| The King's Gallery | |
|---|---|
| (EN) Queen's Gallery (EN) King's Gallery | |
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Londra |
| Indirizzo | Buckingham Palace, London SW1A 1AA |
| Coordinate | 51°29′59.28″N 0°07′32.67″W |
| Caratteristiche | |
| Tipo | arte |
| Collezioni | opere della Royal Collection |
| Istituzione | 1962 |
| Apertura | 1962 |
| Gestione | Royal Collection Trust |
| Sito web | |
The King's Gallery è uno spazio espositivo situato presso Buckingham Palace, a Londra, destinato alla presentazione al pubblico di opere della Royal Collection. Gestita dalla Royal Collection Trust, ospita mostre temporanee dedicate alle diverse componenti della collezione reale, tra cui dipinti, disegni, arti decorative e fotografie.
Aperta nel 1962 con il nome di The Queen's Gallery sul sito della cappella privata della regina Vittoria, distrutta durante la seconda guerra mondiale, la galleria fu ampiamente ricostruita e ampliata tra il 1997 e il 2002 nell'ambito delle celebrazioni per il giubileo d'oro di Elisabetta II. In seguito all'ascesa al trono di Carlo III, nel 2024 assunse la denominazione di The King's Gallery, contemporaneamente alla galleria omonima di Edimburgo.
L'edificio originariamente situato sul luogo dell'odierna King's Gallery fu progettato da John Nash nell'ambito della trasformazione di Buckingham Palace promossa da Giorgio IV. Costituiva uno dei tre padiglioni-serra del palazzo, concepiti nella forma di templi ionici, e occupava l'estremità sud-occidentale dell'edificio, affacciata sul giardino. Completato nel 1831, il padiglione fu convertito nel 1843 in cappella privata per la regina Vittoria e la famiglia reale.
La cappella rimase in uso fino alla seconda guerra mondiale. Il 13 settembre 1940, durante un bombardamento aereo su Buckingham Palace, una delle sei bombe sganciate sull'edificio colpì direttamente la cappella, distruggendola. Le rovine furono successivamente riutilizzate per la realizzazione della Queen's Gallery, inaugurata nel 1962.
Alla fine degli anni 1950 maturò il progetto di utilizzare il sito della cappella distrutta per creare uno spazio nel quale presentare al pubblico selezioni di dipinti e altre opere della Royal Collection. L'iniziativa fu sostenuta da Elisabetta II e Filippo di Edimburgo, al quale le fonti della Royal Household attribuiscono in particolare l'individuazione del sito come sede adatta alla nuova galleria.
La Queen's Gallery aprì nel luglio 1962 con la mostra Treasures from the Royal Collection, organizzata da Anthony Blunt, allora Surveyor of the Queen's Pictures, e dal suo vice Oliver Millar. La galleria fu concepita per ospitare esposizioni temporanee costituite da opere provenienti dalle diverse residenze reali, rendendo così accessibili al pubblico nuclei della collezione normalmente distribuiti fra più sedi.
Millar ebbe un ruolo centrale nello sviluppo del programma espositivo: tra il 1962 e il suo ritiro nel 1988 organizzò dodici mostre alla Queen's Gallery, che complessivamente attirarono quasi 2,5 milioni di visitatori. Con il progressivo ampliamento dell'attività espositiva, alla fine del XX secolo gli spazi della galleria furono giudicati insufficienti e venne avviato un progetto di ricostruzione e ampliamento.
Nel 1997 fu avviato un concorso per ampliare e modernizzare la Queen's Gallery in vista del giubileo d'oro di Elisabetta II; l'anno seguente l'incarico fu affidato allo studio John Simpson & Partners, con l'obiettivo di creare un nuovo ingresso riconoscibile, migliorare l'accessibilità, rendere più flessibili gli spazi espositivi e dotarli di sistemi di controllo ambientale adeguati alla conservazione delle opere. La galleria chiuse nel 1999 per consentire l'esecuzione dei lavori.
L'intervento, costato 20 milioni di sterline, fu finanziato interamente dalla Royal Collection Trust attraverso i proventi degli ingressi alle residenze reali ufficiali e delle attività commerciali collegate, senza ricorso a finanziamenti pubblici. La ricostruzione estese la galleria anche a spazi precedentemente destinati ad altri usi del palazzo e portò la superficie disponibile per le esposizioni a circa tre volte e mezzo quella precedente. Considerato dalla Royal Collection Trust il più significativo ampliamento di Buckingham Palace in circa 150 anni, il complesso fu inaugurato il 21 maggio 2002 da Elisabetta II, accompagnata da Filippo di Edimburgo, e riaprì al pubblico il giorno seguente nell'ambito delle celebrazioni del giubileo d'oro.
Il 4 dicembre 2023 la Royal Collection Trust annunciò che, in seguito all'ascesa al trono di Carlo III, la Queen's Gallery di Londra e la Queen's Gallery di Edimburgo avrebbero assunto la denominazione di King's Galleries. Il cambiamento fu attuato nel 2024 e la galleria di Buckingham Palace assunse ufficialmente il nome di The King's Gallery.
La configurazione odierna della King's Gallery deriva principalmente dalla ricostruzione del 1999-2002 progettata da John Simpson & Partners. L'intervento combinò parti preesistenti di Buckingham Palace con nuovi spazi museali, adottando un linguaggio classicista concepito in rapporto all'architettura storica del complesso.
L'elemento più riconoscibile dell'intervento è il nuovo portico d'ingresso, realizzato in pietra e impostato secondo l'ordine dorico. Le colonne furono modellate su quelle del tempio di Hera I a Paestum, uno dei più antichi esempi superstiti dell'ordine dorico greco. Il nuovo corpo fu costruito principalmente in pietra di Portland e pietra di Bath, materiali scelti per armonizzarsi con le facciate del palazzo.
L'apparato decorativo comprende un programma di scultura architettonica realizzato da Alexander Stoddart. Nell'atrio d'ingresso lo scultore eseguì un fregio monumentale ispirato ai poemi omerici, con soggetti tratti dall'Iliade e dall'Odissea, integrato nel linguaggio neoclassico dell'edificio.
Gli spazi espositivi principali sono la Nash Gallery, la Pennethorne Gallery e la Chambers Gallery, concepite per ospitare differenti tipologie di opere e diverse configurazioni espositive. La Nash Gallery, unica fra le tre collocata in una parte preesistente del palazzo, fu ricostruita internamente reinterpretando elementi decorativi dell'opera di John Nash, in particolare le forme delle sue gallerie ottocentesche.
La Pennethorne Gallery, illuminata dall'alto, fu progettata per accogliere dipinti, mobili e arti decorative in un ambiente che richiama le sale di una residenza reale; da essa si accede inoltre a due piccoli Cabinet Rooms destinati all'esposizione di oggetti di dimensioni ridotte. La Chambers Gallery, disposta parallelamente alla Pennethorne Gallery, è invece priva di illuminazione naturale ed è stata concepita principalmente per opere su carta, che richiedono condizioni luminose maggiormente controllate; pannelli e vetrine mobili consentono di modificarne l'allestimento in funzione delle diverse mostre.

Fin dalla sua apertura la galleria è stata destinata a mostre temporanee che riuniscono nuclei della Royal Collection normalmente conservati o esposti nelle diverse residenze reali. Tra le esposizioni dei primi decenni si distinse The Queen's Pictures, organizzata da Oliver Millar nel 1977 in occasione del giubileo d'argento di Elisabetta II, che attirò quasi 500.000 visitatori.
La riapertura della Queen's Gallery nel 2002 fu accompagnata da Royal Treasures: A Golden Jubilee Celebration, che riunì circa 450 opere della Royal Collection, tra dipinti, sculture, mobili, ceramiche, gioielli e manoscritti provenienti da diverse residenze reali. La mostra costituì il primo utilizzo su larga scala dei nuovi spazi realizzati con la ricostruzione della galleria.
Nel 2019 Leonardo da Vinci: A Life in Drawing, organizzata per il cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, raccolse oltre 200 disegni dell'artista appartenenti alla Royal Collection. Visitata da 195.322 persone tra il 24 maggio e il 13 ottobre, fu la più ampia esposizione dedicata all'opera di Leonardo da oltre sessantacinque anni e registrò il più alto numero medio giornaliero di visitatori raggiunto fino ad allora dalle Queen's Galleries.
Dopo l'adozione della nuova denominazione, la prima esposizione presentata alla King's Gallery fu Royal Portraits: A Century of Photography, aperta il 17 maggio 2024 e composta da oltre 150 fotografie, prove di stampa e documenti provenienti dalla Royal Collection e dai Royal Archives. Il 10 aprile 2026, nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Elisabetta II, aprì Queen Elizabeth II: Her Life in Style, la più ampia mostra dedicata al guardaroba della sovrana, con oltre 300 capi, accessori, disegni preparatori, campioni tessili e documenti provenienti dal suo archivio personale, confluito nella Royal Collection. Inizialmente prevista fino al 18 ottobre 2026, l'esposizione fu prorogata per sei mesi, fino al 18 aprile 2027, in seguito alla forte domanda di biglietti.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 145759504 · ISNI (EN) 0000 0001 2188 320X · ULAN (EN) 500230115 · LCCN (EN) n50043090 · GND (DE) 801926-5 · BNE (ES) XX221879 (data) · BNF (FR) cb121958377 (data) · J9U (EN, HE) 987007605118505171 |
|---|