Libero Altomare, pseudonimo di Remo Mannoni, nasce a Roma nel 1883. Di professione funzionario statale, fu uno dei primi poeti ad aderire al movimento del Futurismo. È stato fondatore e direttore della rivista Primo Vere ed ha collaborato col Rugantino e col Marforio. I suoi versi sono stati pubblicati in diverse antologie di poesia e letti in occasione delle prime serate di stampo futurista, come quella al Politeama Rossetti di Trieste, il 12 gennaio 1910 e al Teatro Lirico di Milano, il 15 febbraio 1910.
Stile
Dopo una fase d'ispirazione dannunziana, aderisce al Futurismo sotto invito di Tommaso Marinetti, fondando in seguito il gruppo romano del movimento. Si dedicò nel corso vita anche alla pittura. Nella prima parte della sua esperienza letteraria, fu vicino al movimento del Crepuscolarismo.
Opere
Rime dell’Urbe e del suburbio, Roma, Officine Tipografiche Italiane, 1907.
Procellarie, S. Maria Capua Vetere, Casa ed. della gioventu di C. Fossataro, 1909.
Fermento, Roma, Edizione dell'Autore, 1931.
Incontri con Marinetti e il Futurismo, 1954. (n. edizione Corso Editore, Roma, 1986) (n. edizione Biblioteca d'Orfeo, Roma, 2006).
Note
↑Libero Altomare, su oxfordreference.com. URL consultato il 26 marzo 2025.
I poeti futuristi, AA. VV., Milano, Edizioni futuriste di poesia, 1912.
Enciclopedia del Novecento in Futurismo letterario di Pär Bergman, Roma, Treccani, 1978.
Poeti futuristi, a cura di Giuseppe Ravegnani, Milano, La Vita Felice, 2019.
I futuristi – I manifesti, la poesia, le parole in libertà, i disegni e le fotografie di un movimento «rivoluzionario», che fu l’unica avanguardia italiana della cultura europea, Grandi Tascabili Economici Newton, Roma 1994, p.391.