Lupo Protospata (1030 circa – 1102) è stato un cronista attivo in Puglia nel secolo XI.
Lupo è considerato l'autore del Chronicon rerum in regno Neapolitano gestarum, una cronaca di fatti occorsi nel Mezzogiorno d'Italia dall'anno 855 al 1102: gli eventi più antichi furono attinti certamente dagli Annales Barenses, mentre maggiori dettagli si riscontrano per il periodo dal 1082 al 1102, in quanto contemporanei allo scrittore; in particolare, Lupo riporta con una certa attenzione, oltre a calamità e curiosità astronomiche (terremoto del 1087, cometa del 1098), gli eventi storici che portarono alla conquista normanna del Sud e fatti di rilevanza religiosa (il terzo sinodo di Melfi del 1089 e quello tenutosi a Bari nel 1099).
Il Chronicon di Lupo fu poi utilizzato dall'Anonimo Barese per la stesura della sua Cronaca.
Il nome di Lupo non è riportato in nessun dei codici antichi superstiti, ma compare solo in età moderna (dall'edizione del Caracciolo del 1626): pertanto la sua reale esistenza in quanto cronista è stata messa in dubbio dagli studiosi. Per l'attenzione alle vicende di questa o di quella città è stato considerato originario di Matera, di Bari o di Salerno.
Un Lupo "imperiale prothospatario" è documentato in un diploma (sospetto) del 1063 di Venosa e in altri due documenti rogati ad Ascoli Satriano nel 1067 e nel 1080 dove si firma Lupus imperialis prothospata et "tepoterete" (comandante militare di un distretto bizantino).

Un protospatario di nome Lupo è inoltre attestato nell'iscrizione incompleta che rimane sulla base della Colonna terminale della via Appia a Brindisi:
Tradizionalmente gli storici locali, pur in assenza di documentazione, hanno sempre collocato al IX secolo la ricostruzione di Brindisi che aveva subito devastazioni durante l'alto medioevo: in tal modo il Lupo dell'iscrizione difficilmente potrebbe essere lo stesso della Cronaca e dei documenti dell'XI secolo di Ascoli Satriano. Per identificare il Lupo cronista col protospatario bizantino di Brindisi bisognerebbe poter collocare questa (presunta) ricostruzione urbanistica all'XI secolo e più precisamente negli ultimi anni della dominazione bizantina, prima che i Normanni conquistino la città (1070) insieme a tutta la Puglia. Una simile ipotesi non si può escludere (vedi Storia di Brindisi), fatte salve le risultanze di ordine epigrafico che paradossalmente non sono mai state prese in considerazione.
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