Leone è un nome proprio di persona italiano maschile.

Deriva da Λέων (Léōn), un nome greco piuttosto comune, tratto dall'omonimo sostantivo che vuol dire "leone"; anche tra i romani, seppur documentato con meno frequenza, era usato il cognomen Leo, dal vocabolo leo che era peraltro un prestito di quello greco. Questi due nomi, che erano sorti indipendentemente, finirono per fondersi in epoca cristiana, così che nelle varie lingue europee i loro derivati sono oggi usati più o meno intercambiabilmente; la situazione onomastica è ulteriormente complicata dal fatto che "Leo" è una comune abbreviazione di nomi che iniziano o finiscono in leo, come Leonardo, e "Lea" è anche una variante di Lia in molte lingue; a questi si aggiunga l'ebraico לֵב (Lev, "cuore"), che è simile alla forma russa Лев (Lev).
Si tratta quindi di uno dei vari nomi che fanno riferimento al leone, come Osama, Aslan e Ari. Era molto frequente negli ambienti giudaici già in epoca greca e romana, come traduzione del nome יְהוּדָה (Yehudah, ossia Giuda, a cui tradizionalmente viene dato lo stesso significato), una diffusione che rimane costante anche in epoca moderna.
Di tutti i nomi italiani ispirati al mondo animale, anticamente molto diffusi, come Orso, Lupo, Cane e Falco, Leone è in effetti l'unico ad avere ancora una diffusione rilevante in epoca moderna. Questa popolarità è spiegata dalla presenza di quattordici pontefici, sei imperatori bizantini e cinque re d'Armenia e dal culto di vari santi, chiamati sia "Leo", sia "Leone". Negli anni 1970 il nome era ben diffuso in tutta Italia, con maggiore frequenza in Toscana ed Emilia-Romagna per alcune forme, con circa 12 000 occorrenze per Leone e 13 000 per Leo; tra i femminili, Lea dominava con 30 000 occorrenze, mentre a Leona (frequente soprattutto a Livorno) si preferivano in genere Leonella e Leonetta (150 occorrenze contro 3 500 e 2 000).
Nei paesi anglofoni il nome, nelle forme Leo e Leon, è in uso dal Medioevo. Dopo la Riforma protestante rimase in uso tra gli ebrei e i cattolici, ritornado in voga anche nel resto della popolazione a partire dal XIX secolo.

L'onomastico si può festeggiare in memoria di più santi, alle date seguenti:
Si ricordano anche alcuni beati, alle date seguenti:










