una tiratura superiore al milione di copie prima della Rivoluzione Islamica del 1979. Nel 1974, il gruppo editoriale Kayhan si presentò come "la più grande casa editrice di quotidiani e riviste del Medio Oriente". Forugh Mesbahzadeh, la moglie del principale proprietario di Kayhan, figurava ufficialmente come direttrice della rivista femminile iraniana di punta, Zan-e Rooz.

Durante gli scontri tra le forze imperiali e i rivoluzionari, Kayhan e Ettela'at subirono la censura. Dopo il rovesciamento dello Scià, tutti i beni di Mesbahzadeh, inclusa la sede principale del quotidiano, furono confiscati. In seguito alla rivoluzione, Kayhan divenne una pubblicazione statale, insieme a Ettela'at e Jomhouri-e Eslami, i cui editori sono nominati direttamente dalla Guida suprema dell'Iran.

La prima pagina del quotidiano del 14 Febbraio 1979.

Nel maggio del 1980, l'Ayatollah Khomeini nominò Ebrahim Yazdi, allora ministro degli Esteri, a capo del quotidiano. Sotto la guida di Mesbahzadeh, la sede londinese di Kayhan continuò la sua attività e pubblica ancora un settimanale monarchico chiamato Kayhan London, che ha una tiratura ridotta. Nel 2006, Mesbahzadeh morì all'età di 98 anni a Los Angeles, in California.

Il giornale si occupa di notizie politiche, culturali, sociali ed economiche.

Orientamento politico

Kayhan sostiene il governo iraniano e le politiche promosse dall'ex Presidente Mahmoud Ahmadinejad. Shariatmadari ha dichiarato che il giornale e il suo staff "difendono l'ideologia della Rivoluzione Islamica". Gareth Smyth, ex corrispondente in Iran per il Financial Times, sostiene che Kayhan esprima le posizioni politiche del "fronte fondamentalista del regime".

Shariatmadari rifiuta le etichette di "conservatore" e "fondamentalista", le quali, a suo dire, "...ci fanno sembrare dei talebani". Si definisce, invece, e definisce coloro che condividono le sue idee, "principalisti". La fazione dei Principalisti iraniani costituisce la maggioranza del Parlamento iraniano. Questo gruppo è anche chiamato "neo-principalista" e include figure come Gholamali Haddad Adel e Saeed Jalili, tra gli altri. Di fatto, il quotidiano è l'organo di stampa del gruppo politico.

Controversie

Vignetta satirica realizzata durante la Guerra fra Iraq e Iran.

Il quotidiano finì al centro di una controversia nel 2010 per la sua condanna dell'allora first lady francese Carla Bruni, a causa della sua lettera aperta contro la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani per adulterio e presunto omicidio. Il giornale definì la Bruni una "prostituta italiana" e "la cantante e attrice decadente che è riuscita a rompere la famiglia Sarkozy", che "merita di morire" per il suo "stile di vita perverso", ribadendo le sorprendenti somiglianze tra Ashtiani e la Bruni. Il quotidiano condannò anche l'attrice Isabelle Adjani, definendo anch'essa una prostituta. Il Ministero degli Esteri francese definì i commenti "inaccettabili" e convocò l'ambasciatore iraniano in Francia. Il Ministero degli Esteri iraniano cercò di prendere le distanze dai commenti di Kayhan, con il portavoce Ramin Mehmanparast che dichiarò: "I media possono criticare adeguatamente le politiche sbagliate e ostili di altri Paesi astenendosi dall'usare parole offensive. Questo non è corretto."

Nel 2020, in seguito all'espulsione di Medici senza frontiere (MSF) dall'Iran, il caporedattore di Kayhan, Hossein Shariatmadari, definì MSF un "burattino americano". perché è "basata in Francia e tutti i gruppi anti-iraniani hanno una base in Francia." Il 28 aprile 2022, in concomitanza con Yom HaShoah, Kayhan pubblicò in prima pagina un pezzo d'opinione che elogiava Adolf Hitler e promuoveva stereotipi antisemiti.

Dopo che un sospettato libanese-americano pugnalò l'autore di origine indiana Salman Rushdie il 12 agosto 2022, Kayhan rispose con un messaggio di congratulazioni la cui traduzione è: "mille bravi... alla persona coraggiosa e coscienziosa che ha attaccato l'apostata e malvagio Salman Rushdie a New York... La mano dell'uomo che ha squarciato il collo del nemico di Dio deve essere baciata".

Note

  1. 1 2 (EN) Shapour Ghasemi, Kayhan Newspaper, in Iran Chamber Society, 2006. URL consultato il 31 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2022).
  2. ↑ (EN) Kayhan Editor: U.S. and Allies Trying to Weaken Iran's Regime by Empowering "Moderates", su mei.edu, 28 marzo 2017. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  3. 1 2 3 (EN) Michael Slackman, Freed by Revolution, He Speaks for Iran's Hard-Liners, in The New York Times, 22 settembre 2007. URL consultato il 31 gennaio 2010.
  4. ↑ (EN) The press in Iran, BBC News, 13 dicembre 2006. URL consultato il 27 agosto 2018.
  5. ↑ (EN) Notable Middle Eastern (PDF), in The NYU Review of Law and Security, 8–9, 2008, p. 14 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2014).
  6. ↑ Karami, Arash (15 marzo 2014). "Iran's Fourth Estate". Asharq Al Awsat.
  7. ↑ Faroughy, Ahmad (1° dicembre 1974). "Repression in Iran". Index on Censorship. Vol. 3, n. 4, p. 15.
  8. ↑ Hendelman-Baavur, Liora (2019). Creating the Modern Iranian Woman: Popular Culture between Two Revolutions. Cambridge University Press.
  9. ↑ Nikazmerad, Nicholas M. (1980). "A Chronological Survey of the Iranian Revolution". Iranian Studies. Vol. 13, n. 1/4, p. 336.
  10. ↑ Farjami, Mahmud (2014). "Political Satire as an Index of Press Freedom: A Review of Political Satire in the Iranian Press during the 2000s". Iranian Studies. Vol. 47, n. 2, p. 233.
  11. ↑ Associated Press (maggio 1980). "Khomenei's hard-liners triumph". The Spokesman Review.
  12. ↑ Ghasemi, Shapour (2006). "Kayhan Newspaper". Iran Chamber Society.
  13. ↑ Jowkar, Abdolrasoul; Didegah, Fereshteh (2010). "Evaluating Iranian newspapers' web sites using correspondence analysis". Library Hi Tech. Vol. 28, n. 1, pp. 119-130.
  14. ↑ Inskeep, Steve (5 febbraio 2009). "Editor Upholds Ideology of Iran's Islamic Revolution". NPR.
  15. ↑ Smyth, Gareth (2006). "Fundamentalists, Pragmatists, and the Rights of the Nation: Iranian Politics and Nuclear Confrontation". The Century Foundation.
  16. 1 2 Farzan Sabet, The Islamic Republic's political elite and Syria, su iranmediaresearch.org, IranPolitik: The Iran Political Analysis Project, giugno 2013. URL consultato il 30 luglio 2013 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2013).
  17. ↑ Sabet, Farzan (giugno 2013). "The Islamic Republic's political elite and Syria". IranPolitik: The Iran Political Analysis Project.
  18. ↑ Erdbrink, Thomas (31 agosto 2010). "Iranian newspaper reiterates derogatory remarks about French first lady". The Washington Post.
  19. ↑ Mackey, Robert (31 agosto 2010). "Iranian Newspaper Says Carla Bruni-Sarkozy 'Deserves to Die' for Objecting to Stoning". The New York Times.
  20. ↑ (EN) Iran Rejects Offer Of Help By Doctors Without Borders To Fight Coronavirus, su en.radiofarda.com, Radio Farda, 24 marzo 2020. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  21. ↑ Al Ketbi, Salem (8 aprile 2020). "Coronavirus and conspiracy: the mullahs as a model". salemalketbi.com.
  22. ↑ Siegal, Tobias (28 aprile 2022). "On Holocaust Remembrance Day, Iran paper publishes antisemitic piece praising Hitler". Times of Israel.
  23. ↑ (EN) Iran's hardline newspapers praise Salman Rushdie's attacker, in Reuters.com, 13 agosto 2022. URL consultato il 10 ottobre 2025.

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