Vantaggio di costo

Il vantaggio di costo (o leadership di costo) è una delle due tipologie di vantaggio competitivo individuate da Michael Porter e rappresenta l'obiettivo della strategia di leadership di costo.

Secondo la definizione che ne dà lo stesso Porter, "un'impresa ha un vantaggio di costo se i suoi costi cumulati per realizzare tutte le attività generatrici di valore sono più bassi di quelli dei suoi concorrenti" (Porter, The Competitive Advantage).

Quello che conta nella strategia di leadership di costo è la cosiddetta posizione di costo relativa, ovvero il ranking dell'impresa in termini di costi affrontati rispetto alle concorrenti. Questa è determinata da:

Le determinanti di costo

Le determinanti di costo, così come individuate in Porter e nei contributi successivi sono:

L'importanza relativa dei diversi fattori varia sia in relazione al settore in cui l'impresa opera, sia al tipo di attività di volta in volta analizzate tra quelle svolte dall'impresa. Il focus sull'attività è del resto una caratteristica fondamentale dell'approccio inaugurato da Porter con The Competitive Advantage, la cosiddetta activity based analysis.

L'utilizzo della capacità produttiva

La capacità produttiva (productive capacity), o dimensione minima efficiente, o capacità produttiva ottima, per distinguerla da quella minima, può essere definita in sintesi come quel livello di output che permette di utilizzare i fattori produttivi nel modo tecnicamente ed economicamente più efficiente, e corrisponde quindi a quel volume di produzione per unità di tempo cui è associato il costo medio unitario minore, quando sia dato e costante l'impianto di produzione.

Il controllo delle determinanti di costo che faccia leva sul grado di utilizzo della capacità produttiva deve tendere a:

Lo sfruttamento delle economie di scala

Le economie di scala, dette anche economie di scala statiche, per distinguerle da quelle dinamiche, sono da un lato correlate ai rendimenti di scala, e quindi generate da fattori tecnici, statistici e organizzativi, e dall'altro derivano da fattori connessi con il controllo del mercato, come le cosiddette economie monetarie.

La sensibilità alla scala, cioè l'ampiezza delle economie di scala, varia molto tra settori e attività. Così ad esempio, sono caratterizzate da forti economie di scala attività come lo sviluppo dei prodotti, il marketing, le attività infrastrutturali.

Per sfruttare le economie di scala al fine dell'ottenimento di un vantaggio di costo occorre in via preliminare:

Fatto questo si sceglie poi la scala più adeguata ad ogni attività, magari decidendo l'eventuale esternalizzazione di alcune attività, con spin-off o esternalizzazioni, oppure internalizzandone altre, ricorrendo ad acquisizioni, fusioni o joint-venture.

I limiti all'utilizzo di economie di scala nell'ottenimento di un vantaggio competitivo sono:

Le economie di apprendimento

Con il termine economie di apprendimento (o economie di scala dinamiche), si fa riferimento alla riduzione dei costi medi unitari generata dall'apprendimento (learning).

È importante notare che l'apprendimento può avvenire sia a livello individuale, ad esempio il miglioramento nell'abilità e nella soluzione dei problemi (problem solving), sia a livello di gruppo, come ad esempio il perfezionamento delle routine organizzative.

Il tasso di apprendimento varia notevolmente fra le attività e dipende anche dalla loro configurazione.

Al fine di controllare questa determinante di costo è necessario:

Bibliografia

Voci correlate