| Limentra di Treppio | |
|---|---|
| Stato | |
| Regioni | |
| Lunghezza | 41 km |
| Portata media | 7 m³/s |
| Bacino idrografico | 145,1 km² |
| Altitudine sorgente | 1 250 m s.l.m. |
| Nasce | Monte La Croce |
| Sfocia | fiume Reno 44°13′37.56″N 11°03′43.56″E |
Il Limentra di Treppio, detto anche Limentra orientale o Limentra inferiore, è un torrente dell'Appennino Pistoiese e bolognese, affluente di destra del fiume Reno, che dà il nome alla valle del Limentra, insieme all'altro torrente omonimo, il Limentra di Sambuca. È caratterizzato da buone portate d'acqua anche minime, essendo tra i maggiori tributari del Reno, e proprio per questo da intenso sfruttamento a scopo idroelettrico, come del resto tutto l'alto bacino del Reno. Il toponimo ha indifferentemente genere femminile o maschile. La sua valle corre approssimativamente da sud-ovest a nord-est, sul versante nord dell'Appennino.
Nasce dal Monte La Croce, presso Badia a Taona, non lontano dall'altro Limentra e dal Limentrella. Percorre una stretta e boscosissima valle (la Foresta demaniale dell'Acquerino) e svolta quasi subito in direzione nord, in località Ponte a Rigoli, dove riceve l'affluente di destra Limentrino, che segna per un tratto il confine fra i comuni di Pistoia e Cantagallo, quindi fra le province di Pistoia e Prato. Presso la confluenza con la Limentrella di Treppio (lunghezza 7,4 km, bacino di 24,8 km², con sorgenti dal Monte La Croce), appena superato l'abitato di Lentula — dove è situata la sorgente di acqua minerale Lentula — entra nella città metropolitana di Bologna.
Il Limentra di Treppio sfocia nel Reno dopo 41 km di corso, nei pressi di Riola di Vergato, dopo aver lambito la celebre Rocchetta Mattei e ricevuto numerosi torrenti e ruscelli, specialmente dal massiccio del monte Vigese (1.091 m). La superficie del bacino idrografico è di 145,1 km².
La valle superiore rientra nell'area protetta Natura 2000 Tre Limentre – Reno.
Ha acque naturalmente assai abbondanti in ogni stagione: prima degli indigamenti e dell'intensivo sfruttamento antropico delle sorgenti, le portate alla foce oscillavano da minimi assoluti di 1,5 m³/s, a medie di 7 m³/s, fino a massimi assoluti stimabili a 450 m³/s nelle piene bicentenarie e 340 m³/s nelle piene trentennali. Il torrente attraversa zone di terreni semipermeabili. Il tratto a valle della diga di Suviana è quasi asciutto nella stagione estiva a causa dell'indigamento e della sistematica captazione delle sorgenti; proprio in questo tratto, assai pericoloso in concomitanza con gli improvvisi rilasci d'acqua dal bacino di Suviana (le portate passano in pochi minuti da meno di 1 a oltre 50 metri cubi al secondo), si svolgono impegnative gare di canoa, per le quali il torrente è assai rinomato.
In località Suviana di Castel di Casio il torrente è sbarrato, dal 1933, da un'imponente diga a gravità massiccia in muratura, leggermente arcuata — con altezza variabile da 97 a 89 m e quota del coronamento a 472,50 m — che forma il lago di Suviana, avente capacità di circa 46.000.000 m³ d'acqua. Si tratta di uno dei bacini più rilevanti dell'Appennino, sia per capacità sia per potenza della centrale idroelettrica connessa. La diga fu costruita fra il 1928 e il 1932.
Al lago di Suviana è connessa la centrale idroelettrica di Bargi, teatro nell'aprile 2024 di una grave esplosione con vittime. Al bacino di Suviana, oltre alle acque del Reno e delle due Limentra, adducono mediante una condotta forzata anche le acque del Bacino del Brasimone, sì che il complesso Suviana-Brasimone costituisce la principale centrale idroelettrica dell'Appennino settentrionale e la seconda di tutto l'Appennino dopo il complesso Nera-Velino in Umbria.
Il Limentra di Treppio percorre a valle di Suviana una valle assai incassata (Gola di Castrola), che poi si allarga avvicinandosi alla confluenza col Reno.