Kellis

Kellis
Localizzazione
StatoEgitto (bandiera) Egitto
Mappa di localizzazione

L'antica Kellis, oggi nota come Ismant el-Kharab (Ismant la rovinata), era un villaggio dell'Alto Egitto durante il periodo romano. Si trovava circa 2,5 km a est-sudest dell'attuale Ismant, nell'oasi di Dakhla, e circa 11 km a nordest di Mut el-Kharab, capitale dell'oasi. In tempi antichi Mut veniva chiamata Mothis, e quindi Kellis si trovava nel nome Mothite.

Strutture

Il villaggio era lungo 1050 metri e largo 650 metri, ed era costruito quasi interamente con mattoni di fango su una bassa terrazza, con uadi a sudest e nordest, e circondato da campi. Tra le piccole produzioni c'erano tessuti, ceramiche lavorate a mano e mascalcia. Tra le attrazioni di Kellis c'era il tempio di Tutu e tre chiese. La piccola chiesa orientale è la più antica conosciuta dell'Egitto. Il sito fu occupato dalla fine del periodo tolemaico, e fu abbandonato dopo il 392. Da allora non fu più abitato, tranne che per un certo periodo negli anni quaranta, quando alcuni beduini vi si accamparono. Molti edifici sono sepolti sotto la sabbia, e le loro sommità sono visibili sopra la superficie. Altri sono nascosti, e rischiano di collassare quando gli incauti turisti li calpestano.

Scavi archeologici

L'esplorazione archeologica di Kellis iniziò nel 1986. Dal 1991 gli scavi di Kellis sono finanziati dalla Australian Research Council, gestito dall'Università Monash di Melbourne. Migliaia di frammenti scritti sono stati scavati a Kellis, riguardanti soprattutto l'antica religione chiamata Manicheismo, i cui fedeli a Kellis vissero apparentemente in antichità accanto ai Cristiani. A Kellis, gli archeologi hanno trovato anche libri in legno, stoviglie di vetro, utensili e altri oggetti domestici, ma anche cimiteri dove sono state rinvenute mummie ricoperte di maschere funerarie e altri elementi in cartonnage.

Note

  1. ↑ Wagner, G. e Aravecchia, Nicola. "Kellis", Pleiades (2010).
  2. ↑ Colin Hope e Gillian Bowen, Kellis: A Roman-Period Village in Egypt's Dakhleh Oasis, 1ª ed., Cambridge University Press, 13 gennaio 2022, DOI:10.1017/9780511844362, ISBN 978-0-511-84436-2.
  3. ↑ "Ismant el-Kharab, ancient Kellis" Archiviato il 29 luglio 2008 in Internet Archive., Monash University.
  4. ↑ Knudstad, J. E & R.A. Frey, 1999, Kellis, the Archaeological Survey of the Romano-Byzantine Town at Ismant el-Kharab, Reports from the Survey of the Dakhleh Oasis 1977-1987, C.S. Churcher and A.J. Mills eds, pag 95-96, Oxbow Books: Oxford.
  5. 1 2 Schweitzer, A., 2002, Les parures des cartonnage des momies d'une nécrople d'Ismant el-Kharab, Dakhleh Oasis Project: Preliminary Reports on the 1994-1995 to 1998-1998 Field Seasons, C.A. Hope & G.E. Bowen eds., pag 270, Oxbow Books: Oxford.
  6. ↑ Hope, C.A., 2002, Excavations in the Settlement of Ismant el-Kharab in 1995-1999, Dakhleh Oasis Project: Preliminary Reports on the 1994-1995 to 1998-1998 Field Seasons, C.A. Hope & G.E. Bowen eds., pag 205-206, Oxbow Books: Oxford.
  7. ↑ Colin A. Hope, Three Seasons of Excavation at Ismant el-Gharab in Dakhleh Oasis, Egypt, in Mediterranean Archaeology, vol. 1, 1988, pp. 160-178.
  8. ↑ Egypt - Rare Books Exhibition, su lib.monash.edu.au, 2 ottobre 1998. URL consultato il 14 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2010).
  9. ↑ Sami, Mariam. "Illuminating an Ancient Emissary of Light", Los Angeles Times (4-10-1998).
  10. ↑ Colin A. Hope, Judith Mckenzie e Carlo Rindi Nuzzolo, The Traditional Cemeteries of Kellis, 1ª ed., Cambridge University Press, pp. 307-342, DOI:10.1017/9780511844362.017, ISBN 978-0-511-84436-2.
  11. ↑ Gillian E. Bowen, Christian Burial Practices, Cambridge University Press, 2022, pp. 343-366, DOI:10.1017/9780511844362.018, ISBN 978-0-521-19032-9.
  12. ↑ "Ismant el-Kharab, ancient Kellis" Archiviato il 1º gennaio 2010 in Internet Archive., Dakhleh Trust
  13. ↑ (EN) Carlo Rindi Nuzzolo, From fragments to faces: using metrological analysis for artefact re-identification and provenience attribution, in npj Heritage Science, vol. 13, n. 1, 20 dicembre 2025, pp. 673, DOI:10.1038/s40494-025-02218-4. URL consultato il 16 gennaio 2026.
  14. ↑ Carlo Rindi Nuzzolo, The Cartonnage from Kellis (Ismant al-Kharab, Dakhleh Oasis): a study in Regionalism and Craftsmanship, 2019, pp. 178066112 Bytes, DOI:10.26180/5ca6c9fd1dc0f.
  15. ↑ (EN) Carlo Rindi Nuzzolo, 3D scanning and shape analysis help archaeologists connect objects across space and time to recover their lost histories, su The Conversation, 13 febbraio 2026. URL consultato il 26 febbraio 2026.
  16. ↑ Carlo Rindi Nuzzolo, Graeco-Roman cartonnage from the Kellis 1 cemetery (Ismant el-Kharab - Dakhleh Oasis): the case of Tombs 10 and 25, in Burial and mortuary practices in late period and Graeco-Roman Egypt : proceedings of the International Conference held at Museum of Fine Arts, Budapest, 17-19 July 2014, Budapest, Museum of Fine Arts, 2017, DOI:10.26180/7835480.v1.
  17. ↑ Carlo Rindi Nuzzolo, Broken faces: investigating evidence of regionalism in mummy mask fragments from the Kellis 1 cemetery, in Dust, Demons and Pots Studies in Honour of Colin A. Hope, OLA, 2020, DOI:10.2307/j.ctv1q26ngg.53.

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