Kunapipi, reso anche come Gunabibi ("utero"), è una dea madre e patrona di molti eroi della mitologia aborigena australiana, così nota nella regione a ovest del fiume Roper.

Kunapipi diede vita agli esseri umani, così come alla maggior parte di animali e piante. Prima essere spirituale vago e ozioso, l'Anziana (Gadjeri o Gadjari o Kadjeri) emerse poi dalle acque e viaggiò per la terra con un gruppo di eroi ed eroine, e durante il periodo ancestrale generò uomini e donne e creò le specie naturali. Poteva trasformarsi in una versione maschile o femminile del Serpente Arcobaleno. In altre interpretazioni, la Madre era la consorte del Serpente Arcobaleno o del Fulmine. In una versione, Kunapipi è una figura (maschile o femminile) che porta in una cesta spiriti di bambini, responsabile di un cruento rito di iniziazione alla base dell'organizzazione sociale degli autoctoni.
Il culto di Kunapipi sembra essere sorto tra le tribù che vivevano nelle aree dei fiumi Roper e Rose. Nella versione del popolo alawa, si racconta che sia emersa dalle acque. Si ritiene che, a partire da lì, il culto si sia gradualmente diffuso verso nord-est fino alla terra di Arnhem, dove esisteva sotto forma di figura maschile complementare di Djanggawul, una figura femminile. Secondo Swain, le tradizioni legate a Kunapipi, soprattutto riguardo alle sue origini settentrionali, riflettono l'impatto delle influenze sulawesi/macassar, attraverso i contatti con i mercanti di trepang, ed eventualmente il culto pre-islamico della madre del riso, sopravvissuto fino in epoca moderna tra i toraja e i bugis.
Kunapipi è anche il nome di un complesso rito di fecondità, lungo da settimane a mesi e comprensivo di danze, pantomime e canti, nonché l'uso di sangue vivo.