| Laxitextella | |
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| Intervallo geologico | |
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Classe | Branchiopoda |
| Sottoclasse | Phyllopoda |
| Ordine | Diplostraca |
| Sottordine | Spinicaudata |
| Famiglia | †Euestheriidae |
| Genere | †Laxitextella |
| Nomenclatura binomiale | |
| Laxitextella laxitexta Sandberger in Jones, 1890 | |
| Specie | |
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Laxitextella è un genere di branchiopodi estinto, appartenente alla famiglia Euestheriidae. Visse nel Triassico medio e superiore e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Svizzera e in Italia .

Laxitextella presenta un carapace da moderatamente grande a grande e di forma da cicladiforme a telliniforme.
L'ornamentazione della conchiglia consiste in una reticolazione più o meno irregolare, sono presenti anche bande di crescita concentriche moderatamente strette a distanza più o meno regolare. La conchiglia larvale è ridotta.
L'umbone è in posizione relativamente anteriore, a circa un terzo della lunghezza massima della conchiglia, e si trova in posizione leggermente elevata o pari rispetto al margine dorsale.
Le dense popolazioni di Laxitextella vengono interpretate come autoctone: dopo abbondanti piogge dalle uova trasportate dalle alluvioni, grazie quindi all'afflusso di acqua dolce nel bacino, potevano svilupparsi in breve tempo enormi popolazioni. L'aumento della salinità e la diminuzione dell'ossigeno nei periodi secchi portava questi animali alla morte, creando delle mortalità di massa .