Il termine Kokudaka (石高)い?) si riferisce a un sistema utilizzato durante lo shogunato Tokugawa, durante il periodo Edo in Giappone, per determinare il valore delle terre a fini fiscali, espresso in termini di koku di riso.
Un koku (all’incirca equivalente a cinque bushel) era generalmente considerato la quantità di riso sufficiente a nutrire una persona per un anno. Il reddito effettivo derivato da un possedimento variava da regione a regione e dipendeva dal grado di controllo reale che il signore feudale aveva sul territorio in questione, ma in media corrispondeva a circa il 40% del kokudaka teorico.
La tassazione non si basava sulla quantità effettiva di riso raccolto, ma su una stima del rendimento economico complessivo della terra, con il valore di altri raccolti e prodotti convertito nel loro equivalente in termini di riso.
Il rango ed il prestigio dei daimyō, i signori feudali, erano determinati in gran parte dal kokudaka dei territori sotto la loro amministrazione. Nel 1650 il kokudaka complessivo del Giappone fu stimato in 26 milioni di koku, dei quali lo shōgun ne controllava direttamente 4,2 milioni.
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