La litòte (dal greco antico litótēs, "semplicità" e "attenuazione", da litós "semplice") è una figura retorica che consiste nel dare un giudizio o fare un'affermazione adoperando la negazione di un'espressione di senso contrario. Si ha quando si sostituisce un'espressione troppo cruda con la negazione del contrario. Può avere intento di attenuazione o enfasi, ma anche di eufemismo o ironia.
Un esempio di litote è dire "non mi sento troppo bene", per dire "mi sento male", in questo caso con valore intensivo.
Un esempio di litote è la definizione che Alessandro Manzoni dà di Don Abbondio nei Promessi sposi:
Un altro esempio di litote si ha in Foscolo, nel sonetto A Zacinto:
Anche nella Divina Commedia si trova un esempio di litote nel Canto II dell'Inferno: