Lago Abbe

Lago Abbe
Il lago Abbe e le sue caratteristiche formazioni carbonatiche
StatiGibuti (bandiera) Gibuti
Etiopia (bandiera) Etiopia
Coordinate11°10′N 41°47′E
Altitudine235 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie340 km²
Lunghezza45 km
Larghezza45 km
Profondità massima36 m
Volume0,003 km³
Idrografia
OrigineTettonica ed endorreismo
Bacino idrografico64 000 km²
Immissari principaliAuasc
SalinitàAcque saline e fortemente alcaline

Il lago Abbe (in francese lac Abbé; conosciuto anche come lago Abhe, Abhé Bad o Abhe Bid Hayk) è un lago salato endoreico situato al confine tra l'Etiopia e Gibuti, nella depressione dell'Afar, nell'Africa orientale. Costituisce il principale bacino terminale del sistema idrografico dell'Auasc, uno dei maggiori fiumi dell'Etiopia, che attraversa gli altopiani centrali e le pianure dell'Afar senza raggiungere il mare. Il lago appartiene a un complesso di sei bacini lacustri interconnessi, comprendente anche i laghi Afambo, Bario, Gummare, Laitali e Gargori. È il maggiore di questi bacini e rappresenta una delle principali masse d'acqua superficiali della regione dell'Afar.

La superficie del lago varia considerevolmente in relazione alle condizioni climatiche e alla quantità d'acqua trasportata dall'Auasc. Le stime più recenti indicano un'estensione dello specchio d'acqua di circa 340-350 km², mentre il valore di 450 km², frequentemente riportato nelle descrizioni geografiche, comprende anche parte delle superfici saline circostanti.

Il lago è noto soprattutto per le spettacolari formazioni di carbonato di calcio che emergono dalle sue rive orientali, costituite da torri, colonne e camini di origine idrotermale, alcuni dei quali raggiungono diverse decine di metri d'altezza. Queste strutture si sono sviluppate attraverso processi di precipitazione minerale associati alla risalita di fluidi caldi e alla loro interazione con le acque lacustri.

L'area riveste inoltre una notevole importanza paleoclimatica e archeologica. Durante l'Olocene il lago occupava una superficie molto maggiore di quella attuale e le sue rive ospitavano ambienti favorevoli alla presenza di comunità di cacciatori-raccoglitori, pescatori e, successivamente, allevatori. Nel 2015 Gibuti ha inserito il paesaggio culturale, i monumenti naturali e l'ecosistema del lago Abbe nella propria lista propositiva dei siti candidati al patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Geografia

Posizione e morfologia

Carta geografica del lago Abbe, situato nella depressione dell'Afar, lungo il confine tra Etiopia e Gibuti.

Il lago Abbe si trova nella parte centro-meridionale della depressione dell'Afar, lungo il confine tra Etiopia e Gibuti, approssimativamente a 11°10′ di latitudine nord e 41°46′ di longitudine est. La porzione gibutiana appartiene alla regione di Dikhil, mentre quella etiopica ricade nella regione degli Afar. Il lago occupa il fondo di una vasta depressione tettonica, caratterizzata da superfici pianeggianti, depositi lacustri e rilievi vulcanici che si innalzano ai margini del bacino. L'altitudine della superficie lacustre è generalmente indicata in circa 235-250 m sul livello del mare, con differenze tra le fonti legate anche alle oscillazioni del livello idrico.

Le rive sono generalmente basse e irregolari, soprattutto nei settori occidentali e meridionali, dove ampie distese di depositi salini e fanghi lacustri separano lo specchio d'acqua dai territori circostanti. Lungo la riva orientale, in territorio gibutiano, si sviluppano le caratteristiche formazioni carbonatiche che costituiscono il principale elemento paesaggistico del lago. Il bacino è circondato da un ambiente prevalentemente arido, nel quale la vegetazione è generalmente scarsa e concentrata in prossimità delle sorgenti e delle zone umide. A nord-ovest si innalza il Dama Ali, un edificio vulcanico che raggiunge circa 1069 m d'altitudine e rappresenta uno dei principali rilievi della regione.

La presenza di superfici saline, depositi lacustri, edifici vulcanici e strutture idrotermali conferisce al paesaggio un aspetto particolarmente caratteristico.

Dimensioni

Le dimensioni del lago Abbe presentano una notevole variabilità temporale, strettamente legata alle oscillazioni del livello delle acque. Le descrizioni geografiche tradizionali riportano una superficie complessiva di circa 450 km², mentre studi più recenti distinguono lo specchio d'acqua dalle superfici saline circostanti. Secondo un rapporto sul bilancio idrico del bacino dell'Auasc, il lago comprende mediamente circa 340 km² di acque aperte e 110 km² di pianure saline, per una superficie complessiva di circa 450 km². La banca dati dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) riporta una superficie lacustre di 340 km² e un'altitudine di circa 250 m sul livello del mare.

Uno studio di telerilevamento pubblicato nel 2026, basato sull'analisi di immagini satellitari acquisite tra il 2017 e il 2022, ha stimato un'estensione delle acque superficiali di circa 347 km² alla fine del periodo considerato. Le pubblicazioni storiche riportano una lunghezza e una larghezza massime di circa 45 km, ma tali valori devono essere interpretati tenendo conto dell'irregolarità del bacino e della variabilità della superficie inondata.

Anche la profondità presenta differenze significative tra le fonti. La FAO riporta una profondità massima di 36 m, mentre la banca dati IGAD indica un valore di 20 m. Queste discrepanze possono riflettere differenze nelle condizioni idrologiche, nelle date delle osservazioni e nei metodi di rilevamento. Non è pertanto possibile considerare uno di questi valori come una misura permanente e invariabile della profondità del lago.

Sistema lacustre

Immagine satellitare a falsi colori del lago Abbe e del sistema lacustre dell'Auasc, con le distese saline e il vulcano Dama Ali.

Il lago Abbe costituisce il bacino terminale di una successione di laghi collegati al corso inferiore dell'Auasc. Il sistema comprende, procedendo generalmente da sud verso nord, i laghi Gargori, Laitali, Gummare, Bario e Afambo, oltre al lago Abbe. Questi bacini occupano depressioni della pianura dell'Afar e presentano connessioni idrauliche che possono variare in relazione alla quantità d'acqua disponibile. Il sistema lacustre è alimentato principalmente dall'Auasc, che raccoglie le precipitazioni provenienti dagli altopiani etiopici e le convoglia verso le regioni aride dell'Afar.

La configurazione dei collegamenti tra i laghi dipende dal livello delle acque e dalla morfologia delle depressioni attraversate. Durante i periodi di maggiore disponibilità idrica possono ampliarsi le superfici inondate e le connessioni tra i diversi bacini, mentre durante le fasi di siccità tali collegamenti possono ridursi o interrompersi.

Geologia

Origine tettonica

Il lago Abbe occupa una depressione tettonica appartenente al sistema di rift dell'Africa orientale. La regione si trova all'interno della depressione dell'Afar, presso la zona di incontro tra tre grandi sistemi tettonici: il rift del Mar Rosso, quello del Golfo di Aden e il sistema della Grande Rift Valley. Questa configurazione è legata ai movimenti divergenti della placca araba, della placca nubiana e della placca somala. La progressiva estensione della crosta terrestre ha determinato la formazione di faglie, depressioni e blocchi rialzati, accompagnata da un'intensa attività vulcanica.

Il lago occupa una depressione strutturale associata al sistema del Gobaad, delimitata da rilievi e scarpate tettoniche. L'evoluzione del bacino è stata influenzata sia dai movimenti crostali sia dalle variazioni climatiche, che hanno modificato nel tempo l'estensione e la profondità delle acque. La regione conserva pertanto testimonianze di una lunga interazione tra processi tettonici, attività vulcanica e sedimentazione lacustre.

Vulcanismo e attività idrotermale

Camini minerali e manifestazioni idrotermali sulle rive del lago Abbe, nella depressione dell'Afar.
Una fumarola presso il lago Abbe, testimonianza dell'attività geotermica della depressione dell'Afar.

Il territorio circostante il lago Abbe è caratterizzato dalla presenza di edifici vulcanici, colate basaltiche e manifestazioni idrotermali. Il Dama Ali costituisce uno dei principali apparati vulcanici della regione e testimonia l'importanza dell'attività magmatica nell'evoluzione del bacino. La presenza di sorgenti termali è strettamente collegata alla circolazione di fluidi attraverso le fratture della crosta terrestre. L'acqua può infiltrarsi nel sottosuolo, raggiungere profondità nelle quali viene riscaldata dal gradiente geotermico e risalire successivamente attraverso sistemi di faglie e fratture.

Durante questo processo i fluidi possono arricchirsi di sostanze minerali disciolte, che precipitano quando le condizioni chimiche e fisiche cambiano. Nel settore orientale del lago questi processi hanno contribuito alla formazione delle spettacolari torri carbonatiche che caratterizzano il paesaggio.

Camini carbonatici

Le formazioni carbonatiche del lago Abbe illuminate dalle prime luci dell'alba.

I camini carbonatici del lago Abbe costituiscono uno degli esempi più caratteristici di strutture sedimentarie associate a sorgenti idrotermali in ambiente lacustre. Le formazioni sono distribuite soprattutto lungo il margine orientale del bacino, in territorio gibutiano, dove emergono da estese superfici di sedimenti lacustri e pianure saline. Le strutture assumono forme molto diverse, comprendenti torri isolate, pinnacoli, colonne irregolari, edifici conici e aggregati di numerosi camini. Alcune raggiungono altezze superiori ai 30 m, mentre altre sono costituite da piccoli rilievi carbonatici emergenti dalla superficie del terreno.

La loro origine è legata principalmente alla precipitazione di calcite e di altri carbonati in corrispondenza delle sorgenti sublacustri. Quando fluidi idrotermali ricchi di minerali disciolti entrano in contatto con le acque alcaline del lago, le variazioni delle condizioni chimiche possono favorire la precipitazione del carbonato di calcio. L'accumulo progressivo dei minerali attorno ai punti di risalita delle sorgenti determina la formazione di strutture tubulari e di edifici carbonatici che possono svilupparsi verticalmente per molti metri. Le ricerche sedimentologiche hanno evidenziato che i camini si formarono in gran parte quando il livello del lago era più elevato e le sorgenti si trovavano sommerse.

La successiva diminuzione delle acque ha esposto numerose strutture all'aria, rendendole visibili nelle pianure saline attuali. Uno studio pubblicato nel 2024 sul Bollettino della Società Paleontologica Italiana ha inoltre evidenziato il ruolo dei microrganismi nei processi di mineralizzazione. L'analisi delle croste microstromatolitiche ha mostrato la presenza di strutture microscopiche prodotte dall'interazione tra processi chimici di precipitazione e attività microbica. Le strutture studiate comprendono lamine di calcite micritica e microsparitica, alcune delle quali presentano caratteristiche compatibili con una mineralizzazione mediata da comunità microbiche.

Questi risultati indicano che la formazione dei camini carbonatici non dipende esclusivamente da processi inorganici, ma può essere influenzata anche dall'attività biologica.

I camini rivestono pertanto una notevole importanza scientifica, poiché consentono di studiare l'interazione tra attività idrotermale, precipitazione minerale e processi biologici in ambienti estremi.

Idrologia

Alimentazione e bilancio idrico

Il lago Abbe costituisce il principale bacino terminale del sistema dell'Auasc. Il fiume ha origine negli altopiani etiopici e attraversa territori caratterizzati da condizioni climatiche progressivamente più aride, fino a raggiungere le pianure della depressione dell'Afar. La quantità d'acqua che raggiunge il lago dipende principalmente dalle precipitazioni del bacino superiore, dalla regolazione degli invasi artificiali e dai prelievi destinati all'irrigazione. Il lago è inoltre alimentato da apporti locali e da corsi d'acqua stagionali, tra i quali vengono tradizionalmente ricordati gli uadi Oleldere e Abuna Merekese.

Non possiede emissari superficiali e costituisce quindi un bacino endoreico, nel quale le perdite idriche sono determinate soprattutto dall'evaporazione. Le elevate temperature e il clima arido favoriscono un'intensa perdita d'acqua dalla superficie lacustre. Il bilancio tra gli apporti fluviali e le perdite evaporative determina le oscillazioni stagionali e pluriennali del livello del lago. L'assenza di uno sbocco verso il mare favorisce inoltre l'accumulo dei sali disciolti, che vengono progressivamente concentrati dall'evaporazione.

Salinità e composizione chimica

Il lago Abbe presenta acque fortemente alcaline e saline, caratterizzate da elevate concentrazioni di sali disciolti. Secondo i dati storici raccolti dalla FAO, il pH può raggiungere valori compresi tra 9,8 e 11, indicando condizioni di alcalinità particolarmente accentuata. Le analisi chimiche hanno evidenziato concentrazioni elevate di sodio, cloruri e solfati, mentre calcio e magnesio risultano presenti in quantità relativamente ridotte. Uno studio pubblicato nel 2024 descrive il lago come un ambiente iperalcalino e ipersalino, con valori di pH prossimi a 10 e concentrazioni complessive di sostanze disciolte che possono superare 90.000 mg/l.

Tali caratteristiche derivano principalmente dall'evaporazione, dalla composizione delle acque affluenti e dagli scambi chimici tra il lago, i sedimenti e i fluidi idrotermali. La composizione chimica non è necessariamente uniforme in tutto il bacino, poiché gli apporti d'acqua dolce, le sorgenti termali e i processi di evaporazione possono determinare variazioni locali. Le condizioni saline e alcaline influenzano profondamente la distribuzione degli organismi acquatici e favoriscono la presenza di comunità microbiche adattate ad ambienti estremi.

Variazioni del livello lacustre

Il lago Abbe ha subito notevoli variazioni di superficie e profondità nel corso del tempo. Le osservazioni storiche indicano una forte contrazione dello specchio d'acqua durante la seconda metà del XX secolo. Secondo i dati riportati dalla FAO, la superficie diminuì da circa 400 km² nel 1954 a circa 250 km² nel 1984, in un periodo caratterizzato anche dall'aumento dei prelievi idrici a monte per l'irrigazione. Le successive osservazioni satellitari hanno mostrato che le variazioni non seguono una tendenza uniforme, ma comprendono fasi di contrazione e di espansione.

Lo studio di Nanis e Benomar, pubblicato nel 2026, ha esaminato le immagini satellitari del periodo 2017-2022, individuando una fase di riduzione della superficie fino al luglio 2020, seguita da un'espansione tra l'agosto 2020 e la fine del 2022. Gli autori hanno evidenziato l'importanza della variabilità delle precipitazioni nel determinare tali oscillazioni, sottolineando la necessità di un monitoraggio continuo del bacino. Le variazioni della superficie lacustre sono influenzate anche dai prelievi idrici lungo l'Auasc, che modificano la quantità d'acqua disponibile per il sistema terminale. La distinzione tra oscillazioni climatiche e conseguenze delle attività umane costituisce pertanto uno dei principali problemi nello studio dell'evoluzione recente del lago.

Paleoclima ed evoluzione del lago

La storia del lago Abbe è strettamente collegata alle variazioni climatiche che hanno interessato l'Africa nord-orientale durante il Quaternario. Le successioni sedimentarie e le antiche linee di riva testimoniano l'esistenza di fasi durante le quali il lago raggiungeva dimensioni molto maggiori di quelle attuali. Durante l'ultima fase glaciale si verificarono importanti oscillazioni del livello lacustre, mentre nell'Olocene inferiore le condizioni climatiche divennero generalmente più umide. Questa fase corrisponde in parte al cosiddetto periodo umido africano, durante il quale il rafforzamento delle precipitazioni monsoniche determinò una notevole espansione dei laghi e delle zone umide in numerose regioni dell'Africa.

Uno studio geomorfologico pubblicato nel 2021 ha ricostruito l'esistenza di un grande sistema lacustre, esteso fino a circa 7000 km² e con profondità massime dell'ordine di 230 m durante le principali fasi di alto livello dell'Olocene inferiore. Il lago raggiungeva quindi un'estensione di molte volte superiore a quella attuale e occupava vaste superfici della depressione dell'Afar. Le antiche linee di riva, i depositi litorali e le successioni sedimentarie conservano testimonianze di queste oscillazioni. Le ricerche indicano che il bacino attraversò ripetute fasi di espansione e contrazione, influenzate sia dalle variazioni delle precipitazioni sia dall'evoluzione tettonica della regione.

Con il progressivo aumento dell'aridità durante l'Olocene medio e superiore, il lago subì una generale contrazione, lasciando emergere vaste superfici di sedimenti lacustri e depositi salini. Questi processi contribuirono alla formazione del paesaggio attuale, nel quale le antiche superfici sommerse sono riconoscibili attraverso i depositi, le linee di riva fossili e le torri carbonatiche.

Ambiente naturale

Vegetazione

La regione del lago Abbe è caratterizzata da condizioni climatiche prevalentemente aride, con precipitazioni scarse e temperature elevate durante gran parte dell'anno. La vegetazione naturale delle pianure circostanti è generalmente rada e costituita soprattutto da specie adattate alla siccità e alla salinità. Le superfici più aride sono occupate da comunità arbustive e piante erbacee xerofile, mentre i suoli fortemente salini ospitano specie alofile. In prossimità delle sorgenti e degli apporti d'acqua dolce possono svilupparsi comunità vegetali più dense, comprendenti praterie e formazioni ripariali.

La distribuzione della vegetazione dipende strettamente dalla disponibilità locale di acqua, dalla salinità dei suoli e dalle oscillazioni della superficie lacustre. Le zone umide marginali rivestono una notevole importanza ecologica, poiché costituiscono ambienti relativamente produttivi all'interno di un territorio dominato da condizioni desertiche.

Fauna

Un gruppo di fenicotteri nelle acque poco profonde del lago Abbe, nel settore gibutiano del bacino.

Il lago Abbe e le zone umide circostanti ospitano comunità biologiche adattate a condizioni di elevata salinità e alcalinità. Le caratteristiche chimiche delle acque limitano la presenza di molte specie tipiche degli ambienti lacustri d'acqua dolce, favorendo invece organismi tolleranti ai sali e alle condizioni alcaline. Particolare importanza rivestono le comunità microbiche, che comprendono organismi capaci di vivere in ambienti caratterizzati da elevate concentrazioni saline. Lo studio delle croste microstromatolitiche ha evidenziato che l'attività microbica può contribuire ai processi di mineralizzazione e alla formazione di strutture carbonatiche.

Tra gli animali più caratteristici figurano i fenicotteri, che frequentano le acque poco profonde e le superfici marginali del lago. La presenza di questi uccelli è favorita dalla disponibilità di microrganismi e altri piccoli organismi acquatici adatti alla loro alimentazione. Le rive e le zone umide circostanti sono frequentate anche da altre specie di uccelli acquatici e migratori, che utilizzano il sistema lacustre come area di alimentazione o sosta. Gli ambienti più asciutti ospitano invece comunità faunistiche caratteristiche delle regioni aride del Corno d'Africa.

Conservazione e problematiche ambientali

Il lago Abbe rappresenta un ambiente particolarmente sensibile alle variazioni climatiche e alle trasformazioni delle risorse idriche. La principale problematica riguarda la variabilità degli apporti provenienti dall'Auasc, che possono diminuire durante i periodi di siccità o in seguito all'aumento dei prelievi idrici a monte. La contrazione dello specchio d'acqua può determinare l'espansione delle pianure saline, modificare la distribuzione degli habitat e influenzare le comunità biologiche associate al lago. Un ulteriore elemento di vulnerabilità è costituito dall'elevata evaporazione, che favorisce la concentrazione dei sali e amplifica gli effetti delle variazioni del bilancio idrico.

La conservazione del sistema richiede pertanto un monitoraggio integrato delle precipitazioni, delle portate dell'Auasc e delle oscillazioni del livello lacustre. Anche il patrimonio geologico rappresentato dai camini carbonatici necessita di una gestione adeguata, soprattutto in relazione allo sviluppo delle attività turistiche e alla fragilità delle formazioni sedimentarie. L'inserimento del lago nella lista propositiva UNESCO testimonia l'importanza attribuita alla conservazione del suo paesaggio naturale e culturale.

Archeologia e presenza umana

Abitazioni tradizionali afar nei pressi del lago Abbe, nella regione di Dikhil.
Una mandria nei pressi del lago Abbe, in una regione nella quale l'allevamento pastorale costituisce una delle principali attività tradizionali.

Il bacino del lago Abbe riveste una notevole importanza per lo studio della preistoria del Corno d'Africa. Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che durante le fasi climatiche più umide le rive del lago costituivano ambienti particolarmente favorevoli alla presenza umana. L'espansione delle acque e lo sviluppo di zone umide, praterie e ambienti boschivi favorivano infatti la disponibilità di risorse alimentari, soprattutto pesci, fauna selvatica e prodotti vegetali. Le ricerche condotte nel bacino del Gobaad hanno individuato oltre un centinaio di siti archeologici, con testimonianze di occupazione umana distribuite lungo un ampio intervallo cronologico, dal Pleistocene superiore fino all'età storica.

Tra i principali siti figura Asa Koma, situato su un rilievo vulcanico che domina l'antica pianura lacustre. Le indagini archeologiche hanno documentato un insediamento stagionale occupato tra circa il 2500 e il 1800 a.C., caratterizzato dalla presenza di strumenti litici, ceramiche e resti faunistici. L'analisi dei materiali ha evidenziato l'importanza della pesca e della caccia, insieme alla progressiva introduzione dell'allevamento di bovini e caprini. Queste testimonianze documentano una fase fondamentale delle trasformazioni economiche e sociali delle popolazioni preistoriche del Corno d'Africa.

Le ricerche hanno inoltre individuato antiche aree funerarie, testimonianze di insediamenti e siti con incisioni rupestri, che permettono di ricostruire differenti aspetti della vita delle popolazioni della regione. Le variazioni del livello lacustre hanno influenzato profondamente la distribuzione degli insediamenti, determinando lo spostamento delle comunità in relazione alla disponibilità di acqua e risorse naturali. Il progressivo aumento dell'aridità durante l'Olocene contribuì alla trasformazione delle attività economiche e all'affermazione di forme di allevamento adattate agli ambienti più secchi.

Importanza economica e turismo

Il lago Abbe si trova in una regione tradizionalmente abitata da comunità afar, le cui attività economiche sono storicamente legate all'allevamento pastorale e all'utilizzo stagionale delle risorse idriche. La disponibilità di acqua e vegetazione in prossimità delle rive e delle sorgenti ha favorito la presenza di pascoli e insediamenti temporanei, nonostante le condizioni climatiche generalmente aride. Negli ultimi decenni il lago ha acquisito una crescente importanza turistica, soprattutto per la presenza delle spettacolari formazioni carbonatiche e dei paesaggi desertici circostanti. Le torri calcaree, le sorgenti termali, le distese saline e la presenza di fenicotteri costituiscono le principali attrazioni naturalistiche.

Il settore maggiormente frequentato dai visitatori si trova in territorio gibutiano, nella regione di Dikhil. La particolare conformazione del paesaggio e le difficoltà di accesso rendono generalmente necessario l'utilizzo di veicoli fuoristrada. Lo sviluppo turistico rappresenta una potenziale risorsa economica per le comunità locali, ma richiede una gestione compatibile con la fragilità degli ambienti naturali e delle formazioni geologiche.

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Source book for the inland fishery resources of Africa, Vol. 3, su fao.org, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 (EN) Lake Abbe, su IGAD Groundwater Information System, Intergovernmental Authority on Development. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. 1 2 (EN) Remote Sensing for Water Productivity: Awash Basin (PDF).
  4. 1 2 (EN) Lacustrine carbonate towers of Lake Abhe, Djibouti: Interplay of hydrologic and microbial processes, in Sedimentary Geology, 2021.
  5. 1 2 (EN) Djibouti, su whc.unesco.org, UNESCO World Heritage Centre. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  6. 1 2 (EN) Nanis, Hafid e Benomar, Tarik B., Spatial and temporal monitoring of surface water area changes in Abhe Lake during 2017-2022 using satellite images and GIS, in Al-Farooq Journal of Sciences, 2026, DOI:10.65405/jyb9np18.
  7. 1 2 (EN) Holocene East African monsoonal variations recorded in wave-dominated clastic paleo-shorelines of Lake Abhe, Central Afar region (Ethiopia & Djibouti), in Geomorphology, 2021.
  8. 1 2 3 (EN) Dorneles, Victor A. C., Hickman-Lewis, Keyron, Barbieri, Roberto, Caminiti, Antoine M. e Cavalazzi, Barbara, Microbe-mineral interactions in the microstromatolitic crusts of the lacustrine chimneys and volcanic bedrock of Lake Abhe, Republic of Djibouti, in Bollettino della Società Paleontologica Italiana, vol. 63, n. 3, 2024, pp. 229–244, DOI:10.4435/BSPI.2024.17.
  9. ↑ (EN) The banks of Lake Abbe: fertile ground, su archeologie.culture.gouv.fr, Ministero della Cultura francese. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  10. ↑ (EN) On the banks of Lake Abbe, su archeologie.culture.gouv.fr, Ministero della Cultura francese. URL consultato il 28 ottobre 2026.

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