| Una donna pericolosa | |
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| Titolo originale | La Garce |
| Paese di produzione | Francia |
| Anno | 1984 |
| Durata | 89 min |
| Genere | drammatico |
| Regia | Christine Pascal |
| Sceneggiatura | Christine Pascal, André Marc Delocque-Fourcaud, Pierre Fabre, Laurent Heynemann |
| Produttore | Alain Sarde |
| Casa di produzione | Sara Films, France 3 |
| Fotografia | Raoul Coutard |
| Montaggio | Jacques Comets |
| Musiche | Philippe Sarde |
| Scenografia | Valérie Grall |
| Trucco | Paul Le Marinel |
| Interpreti e personaggi | |
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Una donna pericolosa (La Garce) è un film del 1984 diretto da Christine Pascal.
Pellicola drammatica francese con al centro la figura di una donna, interpretata da Isabelle Huppert, che da vittima si trasforma in grande manipolatrice, sia pure manifestando delle fragilità.
1977. Una giovane donna viene scaraventata fuori da un'auto in mezzo ad un acquazzone. Viene raccolta da un uomo, Lucien Sabatier, che si rivela essere un ispettore di polizia in servizio. La ragazza, dopo aver parlato delle violenze subite dal suo compagno, scoperto che il suo salvatore è un poliziotto, lo prega comunque di non denunciare il fatto. Sabatier in effetti non ne fa menzione alla centrale e, visibilmente attratto dalla giovane, si apparta in un luogo isolato e parcheggia l'auto. Lei si fa sospettosa ma non riesce ad opporre resistenze all'uomo che la tira fuori dall'auto e la violenta sul cofano. Il rapporto va avanti lasciando immaginare che, da parte della giovane, ci sia consenso più che una resa.
I due si lasciano senza risentimento ma poi Sabatier viene incriminato per violenza sessuale. Si scopre che la ragazza, Aline Kaminker, è minorenne, nonché orfana sotto tutela dalla famiglia Beffroit. Sabatier è condannato e passa i seguenti sei anni in prigione.
Uscito, viene ingaggiato da un ex collega che ora conduce un'agenzia investigativa. Dopo poco tempo gli viene assegnato uno strano caso in cui deve indagare sulle frodi di una sartoria nel quartiere ebraico. Presto, si rende conto che la titolare, Edith Weber, è in realtà proprio Aline, la causa dei suoi guai.
Indagando, Sabatier scopre che la vera Edith Weber vive reclusa in casa con i genitori essendo caduta da anni in una sorta di catalessi che la rende insensibile a tutto ciò che la circonda. Chi e perché abbia poi sostituito questa persona con l'altra, resta un mistero. Cercando notizie su Aline scopre invece che è scomparsa dopo la scoperta della misteriosa morte per assassinio dei coniugi Beffroit.
Aline, sentitasi pedinata, si rivolge al suo storico compagno Max, che è anche un boss della malavita. Lei teme che qualcuno possa scoprire il loro grande segreto, ma lui la rassicura. Quando uccisero i Beffroit, perché non parlassero della loro relazione e perché sospettavano anche della veridicità dello stupro, non c'erano testimoni e non ci sono prove che possano ricondurre a loro.
Sabatier intuisce di essere manipolato ma comunque si fa avanti con Aline che, pian piano si distacca da Max e si avvicina a lui, con il quale è sempre rimasto un profondo legame. È Lei stessa a riportarlo nel luogo dello stupro per rivivere quelle emozioni.
Quando poi Max li scopre, vorrebbe uccidere Lucien. Questi, allora, avendo già pagato una volta con sei anni di prigione, chiede ad Aline se a questo punto debba ancora rimetterci lui, addirittura con la propria vita. Lei convince allora Max a risparmiarlo, poi, andandosene con lo stesso, in realtà se ne separa subito e definitivamente. Lucien non la vedrà più e non saprà che fine abbia fatto.
La pellicola è uscita in francia il 5 settembre 1984.