Sposò Mary Bolton, con la quale ebbe due figlie. Morì per un attacco cardiaco a Buffalo (New York) il 3 maggio 1952, poco dopo una conferenza pubblica.
Ricerche
Dopo il dottorato entrò nello staff dell'Università di Chicago, con una parentesi alla Tulane University nel 1928–1929, quindi tornò a Chicago dove fu assistant professor nel 1931, professore associato nel 1932 ed ebbe la cattedra nel 1940. Tra i suoi interessi scientifici vi erano urbanizzazione, minoranze, comunicazione di massa e sociologia della conoscenza. Il suo contributo più noto è il saggio Urbanism as a Way of Life, pubblicato sull'American Journal of Sociology nel 1938, in cui utilizza la nozione weberiana di tipo ideale ponendo urbano e rurale agli estremi di un continuum analitico.
Compendiò nei suoi saggi le conoscenze teoriche ed i risultati empirici delle ricerche fatte nel periodo classico della scuola di Chicago, in cui predominava l'interesse per le sub-culture etniche, insediate nelle aree naturali della città. Egli tentò di arrivare ad una definizione sociologicamente significativa di città, che cercasse di mettere in luce quegli elementi dell'urbanesimo che lo caratterizzano come modo distintivo di vita.
Procedette isolando tre variabili fondamentali: dimensione dell'insediamento, densità, eterogeneità.
Il punto centrale della sua analisi è, quindi, un modello urbano in cui i tre fattori individuati siano considerati variabili indipendenti e la personalità dell'abitante variabile dipendente.
Opere
(EN) The Ghetto, Chicago, University of Chicago Press, 1928.
Il ghetto, Milano, Edizioni di Comunità, 1968, SBNVIA0022789.