Leonard DiMaria, detto Lenny, Prateek o The Conductor (Il conducente) (Brooklyn, 10 ottobre 1941), è un mafioso statunitense legato alla famiglia Gambino di New York. Le autorità lo considerano un fidato collaboratore di Nicholas Corozzo, del quale è stato per quasi trent’anni il braccio destro.
DiMaria nacque da una famiglia di immigrati italiani originari di Moliterno, in provincia di Potenza. Prima di intraprendere la carriera criminale lavorò come capotreno per la Long Island Rail Road e successivamente per la New York and Atlantic Railway, esperienze che gli valsero il soprannome di “The Conductor”.
All’inizio degli anni ’80 DiMaria divenne capitano della famiglia Gambino. In quel periodo il suo autista e guardaspalle era Thomas “Spade” Muschio, allora ventiquattrenne, incarcerato nel 1983 nel penitenziario statale di Raiford, in Florida, e liberato nel 1985. I due gestivano attività di usura ed estorsione tra il Queens e Brooklyn e si legarono strettamente a Nicholas Corozzo.
Nell’agosto del 1986 DiMaria fu coinvolto in un processo per racket insieme al boss John Gotti, Wilfred "Willie Boy" Johnson, Tony Rampino, Nicholas Corozzo e John Carneglia. Il 13 marzo 1987 tutti gli imputati vennero assolti da ogni accusa.
Nel 1995 DiMaria, insieme ai capi della famiglia Gambino Ralph Davino Jr. e Anthony Ruggiano Jr., oltre ad Anthony “Tony Pep” Trentacosta, iniziò a operare in Florida per conto di Nicholas Corozzo. Il gruppo fu presto conosciuto come la “South Florida Crew”, con base operativa tra New York e la Florida.
Il 18 dicembre 1996 DiMaria fu arrestato nella sua abitazione di Flatlands, a Brooklyn, con l’accusa di usura e racket in Florida. Rilasciato su cauzione, un mese dopo venne nuovamente incriminato a New York per reati simili, a seguito di un’indagine dell’FBI durata tre anni. Parte delle prove provenivano dal Portobello Soccer Club di Canarsie, un locale sotto copertura che acquistava abiti firmati rubati, computer e altra merce sottratta ai Gambino. Secondo quanto riportato, DiMaria sviluppò persino un rapporto amichevole con l’agente sotto copertura dell’FBI che gestiva l’operazione, arrivando a essere filmato mentre lo abbracciava. Dopo sei settimane di arresti domiciliari, sia DiMaria che Corozzo furono trasferiti in un carcere federale in attesa dei processi a New York e in Florida.
Il 3 novembre 1997 DiMaria si dichiarò colpevole di 15 capi d’accusa a New York, tra cui racket, estorsione e usura, ricevendo una condanna a dieci anni di reclusione da scontare a Cumberland, nel Maryland. Nel gennaio 1998 si dichiarò colpevole anche per le imputazioni in Florida.
Rilasciato dal carcere nel 2005, DiMaria tornò a gestire per conto di Nicholas Corozzo e John “Jackie Nose” D’Amico attività di racket e usura tra il Queens, Brooklyn e il Sud della Florida. In quegli anni circolarono voci secondo cui avrebbe potuto assumere il ruolo di sottocapo della famiglia.
Nel febbraio 2008 fu incriminato nell’ambito dell’Operazione Old Bridge, una vasta indagine federale sulla famiglia Gambino. Il 4 giugno 2008 DiMaria si dichiarò colpevole di accuse legate al racket e all’estorsione, ammettendo inoltre di aver cospirato per estorcere denaro all’imprenditore e autotrasportatore Joseph Vollaro. Quest’ultimo, un tempo vicino alla mafia, era diventato informatore per evitare il carcere e, per oltre tre anni, aveva registrato conversazioni compromettenti con vari affiliati.
DiMaria venne incarcerato presso il Federal Correctional Institution di Otisville e fu rilasciato il 31 agosto 2012.