| Limor Livnat | |
|---|---|
| Ministro delle Comunicazioni | |
| Durata mandato | 1996-1999 |
| Ministro dell'Educazione | |
| Durata mandato | 2001-2006 |
| Ministro della Cultura & Sport | |
| Durata mandato | 2009-2015 |
| Membro della Knesset | |
| Durata mandato | 1992-2015 |
| Dati generali | |
| Partito politico | Likud |
| Università | Università di Tel Aviv |
Limor Livnat (ebraico:לימור לבנת; Haifa, 22 settembre 1950) è una politica israeliana, membro della Knesset per il Likud dal 1992 al 2015. È stata ministro delle Comunicazioni di Israele, ministro dell'Educazione, della Cultura e dello Sport.
Nata ad Haifa da una famiglia stabilita nella regione da sette generazioni, è figlia di Azriel Weiss (1923-2015), un combattente del Lehi esiliato dalle autorità britanniche in Africa. Weiss trascorse più di quattro anni in detenzione insieme ad altri membri del movimento clandestino, fino alla dichiarazione d'indipendenza dello Stato di Israele nel 1948. La madre, Shulamit Livnat (1929-2021), nota come la "cantante del movimento clandestino", fu un'attivista politica a sostegno degli insediamenti ebraici in Palestina volti alla creazione dello Stato ebraico.
Dopo aver completato il servizio militare obbligatorio, ha studiato letteratura generale all'Università di Tel Aviv. Sostenitrice di Menachem Begin, si unì all'Herut nel 1970, e nel 1977 divenne la responsabile dell'organizzazione giovanile del Likud.
Risiede a Tel Aviv, è sposata e ha due figli.
Entrò alla Knesset il 14 aprile 1992, poco prima delle elezioni politiche, subentrando al dimissionario Haim Corfù. Dopo aver confermato il proprio seggio alle elezioni dello stesso anno, durante il suo primo mandato completo ha presieduto la Commissione per la parità di genere, la Sottocommissione per le leggi sullo status personale e la Commissione parlamentare d'inchiesta sui casi di femminicidio da parte dei coniugi.
Rieletta nel 1996, è stata nominata ministro delle Comunicazioni nel primo governo guidato da Benjamin Netanyahu. Durante il mandato ha promosso una politica di apertura alla concorrenza nel settore delle telecomunicazioni israeliano, avviando la privatizzazione e il ridimensionamento di Bezeq, che fino ad allora deteneva il monopolio della telefonia fissa nel Paese.
Le forti divergenze politiche con Netanyahu l'hanno portata alle dimissioni dal governo nel 1997 e a sostenere i successivi tentativi interni al partito di sostituire il primo ministro alla guida del Likud. Dopo la rinuncia di Netanyahu alla leadership del partito in seguito alla sconfitta elettorale del 1999, Livnat ha appoggiato la candidatura di Ariel Sharon come nuovo presidente del movimento. Con la vittoria di Sharon su Ehud Barak nelle elezioni speciali per il primo ministro nel 2001, Livnat è stata nominata ministro dell'istruzione nei successivi due esecutivi da lui presieduti.
Nel 2003 ha ottenuto un nuovo mandato parlamentare, mantenendo il dicastero dell'Istruzione fino all'uscita del Likud dalla coalizione di governo nel 2006, anno in cui Sharon ha fondato il nuovo partito Kadima. Ha conservato il seggio alla Knesset sia nelle elezioni del 2006 sia in quelle del 2009; in seguito a queste ultime è stata nominata ministro della Cultura e dello Sport nel nuovo esecutivo di coalizione. Prima delle elezioni del 2013, le primarie interne del partito hanno visto l'affermazione di Tzipi Hotovely e Miri Regev, che l'hanno superata nelle preferenze femminili del Likud; ciononostante è stata rieletta in Parlamento, venendo riconfermata alla guida del ministero della Cultura e dello Sport.

Nel dicembre 2014 ha annunciato il ritiro dalla vita politica attiva, decidendo di non candidarsi alle elezioni del marzo 2015. Ha ricoperto inoltre le cariche di vicepresidente e di presidente ad interim del movimento mondiale del Likud.
Nel febbraio 2021, dopo cinquantun anni di militanza, ha abbandonato il Likud in segno di protesta contro la decisione di Benjamin Netanyahu di stringere un accordo di coalizione con il Partito Sionista Religioso, formazione di estrema destra. Successivamente ha espresso il proprio sostegno politico a Gideon Sa'ar e al suo partito Nuova Speranza.
Pur dichiarandosi laica, Livnat è considerata una figura della destra conservatrice israeliana. Legata alla tradizione del sionismo revisionista, si è opposta agli accordi di pace di Oslo e alla cessione del controllo sulla Cisgiordania, esprimendo critiche anche nei confronti della Road map for peace proposta dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Ha preso parte a diverse commemorazioni ufficiali in memoria dei gruppi paramilitari attivi prima della nascita dello Stato d'Israele, come l'Irgun e il Lehi; tuttavia, non si è opposta al piano di disimpegno unilaterale da Gaza promosso da Ariel Sharon nel 2005.
Nell'aprile 2011 suo nipote, il venticinquenne Ben-Joseph Livnat, è rimasto ucciso in Cisgiordania a seguito di colpi d'arma da fuoco esplosi da agenti della polizia dell'Autorità Palestinese, dopo che il giovane aveva forzato un posto di blocco per recarsi, senza le necessarie autorizzazioni, alla tomba di Giuseppe a Nablus. Livnat ha definito l'accaduto un atto terroristico condotto "a sangue freddo". Un'inchiesta successiva delle Forze di difesa israeliane ha escluso la matrice di un attacco terroristico pianificato, rilevando tuttavia che gli agenti palestinesi avevano agito con dolo e intenzionalità lesiva.
Nel dicembre 2011, in qualità di presidente della Commissione interministeriale sulla condizione delle donne, è intervenuta nel dibattito sulla segregazione di genere applicata nei trasporti pubblici all'interno dei quartieri ultraortodossi. Ha dichiarato alla Radio dell'Esercito la necessità di contrastare tale fenomeno nelle città a composizione demografica mista, pur ribadendo il principio del rispetto delle consuetudini religiose nelle comunità a maggioranza haredim.
Nel giugno 2024 è uscito il suo libro autobiografico, Your husband allows you? - Limor Livnat without fear, pubblicato da Yediot Books.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 21472368 · ISNI (EN) 0000 0000 3770 781X · LCCN (EN) n99039768 · GND (DE) 1379995744 · J9U (EN, HE) 987007292051205171 |
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