| Riccardo Bauer | |
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| Deputato della Consulta nazionale del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 25 giugno 1945 – 12 marzo 1946 |
| Legislatura | Consulta nazionale |
| Incarichi parlamentari | |
| Questore | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito d'Azione |
| Titolo di studio | Laurea in scienze economiche |
| Università | Università commerciale Luigi Bocconi |
| Professione | giornalista |
Riccardo Bauer (Milano, 6 gennaio 1896 – Milano, 15 ottobre 1982) è stato uno storico, giornalista, politico e antifascista italiano.
Partecipò come tenente di artiglieria da montagna alla prima guerra mondiale affrettando le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana in modo da potersi arruolare: era infatti nato da Francesco, boemo di nascita, e da Giuseppina Cairoli. Terminata la guerra, dopo due ferite, una medaglia di bronzo, due croci di guerra ed un encomio solenne, congedato nel giugno 1919 rientrò a Milano dove riprende gli studi e nel dicembre 1920 conseguì la laurea in scienze economiche presso l'università Bocconi".
Fu prima segretario e poi direttore del Museo sociale della Società Umanitaria di Milano, carica dalla quale fu rimosso dai fascisti nel 1924.

Collaboratore de La Rivoluzione liberale di Piero Gobetti e fondatore, con Ferruccio Parri e altri, del settimanale Il Caffè, venne arrestato più volte e, nel 1927, confinato a Ustica e a Lipari.
Tornato libero nel 1928, riprese l'attività clandestina e, con Ernesto Rossi e altri, aderì al movimento Giustizia e Libertà, fondato a Parigi nell'agosto del 1929 da Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti. Dopo altri arresti, nel 1931 Bauer fu condannato definitivamente dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato a venti anni di reclusione. Si trattò della prima sentenza contro il movimento "Giustizia e Libertà" e i suoi massimi dirigenti. Tra gli imputati figuravano lo scienziato Umberto Ceva, suicidatosi in carcere, e la spia dell'OVRA Carlo Del Re.
Nel 1939 uscì dal carcere e venne inviato al confino di Ventotene. Liberato nel 1943, alla caduta del fascismo, partecipò al congresso clandestino del Partito d'Azione (Firenze, 5-6 settembre 1943) nel quale fu nominato responsabile militare per il Centro-Sud, in previsione di una lotta popolare armata contro le divisioni tedesche che già calavano agguerrite attraverso il confine del Brennero. A Roma, dopo l'8 settembre, come dirigente e capo della Giunta militare del Partito d'Azione, fu tra i principali organizzatori della Resistenza. Fu membro del Comitato centrale di liberazione nazionale e del più ristretto comitato militare, con Luigi Longo e Sandro Pertini.
Nel 1944 fondò e diresse fino al 1946 la rivista Realtà Politica. Dopo la Liberazione militò nel Partito d'Azione e venne nominato componente della Consulta nazionale (1945). Nel febbraio del 1946 si tenne il primo congresso del partito, nel quale la radicalizzazione dei contrasti interni porta all'uscita di Parri e La Malfa. Deluso, Bauer lasciò la politica dimettendosi anche dalla Consulta; tornò prima alla vicepresidenza, poi alla presidenza della Società Umanitaria.
Negli anni cinquanta e sessanta fece più volte parte del Consiglio di Amministrazione della Triennale di Milano. Successivamente al 1969, presiedette la Lega italiana dei diritti dell'uomo, la Società per la Pace e la Giustizia internazionale, il Comitato italiano per l’universalità dell’Unesco.
Domenica 17 ottobre 1982 a Milano, in piazza San Fedele, si tennero i suoi funerali di Stato, alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini. Al termine, venne tumulato nel cimitero di Bruzzano, nella tomba familiare.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 54273133 · ISNI (EN) 0000 0001 2280 1325 · SBN CFIV005133 · LCCN (EN) n79039804 · GND (DE) 119498901 · BNF (FR) cb12741788w (data) · J9U (EN, HE) 987007601290805171 · CONOR.SI (SL) 24697955 |
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