Kemit

Kemit
Altro titoloKemyt
Ostrakon ieratico con estratti dalla Kemyt, Museo Egizio, Torino, Provv. 1387.
PeriodoMedio Regno, data di composizione incerta
Generetrattato
Sottogeneretesto didattico per la formazione scribale, composizione di carattere epistolare
Lingua originaleegizio medio

La Kemit o Kemyt, nota anche come Libro della Kemyt, è una composizione della letteratura dell'antico Egitto in egizio medio, di carattere epistolare e connessa alla formazione degli scribi. Il nome convenzionale deriva dal termine egizio kmyt, interpretato come "la compilazione"; l'identificazione di questo titolo antico con la composizione conservata è tuttavia considerata congetturale.

La data di composizione non è nota con precisione: lingua e vocabolario sono ricondotti al Medio Regno, mentre il riferimento alla Residenza nel paragrafo 17 è stato interpretato come indizio di una data successiva alla fondazione di Itjtawy, verso la fine del regno di Amenemhat I della XII dinastia. Le testimonianze conservate vanno dal tardo Medio Regno alla fine del Nuovo Regno e comprendono numerosi estratti su ostraka di età ramesside.

Contenuto e forma

La composizione presenta sezioni che riflettono formule e contenuti dei generi epistolare, narrativo, autobiografico e della letteratura sapienziale. La prima parte contiene formule tipiche della corrispondenza, talvolta indicate come "formula menfita", mentre la parte successiva è più eterogenea. Le edizioni sinottiche moderne suddividono il testo in diciassette paragrafi; questa articolazione riflette unità semantiche e segni di fine paragrafo presenti nelle copie antiche. Le copie della Kemyt si distinguono per la disposizione prevalentemente in colonne e per una grafia arcaizzante che richiama la scrittura corsiva del primo Medio Regno.

Dal tardo Medio Regno la disposizione lineare divenne normale su supporti come papiri e ostraka, mentre nel Nuovo Regno la Kemyt e pochi altri testi letterari continuarono a essere copiati verticalmente sugli ostraka. Le colonne potevano essere accompagnate da linee-guida verticali nere o rosse; i cambi di colore dell'inchiostro erano impiegati per evidenziare particolari unità testuali, le prime frasi di uno o più paragrafi e, in alcuni casi, i colofoni.

Tradizione manoscritta e uso scribale

Ostrakon geroglifico con estratti dalla Kemyt, Museo Egizio, Torino, Provv. 1382.

Sono note circa 500 copie parziali della Kemyt su papiro, pareti, tavolette scrittorie di legno o calcare e ostraka, ma solo cinque conservano quasi l'intera composizione; gli ostraka costituiscono il 95,68% delle testimonianze note. Le testimonianze testuali sono datate dal tardo Medio Regno alla fine del Nuovo Regno; nel periodo ramesside le copie note sono in larga parte estratti su ostraka, rinvenuti soprattutto nell'area di Tebe occidentale, spesso associati alla comunità di Deir el-Medina, e inseriti nel curriculum degli scribi. La composizione sembra essere stata concepita per introdurre gli apprendisti allo stile scrittorio, comprese formule epistolari e l'ortografia delle parole.

Nel Nuovo Regno la Kemyt divenne stabilmente parte del curriculum scribale; gli scribi non apprendevano soltanto un testo del passato, ma anche le pratiche scrittorie associate alla sua trasmissione. Le pratiche documentate nelle copie compaiono sia in manoscritti di principianti sia in quelli di scribi a uno stadio avanzato della formazione, di scribi all'inizio della carriera e di maestri; la Kemyt veniva quindi insegnata durante periodi di apprendistato o assistentato che potevano protrarsi a lungo.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Motte, 2024, pp. 92–93
  2. ↑ Ostrakon ieratico che riporta estratti della composizione nota come "Kemyt", su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 17 agosto 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) A Middle Kingdom introduction to writing - Kemyt?, su ucl.ac.uk, University College London, 2000. URL consultato il 17 agosto 2026.
  4. ↑ Giorgio Mario Manzini, Qualche riflessione sulla "satira dei mestieri" (Egitto, Regno Medio), in Atti della Accademia Roveretana degli Agiati. A, Classe di scienze umane, lettere ed arti, vol. 4, n. 1, 2014, p. 72, ISSN 1122-6064 (WC · ACNP).
  5. ↑ Motte, 2024, p. 92
  6. ↑ Motte, 2024, p. 94
  7. 1 2 3 Motte, 2024, p. 93
  8. ↑ Motte, 2024, pp. 93–94
  9. ↑ Ostrakon geroglifico con brani tratti dalla composizione nota come "Kemyt", su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 17 agosto 2026.
  10. 1 2 Motte, 2024, p. 106

Bibliografia

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