Il legong nella danza classica balinese, è considerato l'epitome della femminilità e della grazia. Rappresenta il balletto celeste delle ninfe divine.[senzafonte]
Due ragazze preadolescenti che eseguono la danza legong
Etimologia
La parola della lingua balineselegong deriva da due parole diverse: leg (morbido) e gong (ritmo). Insieme indicano un'azione morbida.
Origine
Si pensa che la danza legong sia ispirata dall'antica danza tradizionale del gambuh; altri credono che abbia avuto origine dal sanghyang dedari, una cerimonia che prevedeva la possessione volontaria di due bambine da parte dei wali, spiriti buoni.
Il legong si sviluppò nei puri palazzi balinesi nella seconda metà del XIX secolo. Si dice che l'idea abbia avuto origine da un principe del villaggio di Sukawati, gravemente malato, che sognò due ninfe celesti che danzavano con grazia, accompagnate dalla musica divina del gamelan. Quando il principe si riprese dalla malattia, il suo sogno fu incorporato in un repertorio di danza con un ensemble di gamelan completo, chiamato gamelan semar pagulingan.
All'inizio del XX secolo, perse del tutto la sua popolarità a causa dell'ascesa della danza kebyar, tipica del nord di Bali. La riacquisì solo alla fine degli anni '60.
Descrizione
Il legong è caratterizzato da un repertorio di movimenti altamente complessi, legato alla struttura percussiva che lo accompagna. Le danze legong sono classificate come danze balih-balihan d’intrattenimento. Vengono ballate in occasione di feste private e pubbliche, e per i turisti. In questo ultimo caso, le danzatrice non sono solo giovanissime e in alcuni casi vengono registrate esibizioni di uomini in costumi femminili.
Ci sono circa diciotto tipologie di danze legong che si sono sviluppate soprattutto nel sud dell’isola indonesiana: nella reggenza di Gianyar I villaggi interessati sono Saba, Bedulu, Pejeng, Peliatan; in quella di Badung i villaggi di Binoh e Kuta; nella capitale Denpasar il villaggio di Kelandis è noto per una sua forma di legong, e infine nella reggenza di Tabanan si pratica nel villaggio di Tista.
Esecuzione
Il legong segue regole molto precise che dettano la coreografia, la scenografia e una pantomima elaborata e stilizzata delle interpreti (gesti specifici, espressioni facciali, posizione delle mani, dei piedi e delle dita).
La danza standard prevede la partecipazione di due danzatrici preadolescenti, dette "legong", sempre accompagnate da ventagli. In alcune tipologie un'ulteriore danzatrice, chiamata condong, fa da assistente alle principali. Questa prepara la scena, dona alle altre i ventagli con cui si esibiscono e, in alcuni casi, interpreta il ruolo degli animali presenti nella scena.
Tipologie
Legong Kraton (danza di palazzo dal balinese) è il più famoso di tutti ed è chiamato così perché in passato veniva eseguito nei puri (palazzi) alla presenza dei raja (principi). Vi partecipano tre danzatrici: il condong, un'attendente di corte e due danzatrici legong, in costumi identici che rappresentano personaggi di rango reale. La trama standard è basata sul Malat, un poema ambientato a Giava, nel XII secolo.
Si racconta che un giorno il re del regno di Lasem incontra una fanciulla di nome Rangkesari, persa nella foresta. La porta con sé e la imprigiona in una casa di pietra. Il fratello di Rangkesari, il principe di Daha, viene a conoscenza della prigionia della sorella e minaccia Lasem di guerra se la ragazza non fosse liberata. Rangkesari implora il suo rapitore di liberarla per evitare la guerra, ma il re preferisce combattere. Durante il cammino verso la battaglia, ha un presagio di sventura che predice la sua morte. Il re, infatti, viene ucciso nella battaglia che ne consegue.
Lo spettacolo del kraton si apre con l'assolo di danza del condong, che porge due ventagli alle danzatrici legong. Queste iniziano così a danzare in totale sincronia, la cosiddetta tecnica a specchio.
Legong Raja Cina narra la leggendaria storia d’amore, la Barong Landung, del re Jayapangus di Bali con la principessa cinese Kang Cing Wie.
Il re Jayapangus regnò su Bali dal 1178 al 1181, diretto discendente del famoso sovrano Airlangga. Fu noto per le sue iscrizioni, alcune delle quali riguardavano la tassazione. Sovrano molto religioso , si ricorda per aver iniziato a celebrare il rituale del galungan.
Legong Lasem è la rappresentazione più simile al legong kraton, sviluppatasi nel villaggio di Peliatan tra il XII e il XIII secolo. Anche questa forma viene eseguita da tre ballerine: due legong e una condong'.
Legong Jebog è la danza delle scimmie, tratta dal poema epico indiano Ramayana e narra la storia dei principi Sugriwa e Subali, chiamati anche Kuntir e Jobog, che strapparono la perla sacra al loro padre, ma questa finì nelle acque di un lago. Entrambi i fratelli si tuffarono a cercarla, senza sapere che, se si fossero tuffati, si sarebbero trasformati in scimmie.
Legong Bapang Sabab, questa danza trae spunto dalla storia del combattimento tra Brahma e Vishnu alla ricerca del linggan di Shiva.
Legong Kuntir racconta la storia di diversi aironi che chiacchierano allegramente.
Legong Smaradahana trae spunto dall’antico poema giavanese Smaradahana scritto da Mpu Dharmaja, come elogio del re Kameçvara di Kediri, all'inizio del XII secolo a Giava orientale. La storia racconta la scomparsa di Kamajaya (il dio indù dell'amore) e di Kamaratih (la dea indù dell'amore) da Svargaloka dopo essere stati bruciati da un fuoco proveniente dal terzo occhio del dio Shiva.
Legong Sudasarna rappresenta le avventure mitologiche della strega Rangda raccontate nel Calonarang.
Costumi
Le ballerine indossano lussuosi costumi in seta colorata, tessuto in prada balinese con dettagli dorati, copricapi ornati di fiori e accessori simbolici. I ventagli in scena sono particolarmente colorati. Il trucco dei volti è anch’esso molto carico e serve ad accentuare la drammaticità dell’esibizione.
Le ninfe dei cieli
Fin dall'età di cinque anni, le bambine balinesi sognano di essere scelte per rappresentare il loro desa (villaggio, in lingua balinese), come danzatrici di legong, ossia ninfe dei cieli. Le prescelte iniziano un rigoroso allenamento che le porta a essere molto stimate nella società e, solitamente, diventano mogli di personaggi importanti. Quasi sempre smettono di ballare dopo il matrimonio; anticamente coincideva con l'età di 14 anni.
Nella cultura popolare
La danza legong è descritta nel film hollywoodiano del 1935, Legong: Dance of the Virgins, diretto dal regista francese Henry de La Falaise. Produzione che fu descritta, molti anni dopo, come una "seducente miscela di documentario serio, effusione lirica e sfrenata lussuria".
La danza legong è menzionata nel singolo I've Been To Bali Too del gruppo folk-rock australiano Redgum, nell'album Frontline, del 1984.