| Los domingos | |
|---|---|
| Lingua originale | spagnolo |
| Paese di produzione | Spagna |
| Anno | 2025 |
| Durata | 115 min |
| Genere | drammatico |
| Regia | Alauda Ruiz de Azúa |
| Sceneggiatura | Alauda Ruiz de Azúa |
| Produttore | Marisa Fernández Armenteros, Sandra Hermida, Nahikari Ipiña, Manu Calvo |
| Casa di produzione | Buenapinta Media, Colosé Producciones, Sayaka Producciones, Encanta Films, Think Studio, Los desencuentros película AIE, Movistar Plus+ |
| Distribuzione in italiano | Movies Inspired |
| Fotografia | Bet Rourich |
| Montaggio | Andrés Gil |
| Costumi | Ana Martínez Fesser |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Los domingos (lett. "Le domeniche" in spagnolo) è un film del 2025 scritto e diretto da Alauda Ruiz de Azúa.
Ainara, diciassettenne di buona famiglia basca, comunica al padre, rimasto vedovo, che desidera entrare in un convento di suore di clausura per capire la propria vocazione. I suoi familiari, che ogni domenica a pranzo si riuniscono a casa della nonna paterna, rimangono interdetti, convinti che avrebbe intrapreso un percorso di studi universitari. Ma l'impatto di questa notizia colpisce soprattutto zia Maite, una donna attiva, intelligente, determinata e presumibilmente tollerante. Così, zia e nipote diventano protagoniste e antagoniste di questo conflitto.
Il progetto, che all'epoca risultava in fase di sviluppo, è stato annunciato nel maggio 2024. Nel gennaio del 2025, prima dell'inizio delle riprese, Ruiz de Azúa ha affermato che i suoi precedenti lavori, Lullaby e Querer, erano, in un certo senso, le «fondamenta» di Los domingos.
Il film è una coproduzione delle società spagnole Sayaka Producciones, Buenapinta Media, Encanta Films, Los Desencuentros Película AIE, Think Studio, Colosé Producciones e Movistar Plus+, in associazione con la francese Le Pacte, con il sostegno dell'Instituto de la Cinematografía y de las Artes Audiovisuales (ICAA).
Il film è stato girato interamente nella provincia basca di Biscaglia, in diversi comuni come Guernica e Getxo. A Getxo si trova il convento di Santa Clara, appartenuto per 600 anni alle monache clarisse, poi sconsacrato e di proprietà del Governo basco. Le scene ambientate nella chiesa visitata da Ainara sono state girate nella chiesa parrocchiale del Santissimo Redentore, nel quartiere di Algorta di Getxo, un edificio in stile art nouveau appartenente all'Ordine della Santissima Trinità. Tra le altre scene figura anche il conservatorio di musica di Leioa.
Le riprese sono state effettuate per sette settimane tra febbraio e aprile 2025.
Los domingos è stato presentato in anteprima il 22 settembre 2025 al 73º Festival internazionale del cinema di San Sebastián. Successivamente è stato presentato il 17 ottobre 2025 in Concorso alla 23ª edizione di Alice nella città. L'anteprima nordamericana è stata il 6 gennaio 2026 al 37º Palm Springs International Film Festival nella sezione World Cinema Now.
Los domingos è uscito nelle sale cinematografiche spagnole il 24 ottobre 2025, in quelle italiane il 2 aprile 2026 distribuito da Movies Inspired.
Il film ha incassato 443 000 euro nel fine settimana di apertura, conquistando il quarto posto al botteghino spagnolo. A novembre, dopo 31 giorni di programmazione, aveva incassato 3226426 € con 523 048 spettatori. Dopo oltre 20 settimane di programmazione nelle sale spagnole, ha registrato un incasso di quasi 5 milioni di euro con oltre 700.000 spettatori.
Alfonso Rivera, su Cineuropa, ha definito il film, senza giochi di parole, «miracoloso», chiedendosi come una premessa «così poco accattivante» possa «trasformarsi in un film che cattura lo spettatore fin dalle prime inquadrature e non lo lascia andare fino ai titoli di coda?»
Elsa Fernández-Santos, su El País, ha definito il film un dramma familiare sobrio e ambiguo che, senza schierarsi, fluttua come una falena attorno alla luce di un dibattito complesso, le cui certezze e contraddizioni rimangono in sospeso.
Jonathan Romney, su Screen Daily, ha osservato che Ruiz de Azúa fonde «con eleganza» il film di formazione e il dramma sulla crisi di fede, con Blanca Soroa all'altezza della situazione sul piano interpretativo grazie a un'intensità «commovente e perfettamente modulata».
Il sito francese AlloCiné ha registrato una media di 3,9 su 5 da parte di 27 critici e segnala che Éric Neuhoff su Le Figaro ha ritenuto che, grazie a una premessa originale e a un'attrice, Blanca Soroa, che emana mistero, Ruiz de Azúa confermi il proprio straordinario talento, definendo il film un «miracolo».
Francesco Puma, sul sito Quinlan.it, assegna 8 su 10 e commenta: la regista «firma un film che prende la fede sul serio e, proprio per questo, la trasforma in una forza di disordine capace di attraversare la famiglia come una frattura intima e irrimediabile. [...] Un'opera sobria e inquieta, rigorosa nella forma, acuta nella scrittura, attraversata da una tensione che riguarda meno la religione in sé che il prezzo di ogni decisione autentica e la difficoltà, per chi ama, di lasciare davvero libero l'altro».