| Tofa тоъфа дыл | |
|---|---|
| Parlato in | |
| Regioni | Oblast' di Irkutsk (distretto di Nižneudinsk) |
| Parlanti | |
| Totale | 3 parlanti fluenti (2022) ~40 con conoscenza limitata (2010) |
| Classifica | non in top 100 |
| Altre informazioni | |
| Tipo | Agglutinante - SOV |
| Tassonomia | |
| Filogenesi | Lingue altaiche Lingue turche Turche siberiane Sayano-turche Taiga settentrionale |
| Statuto ufficiale | |
| Regolato da | nessuna |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-3 | kim (EN)
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| Glottolog | kara1462 (EN)
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La lingua tofa (autoglottonimo: тоъфа дыл, tòfa dıl), nota anche come tofalar o, nella terminologia sovietica più datata, karagas (карагасский), è una lingua turca del ramo sayano-turco parlata dai tofalari, un piccolo popolo indigeno della Siberia meridionale insediato nei monti Sayan orientali, nell'Oblast' di Irkutsk, in Russia.
Il tofa forma un continuum dialettale con il tuvano, lingua a cui è strettamente imparentato, e condivide con esso numerose innovazioni del turco siberiano, fra cui la faringealizzazione vocalica e la conservazione delle occlusive sonore intervocaliche. A differenza del tuvano, però, il tofa non gode di alcuno statuto ufficiale e non possiede una tradizione letteraria stabilizzata: la prima ortografia cirillica fu introdotta soltanto nel 1989, ad opera del turcologo Valentin Rassadin.
Classificata dall'Atlas of the World's Languages in Danger dell'UNESCO come critically endangered, la lingua è ormai considerata moribonda: secondo le rilevazioni più recenti i parlanti pienamente fluenti sarebbero appena tre, tutti anziani superiori ai settanta anni residenti nei villaggi di Alygdžer, Nerha e Verkhnyaya Gutara. Il numero complessivo di etnici tofalari secondo il censimento russo del 2010 è di 762 individui.
Le prime testimonianze di una lingua tofa distinta dal tuvano risalgono alle spedizioni etnografiche russe della seconda metà del XIX secolo. Matthias Castrén, durante il suo viaggio in Siberia negli anni 1840, raccolse alcuni vocaboli presso i clan tofalari del bacino del fiume Uda, riferendosi al gruppo con l'esonimo karagas (карагасы), nome derivato dalla distorsione del clan кара-һааш. Successivamente Vasilij Radlov incluse il tofa nella propria classificazione dei dialetti turchi siberiani, riconoscendone la prossimità al tuvano-todžin.
L'autoetnonimo tofa (тоъфа) fu attestato per la prima volta a metà Ottocento da U.P. Stubendorff, ma non venne adottato ufficialmente dall'amministrazione sovietica fino agli anni Trenta del Novecento, quando sostituì gradualmente il termine karagas.
Nel 1926 i tofalari furono inclusi tra i piccoli popoli del Nord (коренные малочисленные народы Севера), categoria amministrativa istituita dall'URSS per riconoscere ai gruppi indigeni siberiani uno statuto giuridico speciale. Negli anni 1929-1931 la collettivizzazione sovietica impose la sedentarizzazione forzata di una popolazione fino ad allora dedita al nomadismo e all'allevamento delle renne, concentrandola in tre kolchoz – Krasnyj Ohotnik, Kirov e un terzo nucleo successivamente sciolto.
Per oltre sessant'anni il tofa rimase una lingua esclusivamente orale: a differenza di altri popoli minori della Siberia, ai tofalari non venne mai assegnato un alfabeto ufficiale durante la stagione della korenizacija degli anni Trenta. Solo nel 1989, su iniziativa del turcologo Valentin Rassadin dell'Università statale di Buriazia, fu pubblicato il primo abecedario in tofa con un alfabeto cirillico esteso, e nello stesso anno alcune scuole dei tre villaggi tofalari iniziarono a impartire lezioni nella lingua locale.
A partire dai primi anni Duemila il tofa è stato oggetto di vari programmi di documentazione delle lingue minacciate. Il programma DOBES (Dokumentation Bedrohter Sprachen), finanziato dalla Fondazione Volkswagen e ospitato dal Max Planck Institute for Psycholinguistics di Nimega, ha incluso il tofa in un'iniziativa più ampia sulle lingue turche minacciate della Siberia meridionale e della Mongolia settentrionale, raccogliendo registrazioni audio, testi e analisi dialettologiche. Anche l'ELDP (Endangered Languages Documentation Programme) della SOAS di Londra ha sostenuto, attraverso il finanziamento dell'Arcadia Trust, la ricerca di campo presso gli ultimi parlanti.
Le pubblicazioni di riferimento sulla lingua restano la Tofalarsko-russkij i russko-tofalarskij slovar' di Rassadin (1995), la grammatica di K.D. Harrison e G.D.S. Anderson, e gli studi più recenti di Süer Eker e Bahattin Tofa Ilgın presso l'Università di Hacettepe.
Il tofa appartiene al ramo sayano-turco della famiglia turca, gruppo che comprende anche il tuvano, il tuha e il tsengel-tuvano. La parentela genealogica con il tuvano è così stretta che alcuni studiosi, fra cui Alexander Vovin (2017), hanno suggerito di considerare il tofa, il tuha e il tsengel-tuvano come tre dialetti di un'unica lingua tetto sayana, distinti politicamente più che linguisticamente. Tuttavia, la presenza di tratti fonologici esclusivi – fra cui sviluppi peculiari della faringealizzazione e la conservazione di alcune occlusive sorde finali – giustifica nella tradizione russa la classificazione del tofa come lingua autonoma.
Una caratteristica notevole, già rilevata da Castrén e confermata dagli studi recenti, è la presenza di un substrato non-turco probabilmente di origine jenisejica (vicino al ket) e in parte samoieda, riconducibile alle popolazioni autoctone turchizzate nel periodo dell'antico turco (VII-IX secolo).
| Sottoramo | Lingue | Locutori (ca.) |
|---|---|---|
| Taiga (settentrionale) | Tofa | 3 fluenti |
| Tuvano-todžin | ~5000 | |
| Tuha (Mongolia) | ~30 | |
| Steppa (meridionale) | Tuvano standard | ~280000 |
| Tsengel-tuvano | ~2000 |
Il tofa è parlato esclusivamente nella regione informalmente nota come Tofalariya (Тофалария), un'area montuosa di circa 21000 km² nel distretto di Nižneudinsk, nell'Oblast' di Irkutsk sud-occidentale, ai piedi del versante settentrionale dei monti Saiani Orientali. I tre insediamenti permanenti sono i villaggi di Alygdžer (capoluogo amministrativo), Nerha e Verkhnyaya Gutara.
| Anno | Etnici tofalari | Parlanti tofa stimati |
|---|---|---|
| 1926 | 2828 | ≈ 2800 |
| 1959 | 476 | ≈ 460 |
| 1970 | 570 | ≈ 350 |
| 1989 | 722 | ≈ 200 |
| 2002 | 837 | ~40 fluenti |
| 2010 | 762 | < 40 |
| 2021 | 721 | 3 fluenti |
La discrepanza fra l'andamento del numero di etnici (in lieve crescita fino al 2002, poi in calo) e il crollo dei parlanti riflette la russificazione intensiva successiva alla collettivizzazione: secondo i dati riportati da Donahoe, già nel 1970 la popolazione complessiva di Tofalariya era per il 59% russa e solo per il 36% tofalara, con tassi di matrimoni misti elevati e abbandono progressivo della lingua nelle nuove generazioni.
Il tofa possiede un sistema vocalico ricco, con otto fonemi principali distinti per posizione (anteriore/posteriore), apertura (alta/medio-bassa) e arrotondamento.
| Anteriori | Posteriori | |||
|---|---|---|---|---|
| Non arrot. | Arrot. | Non arrot. | Arrot. | |
| Alte | /i/ | /y/ ‹ү› | /ɯ/ ‹ы› | /u/ |
| Medie | /e/ | /œ/ ‹ө› | — | /o/ |
| Basse | /æ/ ‹ә› | — | /a/ | — |
Tutte le vocali, ad eccezione di /æ/, possono presentarsi anche nella variante faringealizzata, indicata foneticamente [◌ˤ]; secondo Rassadin la faringealizzazione si realizza percettivamente come creaky voice ([◌̰]), mentre Harrison e Anderson la rappresentano come tono basso, suggerendo la possibilità che il tofa stia attraversando una fase di tonogenesi.
L'inventario consonantico del tofa è piuttosto conservativo nel quadro turco, con la peculiarità della presenza di /h/ (assente in molte lingue turche) e di un'affricata postalveolare sonora /d͡ʒ/, resa dalla lettera Ҷҷ.
Come la maggior parte delle lingue turche, il tofa presenta un sistema di armonia vocalica basato su due tratti: posteriorità (anteriore vs. posteriore) e arrotondamento. L'armonia opera sia all'interno della radice sia nei suffissi flessivi e derivativi. Tuttavia, secondo Harrison, l'armonia di arrotondamento appare oggi notevolmente indebolita, soprattutto presso i parlanti più giovani, ed è del tutto neutralizzata nei numerosi prestiti dal russo.
Il tratto fonologico più discusso del tofa è la cosiddetta faringealizzazione vocalica, segnalata ortograficamente dalla lettera ъ dopo la vocale interessata. Le coppie minime confermano il valore distintivo del tratto:
L'origine storica della faringealizzazione è oggetto di dibattito: la teoria più accreditata (Harrison) la fa derivare da un'antica distinzione di lunghezza vocalica protoaltaica, dove le vocali brevi originarie avrebbero sviluppato registro basso/faringealizzato, contrapponendosi alle lunghe non marcate.
L'attuale alfabeto cirillico tofa, codificato da Rassadin nel 1989, comprende le 33 lettere dell'alfabeto russo più nove caratteri aggiuntivi per rendere i fonemi specifici del tofa.
| Lettera | Valore IPA | Esempio | Significato |
|---|---|---|---|
| Ғ ғ | [ɣ] | ағаш | albero |
| Ә ә | [æ] | әш | compagno |
| I i | [ĭ] | кiжi | persona |
| Қ қ | [q] | қаа | betulla |
| Ң ң | [ŋ] | меӊ | io |
| Ө ө | [œ] | өг | casa, tenda |
| Ү ү | [y] | үш | tre |
| Һ һ | [h] | һем | fiume |
| Ҷ ҷ | [d͡ʒ] | ҷылы | caldo |
La lettera ъ – che in russo standard funge da segno duro – nel tofa indica invece la faringealizzazione della vocale precedente (эът "selvaggina").
Il tofa è una tipica lingua agglutinante SOV, con un sistema casuale a sei (o sette, secondo gli analisti) casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, locativo, ablativo e strumentale. La flessione nominale è regolare e segue lo schema turco classico, con armonia di posteriorità nei suffissi.
La morfologia verbale è particolarmente ricca: il tofa possiede un sistema aspettuale a base perifrastica, marche di evidenzialità (testimoniato vs. non testimoniato), suffissi participiali (-GAn, -Ar, -IIr) e un esteso paradigma di forme converbiali. Numerose costruzioni verbali derivano da v-stem + verbo ausiliare, fenomeno comune al gruppo sayano.
Il lessico tofa riflette in modo trasparente la storia culturale del popolo. Il nucleo nativo conserva una terminologia particolarmente ricca per i domini semantici tradizionali: la renna (con almeno una dozzina di lessemi distinti per età, sesso e funzione dell'animale, eredità diretta della cultura pastorale), la caccia, lo sciamanesimo, la taiga e i fenomeni meteorologici dei monti Sayan.
I prestiti dal russo si sono moltiplicati a partire dal XX secolo e coprono pressoché ogni dominio della modernità (amministrazione, scuola, tecnologia, denaro). Si registrano anche prestiti più antichi dal mongolo e dal buriato, riconducibili ai contatti con il buddismo e le rotte commerciali della Mongolia settentrionale.
Il tofa rientra nella categoria UNESCO «criticamente in pericolo» (critically endangered): la trasmissione intergenerazionale è interrotta, nessun bambino apprende la lingua come prima lingua, e i parlanti residui appartengono tutti alla generazione nata prima della Seconda guerra mondiale. La scala EGIDS di Ethnologue classifica il tofa al livello 8b (nearly extinct).
Tentativi di rivitalizzazione si limitano ad attività folcloriche e a iniziative scolastiche occasionali nel villaggio di Alygdžer, dove dal 1990 alcune classi elementari ricevono qualche ora settimanale di tofa come materia ornamentale. Non esistono media radiotelevisivi in tofa, né una produzione editoriale regolare.
Il festival annuale Argamchi-Yry ("canto del lazo"), organizzato dal Centro culturale di Nižneudinsk a luglio, costituisce oggi la principale occasione pubblica di esposizione alla lingua, attraverso esecuzioni di canti tradizionali (ülger), cerimonie di legatura dei nastri propiziatori e gare di tiro al lazo.