Krakatit

Krakatit
Scena del film
Lingua originalececo
Paese di produzioneCecoslovacchia
Anno1948
Durata97 min. (altre versioni 106 o 108 min.)
Dati tecniciB/N
Generefantascienza, giallo, thriller
RegiaOtakar Vávra
SoggettoKarel Čapek (romanzo)
SceneggiaturaOtakar Vávra, Jaroslav Vávra
ProduttoreOtakar Vávra
FotografiaVáclav Hanuš
MontaggioAntonín Zelenka
MusicheJiří Srnka
Interpreti e personaggi

Krakatit è un film del 1948 diretto da Otakar Vávra; è una pellicola di fantascienza gialla cecoslovacca basata sul romanzo omonimo di Karel Čapek del 1922. Il film vede Karel Höger nel ruolo di uno scienziato chimico in preda al delirio e al rammarico per avere inventato un potentissimo esplosivo. Il nome deriva dal vulcano Krakatoa.

È considerato uno dei primi film ad avere messo seriamente in guardia sui pericoli della guerra atomica.

A trent'anni di distanza lo stesso regista Otakar Vávra ne diresse un rifacimento del 1979 dal titolo Cerne slunce (o Temné slunce).

Trama

Un uomo non identificato e quasi privo di sensi viene sottoposto a cure intensive da un medico e da un'infermiera; le mani sono gravemente ustionate e lacerate. Il medico ordina all'infermiera di somministrargli ossigeno.

Inizia una sequenza in cui l'uomo cammina per strada in preda al delirio. Un vecchio compagno di classe, Jiří Tomeš, lo saluta e scopriamo che si chiama Prokop. L'uomo parla in modo incoerente di un'esplosione e di qualcosa che chiama «krakatit». Jiří lo conduce a casa e lo mette a letto. In un sogno, un professore universitario chiede a Prokop del krakatit: lui risponde che è un potente esplosivo, chiamato così dal vulcano Krakatoa, ed espone la formula. Alla fine del sogno si vede che Jiří ha annotato la formula. Prokop si sveglia solo nell'appartamento di Jiří, dove trova un biglietto che dice che l'amico è andato a trovare il padre. Quando una donna velata suona alla porta, Prokop apre: lei lo supplica di consegnare una lettera a Jiří. Ancora convalescente, Prokop decide di raggiungere il padre di Jiří, medico di campagna. Un vecchio portalettere, alla guida di una carrozza trainata da cavalli nella neve, gli dà un passaggio. Arrivato a destinazione, Prokop apprende che Jiří non vede suo padre da molto tempo e sviene improvvisamente.

Accudito dal medico e da sua figlia Anči, Prokop si riprende lentamente, ma non ricorda quanto è accaduto. Un giorno legge su un giornale di un certo krakatit, che viene promosso da un uomo chiamato Carson, e all'improvviso ricorda l'esplosione nel suo laboratorio. Si precipita lì e incontra Carson, un rappresentante delle Officine Balttin, un produttore straniero di armi. Carson spiega che Jiří ha venduto loro la scorta di krakatit di Prokop e la formula, e che i loro esperimenti hanno dimostrato che si tratta di un esplosivo estremamente pericoloso, in grado di essere fatto detonare a distanza mediante segnali a radio ad alta frequenza. Pur avendo la formula, non sono riusciti a capire la procedura di produzione e offrono a Prokop un impiego nei loro laboratori. Prokop rifiuta, ma viene portato con la forza nel palazzo Balttin e costretto a lavorare in un laboratorio chimico.

Nel palazzo Prokop inizia una relazione con una principessa, Wilhelmina Hagen. Nel frattempo si rende conto di essere in realtà innamorato della donna velata vista nell'appartamento di Jiří. Un dirigente Balttin gli propone di organizzare il matrimonio con la principessa se il chimico consegnerà loro il krakatit. Furibondo, Prokop fa saltare in aria il laboratorio in cui è trattenuto e, con il cappotto pieno di esplosivi, affronta la principessa, il cui volto si dissolve. Prokop fugge dal palazzo con l'aiuto di un ambasciatore di nome d'Hémon. I due visitano quindi una società segreta di ex capi del mondo e trafficanti d'armi che venerano la guerra e acclamano Prokop come «compagno Krakatit». Scoppia il tumulto, una lattina di krakatit (proveniente dall'antico laboratorio di Prokop) viene svuotata e i presenti si azzuffano per accaparrarsi la polvere. Prokop e d'Hémon se ne vanno e incrociano brevemente la donna velata.

D'Hémon conduce Prokop in cima a una collina di magnetite, dove il vecchio laboratorio di Prokop è stato trasferito e trasformato in una stazione radio segreta. Entrano e d'Hémon fa premere a Prokop un pulsante: riserve di krakatit esplodono in molte capitali d'Europa, mentre in lontananza si odono boati. D'Hémon spiega che tali esplosioni sono destinate a innescare una grande guerra, controllabile dalla stazione radio grazie al krakatit. Prokop s'infuria e urla contro d'Hémon, che svanisce davanti ai suoi occhi.

Prokop si ritrova in un paesaggio desolato di cemento. Raggiunge una fabbrica recintata, dove chiede di vedere Jiří Tomeš. La richiesta è respinta, ma gli consentono di incontrare un assistente di laboratorio, al quale consegna la lettera della donna velata. Prokop si allontana dalla fabbrica; dopo un po' la vede esplodere in lontananza. Riappare il vecchio portalettere e gli dà un passaggio. L'uomo suggerisce a Prokop di inventare qualcosa che renda la vita delle persone più facile, invece che ucciderle. Tornati all'ospedale della prima scena, il medico dichiara che il paziente ora respira normalmente e si può togliere la maschera per l'ossigeno.

Distribuzione

Il film esordì in Cecoslovacchia il 9 aprile 1948. Nel 1951 fu distribuito negli Stati Uniti da Artkino Pictures.

Accoglienza e critica

Alla sua uscita negli Stati Uniti nel 1951, sul New York Times il film fu definito "un'orazione stridente per la pace e contro la fissione nucleare distruttiva, ma è fondamentalmente un dramma appannato e incerto". Il critico lodò le interpretazioni di Höger, Marly, Tanska e Linkers, ma aveva l'impressione che "nonostante gli adeguati sottotitoli in inglese, il resto del cast si muove attraverso il mondo di sogno dello scienziato come i robot inventati da Čapek in R.U.R. Non possono tuttavia essere biasimati del fatto che Krakatit è minato da un eccesso di simbolismo."

Fantafilm scrive che "volutamente condotto sul binario del dubbio, il film lascia allo spettatore decidere se il racconto del protagonista è vero o soltanto la farneticazione di un moribondo. Figure ambigue di donne fatali, personaggi emblematici [...], scenografie da sogno [...] sottolineano l'intento allegorico di un racconto sulla liceità della scienza e profetizzano, con la forza della fantasia, il dramma imminente dell'era atomica."

Note

  1. 1 2 3 (CS) Krakatit, su Česko-Slovenská filmová databáze, POMO Media Group. URL consultato il 13 agosto 2011.
  2. 1 2 3 4 Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Krakatit, in Fantafilm. URL consultato il 5 marzo 2017.
  3. 1 2 3 Warren e Thomas, 2009, p. 491.
  4. ↑ (EN) Dennis Fischer, Science Fiction Film Directors, 1895-1998, McFarland, 2011, p. 16, ISBN 978-0-7864-8505-5.
  5. ↑ (EN) Pawel Aleksandrowicz, The Cinematography of Roger Corman: Exploitation Filmmaker or Auteur?, Cambridge Scholars Publishing, 2016, p. 54, ISBN 978-1-4438-1006-7.
  6. ↑ (EN) Staff writer, 'Krakatit,' Czech Motion Picture Derived From the Novel by Karel Capek, Opens Stand at Stanley, su The New York Times, 30 aprile 1951. URL consultato il 5 marzo 2017.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni