| Lara Comi | |
|---|---|
| Europarlamentare | |
| Durata mandato | 14 luglio 2009 – 1º luglio 2019 |
| Durata mandato | 2 novembre 2022 – 15 luglio 2024 |
| Predecessore | Silvio Berlusconi |
| Legislatura | VII, VIII, IX |
| Gruppo parlamentare | PPE |
| Circoscrizione | Italia nord-occidentale |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Forza Italia (dal 2013) In precedenza: FI (2002-2009) PdL (2009-2013) |
| Titolo di studio | Laurea in economia dei mercati internazionali e delle nuove tecnologie |
| Università | Università commerciale Luigi Bocconi |
| Professione | Brand manager |
Lara Comi (Garbagnate Milanese, 18 febbraio 1983) è una politica italiana, europarlamentare dal 2009 al 2019 e dal novembre 2022 al giugno 2024.
Comi ha conseguito la laurea triennale nel 2005 in Economia dei mercati e delle imprese all'Università Cattolica[senza fonte]; nel 2007 ha conseguito la laurea specialistica in Economia dei mercati internazionali e delle nuove tecnologie all'Università Bocconi di Milano[senza fonte]. Dopo aver effettuato un tirocinio presso il consolato dell'Uruguay in Italia, ha svolto a seguito della laurea uno stage presso Beiersdorf Italia ed è stata per un anno (2008-2009) brand manager per Giochi Preziosi.
Portavoce di Forza Italia a Saronno dal 2002 al 2005, diviene assistente di Mariastella Gelmini e nel 2004 a 21 anni coordinatrice nella regione Lombardia di Forza Italia Giovani. Alle elezioni politiche del 2008 è candidata alla Camera dei deputati nel collegio Lombardia 1, risultando terza non eletta. Alle elezioni europee del 2009 è eletta nella circoscrizione Italia nord-occidentale per Il Popolo della Libertà con 63 158 preferenze. Nella VII legislatura del Parlamento europeo è membro della Delegazione per le relazioni con l'Afghanistan (2009-2010), della Delegazione all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (2010-2014), della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Messico (2010-2014), della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (2012-2014).
A marzo 2012 è stata eletta coordinatore PdL della provincia di Varese. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.
Alle elezioni europee del 2014, candidata per Forza Italia nella circoscrizione Italia nord-occidentale, viene rieletta con 83 987 preferenze. Viene scelta dai colleghi come vicepresidente del Gruppo PPE all'Europarlamento. Ricopre il ruolo di membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.
Nel 2016 fonda l'associazione "Siamo Italiani" insieme agli europarlamentari forzisti Salvatore Cicu e Aldo Patriciello.

Alle elezioni europee del 2019 si ricandida nel nord-ovest con Forza Italia ottenendo 32 365 preferenze e risultando la prima dei non eletti. Durante la campagna elettorale viene coinvolta in un'inchiesta relativa a presunti finanziamenti illeciti, accusa poi archiviata nel 2021. Berlusconi, eletto anche nel sud e nelle isole, opterà per mantenere il proprio seggio nel nord-ovest escludendola in tal modo dall'europarlamento. In seguito a tale decisione Lara Comi ha dichiarato: "Ho comunicato la mia decisione irrevocabile di voler essere libera da ogni incarico politico o nell'ambito dell'attività del Parlamento europeo perché voglio difendermi dalle accuse che mi sono state mosse, senza avvalermi dell'immunità parlamentare". Il 7 novembre 2022 rientra al Parlamento europeo subentrando a Silvio Berlusconi (eletto al Senato della Repubblica).
A seguito della puntata del 24 gennaio 2013 della trasmissione televisiva Servizio pubblico viene querelata per diffamazione aggravata da Roberto Soffritti. Comi aveva chiesto ad Antonio Ingroia, fondatore e capo della lista Rivoluzione Civile, delucidazioni sulla candidatura di Soffritti, sostenendo sulla base di non meglio precisate informazioni che Soffritti fosse una persona poco limpida, con un background di tipo mafioso, che avrebbe fatto fallire la Coopcostruzioni e che sarebbe stato condannato per questi fatti. In realtà l'ex sindaco di Ferrara era incensurato e l'unico procedimento penale che lo coinvolse fu archiviato per "l'assoluta trasparenza e il rigoroso rispetto delle regole da parte dell'amministrazione comunale guidata da Soffritti". L'eurodeputata scelse di avvalersi dell'immunità da europarlamentare per il processo per diffamazione aggravata; l'immunità venne concessa dal Parlamento europeo per alzata di mano nella seduta plenaria del 14 gennaio 2014, anche in considerazione del fatto che la Comi ha espresso ripetutamente e pubblicamente le sue scuse a Soffritti. Il giudice civile, comunque, ha negato alla Comi l'utilizzo dell'immunità, in quanto non collegata alle dichiarazioni fatte; viene pertanto condannata ad un risarcimento pari a 30000 €.
Nel 2017 gli organi di controllo del Parlamento europeo contestano a Comi l'assunzione della madre come assistente tra il 2009 e il 2010, in violazione delle norme, modificate nel corso del 2009, che vietano ai parlamentari di reclutare parenti. Comi attribuisce l'errore al proprio ex commercialista e restituisce ratealmente la somma di 126000 €; la vicenda non ha avuto seguiti giudiziari.
Il 15 maggio 2019 Comi viene iscritta nel registro degli indagati per finanziamento illecito, insieme al presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, nell'ambito dell'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Milano nota come "Mensa dei poveri": all'imprenditore viene contestato un finanziamento da 31000 € a un'impresa di cui Comi risulta socia. Il 9 luglio 2021 il GIP archivia l'accusa per entrambi.
In un altro filone della stessa inchiesta, il 14 novembre 2019 viene posta agli arresti domiciliari con accuse di corruzione, finanziamento illecito e truffa. Il 5 dicembre il Tribunale del Riesame di Milano la rimette in libertà. Nel dicembre 2020 il GIP di Milano dispone il sequestro di 525000 € a carico di Comi e, in solido, di altre cinque persone, indagate per truffa aggravata ai danni del Parlamento europeo in relazione ai contratti di un assistente locale. Il 21 ottobre 2021 viene rinviata a giudizio.
Il 2 ottobre 2023 il Tribunale di Milano la condanna in primo grado a 4 anni e 2 mesi per corruzione, fatture false e truffa, con l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e la confisca di 28700 €. Il 15 gennaio 2026 la Corte d'appello di Milano la assolve dall'accusa di corruzione e da uno dei due episodi di truffa perché il fatto non sussiste. Resta la condanna per la truffa ai danni del Parlamento europeo, con la pena ridotta a un anno, sospesa, e 500 euro di multa; le somme contestate erano state nel frattempo restituite per intero. Nelle motivazioni, depositate nel giugno 2026, i giudici scrivono che gli elementi raccolti, esclusi i contenuti delle chat ritenuti inutilizzabili, non provano l'esistenza di un accordo corruttivo né di retrocessioni di denaro.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 3934155566484313380004 · SBN VIAV148321 · LCCN (EN) n2019019247 |
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