| Lisimachia | |
|---|---|
| Nome originale | Λυσιμάχεια, Lysimácheia |
| Cronologia | |
| Fondazione | 309 a.C., con Lisimaco |
| Fine | 198 a.C. |
| Causa | distruzione da parte dei traci |
| Rifondazione | 196 a.C., con Antioco III |
| Territorio e popolazione | |
| Lingua | greco antico, latino |
| Localizzazione | |
| Stato attuale | |
| Località | Ortaköy, provincia di Çanakkale |
| Coordinate | 40°34′48″N 26°52′48″E |
| Cartografia | |
I gradi "26.88 e 26.75081" di longitudine non sono validi | |
Lisimachia (in greco antico Λυσιμάχεια?, Lysimácheia) era un'antica città situata all'estremità nord-occidentale del Chersoneso tracico, nell'attuale provincia turca di Çanakkale, in prossimità del golfo di Saros.
Lisimachia fu fondata nel 309 a.C. da Lisimaco, a quel tempo satrapo di Tracia, il quale distrusse le città di Cardia e Pactye per far spazio al nuovo insediamento; la città diventò un importante baluardo contro le invasioni di galli e traci, ma, già nel 287 a.C. fu devastata a seguito di un terremoto. Fu ricostruita e alla morte di Lisimaco nel 281 a.C., il suo corpo fu seppellito in un tempio a lui dedicato, il Lysimacheion; la città fu quindi prima occupata da Tolomeo Cerauno, il quale vi si fece incoronare, e poi da Tolomeo II Filadelfo. La città passò infine sotto il controllo dell'impero seleucide e nel 277 a.C. fu teatro di un'importante battaglia tra Antigono II Gonata e un'orda gallica; diventò inoltre un membro esterno della lega etolica. Nel 202 a.C. fu conquistata da Filippo V di Macedonia e nel 198 a.C. fu devastata da un'invasione di traci; nel 196 a.C. fu ricostruita da Antioco III il Grande, il quale però lasciò che l'Europa, e quindi anche tutto il Chersoneso, fosse conquistata dai Romani nel 190 a.C.
In età romana la città entrò in un periodo di forte decadenza, tanto che alla fine del I secolo Plinio il Vecchio la descrive come praticamente deserta. Viene citata per l'ultima volta nel IV secolo con il suo nome da Ammiano Marcellino.