| Lago No | |
|---|---|
| Stato | |
| Coordinate | 9°29′52″N 30°27′54″E |
| Altitudine | 380 m s.l.m. |
| Dimensioni | |
| Superficie | 103 km² |
| Lunghezza | 10 km |
| Larghezza | 2–5 km |
| Profondità massima | 5 m |
| Profondità media | 2 m |
| Volume | 0,21 km³ |
| Idrografia | |
| Origine | Fluviale |
| Immissari principali | Bahr al-Ghazal, Nilo della Montagna |
| Emissari principali | Nilo Bianco |
| Salinità | Acqua dolce |
Il lago No (in inglese Lake No) è un lago d'acqua dolce situato nel Sudan del Sud, presso il margine settentrionale delle vaste zone umide del Sudd. Si trova alla confluenza tra il Nilo della Montagna (Bahr al-Jabal) e il Bahr al-Ghazal, costituendo un importante nodo idrografico del sistema del Nilo. Il lago segna convenzionalmente la transizione tra il Nilo della Montagna e il Nilo Bianco propriamente detto, che da questo punto prosegue verso est e successivamente verso nord, fino alla confluenza con il Nilo Azzurro presso Khartum. Si trova a circa 1156 km a valle del lago Alberto, in Uganda.
Dal punto di vista geomorfologico, il lago No è un bacino fluviale poco profondo, inserito in una vasta pianura alluvionale caratterizzata da pendenze estremamente ridotte. Le sue dimensioni e le sue caratteristiche idrologiche sono influenzate dalle variazioni stagionali delle portate, dall'estensione delle superfici inondate e dalle condizioni di deflusso dei principali corsi d'acqua che vi confluiscono. Il lago riveste una particolare importanza per il funzionamento idrologico del Sudd, uno dei maggiori sistemi di zone umide tropicali d'acqua dolce del mondo, nel quale le acque provenienti dalle regioni equatoriali vengono temporaneamente immagazzinate e in parte disperse attraverso l'evaporazione e l'evapotraspirazione.

Il lago No si trova nella parte centro-settentrionale del Sudan del Sud, approssimativamente a 9°30′ di latitudine nord e 30°30′ di longitudine est, in corrispondenza del limite settentrionale delle grandi pianure paludose attraversate dal Nilo della Montagna. La regione è caratterizzata da una morfologia estremamente pianeggiante, costituita da depositi alluvionali accumulatisi nel corso del tempo all'interno della vasta depressione sedimentaria del Sudan del Sud.
L'altitudine del lago è di circa 380 m sul livello del mare, secondo i dati riportati dal sistema informativo idrogeologico dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD), mentre una precedente pubblicazione della FAO indicava un'altitudine di circa 385 m. Il bacino lacustre presenta una forma irregolare e allungata, strettamente collegata all'andamento dei corsi fluviali che vi confluiscono. Le sue rive sono basse e paludose, prive di rilievi significativi, e sfumano frequentemente in estese superfici occupate da vegetazione acquatica.
Secondo le informazioni raccolte dalla FAO, il lago ha una lunghezza di circa 10 km e una larghezza variabile tra 2 e 5 km. La superficie complessiva è indicata in circa 103 km² nella banca dati dell'IGAD, un valore che deve essere considerato tenendo conto delle variazioni dei livelli idrici e della difficoltà di distinguere il bacino lacustre dalle paludi circostanti. La profondità è generalmente modesta. I dati dell'IGAD indicano una profondità media di 2 m e una profondità massima di 5 m, mentre la FAO riportava una profondità massima di circa 9 m. La differenza potrebbe riflettere condizioni idrologiche o criteri di rilevamento differenti, sebbene le fonti disponibili non consentano di stabilirne con certezza le cause. Il lago costituisce pertanto un ambiente di transizione tra un bacino lacustre propriamente detto e una vasta zona umida fluviale, caratterizzato da un'elevata interazione tra le acque aperte, i canali naturali e le paludi circostanti.

Il lago No costituisce il punto di confluenza di due importanti sistemi idrografici del Sudan del Sud: il Nilo della Montagna, proveniente da sud, e il Bahr al-Ghazal, proveniente da ovest. Il Nilo della Montagna rappresenta il principale ramo del sistema e trasporta le acque provenienti dal lago Vittoria, attraverso il Nilo Vittoria, il lago Alberto e il Nilo Alberto. Dopo aver attraversato il confine tra Uganda e Sudan del Sud, il fiume scorre verso nord e raggiunge le pianure del Sudd, dove il suo corso si suddivide in una complessa rete di canali, depressioni paludose e superfici stagionalmente inondate. Durante l'attraversamento del Sudd una parte considerevole dell'acqua viene perduta per evaporazione ed evapotraspirazione. Il deflusso che raggiunge il lago No risulta quindi sensibilmente inferiore a quello che entra nel sistema palustre presso Mongalla.
Il Bahr al-Ghazal, proveniente dalle regioni occidentali del Sudan del Sud, raccoglie invece le acque di un vastissimo bacino idrografico, alimentato da numerosi affluenti che hanno origine nelle regioni sud-occidentali del paese e nel Sudan meridionale. Nonostante l'ampiezza del bacino, il contributo idrico netto del Bahr al-Ghazal al Nilo Bianco è generalmente molto modesto. Le ricostruzioni idrologiche riportano un apporto medio di circa 2 m³/s, conseguenza delle ingenti perdite d'acqua che si verificano nelle estese pianure paludose attraversate dal fiume.
Dalla confluenza dei due sistemi il corso d'acqua prosegue verso est, assumendo convenzionalmente il nome di Nilo Bianco. Più a valle il fiume riceve le acque del Sobat, presso Malakal, che contribuiscono in misura significativa alla sua portata e al trasporto di sedimenti provenienti dall'altopiano etiopico. La posizione del lago No, all'incontro tra i due grandi sistemi fluviali, lo rende un elemento importante per la comprensione del bilancio idrologico del bacino nilotico.

Il regime idrologico del lago No è strettamente legato alle variazioni delle portate del Nilo della Montagna e del Bahr al-Ghazal, oltre che alle condizioni climatiche e all'estensione delle superfici inondate nelle pianure circostanti. Le precipitazioni che alimentano il sistema del Nilo della Montagna si concentrano prevalentemente nelle regioni equatoriali dell'Africa orientale, mentre il Bahr al-Ghazal riceve la maggior parte delle sue acque dalle precipitazioni stagionali delle regioni tropicali del Sudan del Sud. Le variazioni di portata vengono fortemente attenuate dalla presenza dei grandi laghi equatoriali e soprattutto dalle zone umide del Sudd, che agiscono come vasti bacini naturali di accumulo.
Durante la stagione delle piogge, l'aumento dei livelli idrici provoca l'espansione delle superfici inondate e favorisce il collegamento tra i canali fluviali, i laghi poco profondi e le depressioni paludose. Nei periodi di magra, invece, una parte delle superfici allagate si prosciuga e le acque si concentrano nei principali canali permanenti e nei bacini lacustri. La ridotta pendenza del terreno determina una propagazione relativamente lenta delle onde di piena, mentre l'accumulo temporaneo delle acque nelle paludi contribuisce a ritardare e attenuare le variazioni del livello idrico. Il lago No svolge pertanto una funzione di raccordo idraulico tra i sistemi fluviali provenienti dalle regioni meridionali e occidentali del Sudan del Sud e il tratto del Nilo Bianco che scorre verso Malakal.

Le relazioni idrauliche tra il lago No, il Nilo della Montagna e il Bahr al-Ghazal costituiscono un aspetto particolarmente complesso dell'idrologia del Sudan del Sud. Le vaste pianure alluvionali consentono infatti, durante gli eventi di piena più intensi, il trasferimento delle acque attraverso canali secondari e superfici temporaneamente inondate.
Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Journal of Hydrology: Regional Studies ha analizzato le grandi inondazioni che hanno interessato il Sudan del Sud tra il 2021 e il 2023, utilizzando modelli idrologici e idrodinamici integrati con osservazioni satellitari. La ricerca ha individuato trasferimenti d'acqua dal sistema del Nilo verso il bacino del Bahr al-Ghazal durante questi eventi eccezionali, dimostrando che le connessioni idrauliche tra i diversi sistemi possono essere più complesse di quanto ipotizzato in precedenza. Le simulazioni hanno tuttavia indicato che un'inversione del flusso attraverso il lago No risulta estremamente improbabile nelle condizioni naturali considerate, mentre il trasferimento delle acque attraverso altri collegamenti, in particolare il canale di Nerboar, può verificarsi durante piene particolarmente intense.
Questi risultati evidenziano l'importanza di considerare il lago No come parte di un sistema idrografico più ampio, nel quale le variazioni delle portate possono influenzare territori situati anche a notevole distanza dal corso principale.
Le acque del lago No sono dolci e presentano caratteristiche fisico-chimiche influenzate dall'apporto dei principali affluenti, dall'attività biologica delle zone umide e dai processi di sedimentazione. Le rilevazioni storiche raccolte dalla FAO indicano valori di pH compresi tra 7,1 e 7,8, corrispondenti ad acque da prossime alla neutralità a debolmente alcaline. La conducibilità elettrica è stata misurata in valori compresi tra circa 200 e 250 μS/cm a 20 °C, mentre la trasparenza, determinata mediante il disco di Secchi, risultava generalmente compresa tra 30 e 60 cm.
Le osservazioni relative all'ossigeno disciolto hanno mostrato una certa variabilità, con differenze tra i livelli superficiali e quelli più profondi, legate ai processi di rimescolamento delle acque e all'attività biologica. Nel dicembre 1976, ad esempio, vennero registrati valori di saturazione dell'ossigeno pari a circa il 90% presso la superficie e al 72% a una profondità di 70 cm, con una temperatura dell'acqua di 27,5 °C.
La banca dati dell'IGAD riporta valori più recenti di riferimento, tra cui un pH di circa 7, una conducibilità di 120 μS/cm e una salinità di circa 0,1‰, classificando il lago come un ambiente eutrofico. Le differenze tra le osservazioni storiche e i valori riportati dalle banche dati possono dipendere da variazioni delle condizioni idrologiche, dalla distribuzione spaziale dei punti di campionamento e dai metodi di rilevamento.

Il lago No è circondato da estese formazioni palustri che costituiscono una componente delle grandi zone umide del Sudd. Le rive sono caratterizzate soprattutto dalla presenza di vegetazione acquatica emergente, galleggiante e sommersa, la cui distribuzione dipende dalla profondità dell'acqua, dalla velocità delle correnti e dalle variazioni stagionali del livello idrico. Tra le specie più caratteristiche figura il papiro (Cyperus papyrus), che forma estesi popolamenti lungo i margini del lago e nei canali circostanti. Queste formazioni contribuiscono a rallentare il deflusso, trattenere i sedimenti e favorire l'accumulo di sostanza organica.
Le osservazioni botaniche storiche hanno inoltre documentato la presenza di Eichhornia crassipes, una pianta acquatica galleggiante originaria dell'America meridionale e introdotta in numerosi sistemi idrici tropicali. Nelle acque aperte sono state registrate comunità di piante sommerse appartenenti al genere Najas e popolamenti di Nymphaea lotus, una specie di ninfea diffusa in diversi ambienti acquatici africani. La vegetazione palustre svolge un ruolo fondamentale nella struttura ecologica del lago, offrendo rifugio, aree di riproduzione e risorse alimentari a numerosi organismi acquatici.

Il lago No ospita comunità ittiche caratteristiche del sistema del Nilo Bianco e delle grandi zone umide tropicali dell'Africa centro-orientale. Le informazioni raccolte dalla FAO documentano la presenza di diverse specie di pesci d'acqua dolce, alcune delle quali rivestono una notevole importanza per la pesca locale. Tra le specie registrate figura Heterotis niloticus, un grande pesce africano appartenente all'ordine degli Osteoglossiformes, diffuso in numerosi bacini fluviali e lacustri dell'Africa tropicale. Sono inoltre segnalati pesci appartenenti ai generi Hydrocynus, Distichodus, Citharinus, Auchenoglanis e Synodontis, oltre al persico del Nilo (Lates niloticus).
La presenza di una vegetazione acquatica abbondante e di vaste superfici poco profonde favorisce la disponibilità di habitat per differenti comunità ittiche, dalle specie associate alle acque aperte a quelle che frequentano le zone marginali ricche di vegetazione. Le paludi circostanti costituiscono inoltre ambienti importanti per numerose specie di uccelli acquatici, tra cui aironi, cicogne, anatidi e altri organismi legati agli ambienti umidi. Il più ampio sistema del Sudd ospita anche specie di particolare interesse conservazionistico, come il becco a scarpa (Balaeniceps rex), un grande uccello specializzato nella frequentazione delle paludi tropicali. Gli ambienti fluviali della regione sono inoltre frequentati da grandi vertebrati acquatici e semiaquatici, tra cui l'ippopotamo (Hippopotamus amphibius) e il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus).
Il lago No è strettamente collegato al sistema ecologico del Sudd, riconosciuto come una delle più importanti zone umide d'acqua dolce dell'Africa. Nel 2006 una vasta porzione del Sudd, estesa per circa 57.000 km², è stata designata come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Il sistema è inoltre inserito nella lista propositiva dei siti candidati al patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, in considerazione della sua importanza ecologica, idrologica e naturalistica.
Le principali problematiche ambientali riguardano le alterazioni del regime idrologico, le variazioni climatiche, l'espansione delle inondazioni e le possibili trasformazioni nell'utilizzo delle risorse idriche. La conservazione degli ambienti del lago dipende soprattutto dal mantenimento delle connessioni naturali con i corsi d'acqua e le zone umide circostanti.
Il lago No rappresenta un elemento importante del paesaggio geografico e culturale delle popolazioni che abitano le pianure settentrionali del Sudd. La regione è tradizionalmente legata alle comunità nilotiche del Sudan del Sud, in particolare a gruppi dinka e Nuer, per i quali le risorse idriche e le praterie stagionalmente inondate hanno storicamente rivestito un ruolo fondamentale nelle attività economiche e nell'organizzazione degli insediamenti.
Il lago e i corsi d'acqua circostanti costituiscono risorse importanti per la pesca artigianale, che contribuisce all'alimentazione e al sostentamento delle comunità rivierasche. Le pianure alluvionali vengono inoltre utilizzate per il pascolo del bestiame, con spostamenti stagionali legati alle variazioni del livello delle acque. Durante la stagione delle piogge, l'espansione delle superfici inondate limita l'accessibilità di numerosi territori, mentre nei periodi più asciutti emergono nuove superfici erbacee utilizzabili per le attività pastorali.
Il lago riveste inoltre una funzione geografica importante per la navigazione del Nilo Bianco, poiché si trova presso il punto di raccordo tra il corso proveniente dal Sudd e il sistema fluviale del Bahr al-Ghazal. La navigazione è comunque condizionata dalla presenza di bassifondi, vegetazione acquatica e variazioni stagionali dei livelli idrici, che possono ostacolare il transito delle imbarcazioni.