Il primo nucleo nacque dall'incontro di Ondina Peteani con Ferdinando Marega avvenuto a Selz, quest'ultimo era alla testa di un nutrito gruppo di operai del cantiere che si arruolano volontari tra i partigiani, formando così la prima brigata partigiana italiana che assume provvisoriamente il nome di Brigata Triestina.
Operarono principalmente nella parte più avanzata del Carso, sopra Monfalcone fino a Gorizia". La Brigata Proletaria partecipò alla Battaglia di Gorizia, che ebbe luogo fra i giorni 11 e 26 settembre 1943, primo importante scontro nell'Italia settentrionale tra resistenti italiani e l'esercito tedesco, venendo però annientata.
Le sorti dei superstiti
Alcuni dei superstiti confluirono, insieme a nuclei di antifascisti scarcerati, nella 14ª Brigata Garibaldi Trieste operante nel Carso e nel Collio, mentre altri si unirono ai partigiani operanti nella zona del monte Corada guidati da Mario Modotti, nome di battaglia "Tribuno", successivamente fucilato con Mario Foschiani. Un certo numero di ex-appartenenti alla Brigata Proletaria, catturati dalla Wehrmacht, furono deportati. Quasi nessuno fece rientro in Italia. Fra costoro vi erano Camillo Donda e Ferdinando Marega, entrambi scomparsi nei campi di concentramento nazisti nel 1944.
Le testimonianze di Ondina Peteani sono conservate presso l'Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei Campi Nazisti di Milano.
Composizione
La formazione partigiana era articolata in quattro battaglioni ed era composta da circa 1000-1500 combattenti in stragrande maggioranza operai di Monfalcone e da alcuni ex soldati e ufficiali del disciolto esercito italiano. Due dei comandanti della Brigata, Camillo Donda e Ferdinando Marega morirono nei campi di concentramento nazisti, il terzo, Vinicio Fontanot, continuò a lottare contro i nazifascisti in regione, ricoprendo vari incarichi mentre Giordano Tomasig, capo del I battaglione della Brigata Proletaria divenne commissario politico della 24ª Brigata Garibaldi "Fratelli Fontanot" intitolata a due dei familiari di Vinicio.
Divisione italiana partigiana "Garibaldi": zona d'operazioni Montenegro. 5000 uomini circa e circa 3200 caduti.
Divisione "Garibaldi Natisone" nasce nell'ottobre del 1944 dall'omonima Brigata. La zona d'operazione è la Slovenia-Venezia Giulia, circa 3100 uomini fra cui ci furono 1500 fra morti e dispersi, a comando di Mario Fantini, nome di battaglia Sasso, decorato con medaglia d'argento al valor militare, zio di Giorgio Visintin. Inoltre nel settore della Slovenia-Venezia Giulia in seno all'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia operarono:
Brigata "Triestina d'assalto" costituita nel settembre 43 aveva una forza di circa mille uomini.
Brigata "Fratelli Fontanot" costituita il 16/12/1944 aveva una forza di 840 uomini. Partecipo' alla liberazione di Lubiana.
Battaglione volontari italiani "Ercole Ercoli" aggregato alla III Brigata Dalmata. Dei circa 400 soldati di questa unità ne rimpatriarono solo 8, caddero quasi tutti nella battaglia di Mostra.
Note
↑biografia da ANPI, su anpi.it. URL consultato l'8 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2010).
↑Su Tribuno, ben conosciuto per il suo valore Luigi Cominesi Raimondi ha raccontato la biografia e le vicende partigiane nel libro intitolato Mario Modotti " Tribuno": Storia di un comandante partigiano. Udine gli ha intitolato una via. Cfr. il sito di https://www.carnialibera1944.it/partigiani/combattenti.htm# Carnia libera] e il sito dell'ANPI
↑i Fontanot furono una famiglia di antifascisti ANPI Giovanni era cugino di Giacomo e Giuseppe Fontanot con i figli Licio e Armido morì in un campo di concentramento germanico dove era anche il padre di Vinicio, comandante del 3º Battaglione della "Brigata Proletaria" , nome di battaglia di "Petronio". La Brigata Proletaria , forte di 1500 uomini in massima parte operai dei cantieri di Monfalcone combatté assieme ai partigiani slavi nella Battaglia di Gorizia (1943)La Brigata Proletaria non si arrendeArchiviato il 24 settembre 2015 in Internet Archive., il cugino Giacomo era figlio di Giuseppe, che nel 1923 aveva dovuto lasciare Ronchi in quanto antifascista, anche lui antifascista, aveva riparato in Francia, come molti antifascisti , con la moglie e Nerone suo figlio.I due fratelli entrarono nel Partito comunista francese ed avevano insegnato ai figli gli ideali di libertà. All'inizio della seconda guerra mondiale i fratelli furono portati al campo di concentramento di Gurs, dopo la disfatta della Francia fuggirono e ma furono ricatturati e ancora internati nel 1942 perché parteciparono alla manifestazione per il centocinquantenario della vittoria delle milizie rivoluzionarie a Valmy. Liberato dai maquis partecipò alla Resistenza francese fino a cadere in combattimento nel 1944.
A.N.P.I. prov. di Gorizia (a cura di), Eravamo invece la Brigata proletaria... e come divisa portavamo la tuta blu: 1943 settembre 1973 contributo alla costruzione della storia di trenta anni fa, Comitato provinciale A.N.P.I., Monfalcone, 1973
Memoria scritta di Giovanni Fiori, nome di battaglia, "Cvetko", del 20 agosto 1976 consegnata all'ex comandante dei GAP dell'Isonzo e Basso Friuli, Vinicio Fontanot, nome di battaglia "Petronio".
Testimonianza di Ondina Peteani conservata presso l'Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei Campi Nazisti di Milano, p.1.
Giorgio Bocca, Storia dell'Italia partigiana, settembre 1943-maggio 1945,Laterza, 1966
Luciano Patat, La battaglia partigiana di Gorizia: la resistenza dei militari e la "brigata proletaria" (8-30 settembre 1943) - Gorizia Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale Leopoldo Gasparini, 2015.- parte 2 - IT\ICCU\TSA\1447292