| Museo d'arte della Svizzera italiana (MASI Lugano) | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Lugano |
| Indirizzo | Piazza Bernardino Luini 6; Via Canova 10 |
| Coordinate | 45°59′58.06″N 8°56′53.74″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Museo d'arte |
| Collezioni | Arte moderna, contemporanea e patrimonio artistico della Svizzera italiana |
| Periodo storico collezioni | dal Rinascimento al XXI secolo |
| Superficie espositiva | 3 400 m² m² |
| Istituzione | 2015 |
| Fondatori | Cantone Ticino, Città di Lugano |
| Apertura | 12 settembre 2015 |
| Proprietà | Fondazione Museo d'arte della Svizzera italiana |
| Gestione | Fondazione Cultura e Musei |
| Direttore | Tobia Bezzola |
| Visitatori | 127 890 (2024) |
| [masilugano.ch Sito web] | |
Il Museo d'arte della Svizzera italiana, noto anche come MASI Lugano, è uno dei principali musei d'arte della Svizzera, con sede a Lugano nel Canton Ticino. Nato nel 2015 dall'unione del Museo Cantonale d'Arte e del Museo d'Arte della Città di Lugano, rappresenta oggi il centro di riferimento per la conservazione, la ricerca e la diffusione dell'arte nella Svizzera italiana.
Il museo dispone di due sedi espositive, una all'interno del LAC - Lugano Arte Cultura, inaugurata nel 2015, e l'altra nello storico Palazzo Reali, riaperto nel 2019 dopo un restauro integrale. A queste si aggiunge la collaborazione con la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, che dal 2012 offre una selezione di opere del Novecento e dell'arte contemporanea internazionale.
Grazie alla qualità delle collezioni, alla dimensione interdisciplinare e alle collaborazioni con istituzioni come il Musée d'Orsay, il Museum of Modern Art e la Tate Modern, il MASI è considerato uno dei poli culturali più importanti dell'Europa meridionale e uno dei musei svizzeri di maggior rilievo internazionale.
Il museo è membro di Art Museums of Switzerland, rete che riunisce i principali musei d'arte elvetici selezionati da Svizzera Turismo per la loro eccellenza scientifica e culturale, e riceve il sostegno dell'Ufficio federale della cultura e del Cantone Ticino.
L'origine del MASI si inserisce nel lungo processo di istituzionalizzazione dell'arte nella Svizzera italiana, avviato tra Ottocento e Novecento. Prima della fondazione del museo nel 2015, la storia delle sue collezioni affonda le radici nel Museo Cantonale d'Arte, istituito nel 1987, e nel Museo d'Arte della Città di Lugano, inaugurato nel 1992 a Villa Malpensata. Entrambe le istituzioni nascevano a loro volta da iniziative ottocentesche di raccolta e tutela del patrimonio artistico locale.
Nel corso del XIX secolo, Lugano e il Canton Ticino si affermarono come un crocevia culturale tra area italiana e mondo elvetico. Dopo l'apertura della Ferrovia del Gottardo (1882) e la trasformazione urbana della città, il desiderio di dotarsi di un museo d'arte si fece sempre più concreto.
Già nel 1892 la Società Ticinese di Belle Arti propose la creazione di un museo nella chiesa di Santa Maria degli Angioli, sostenuta dagli architetti Antonio Battaglini e Augusto Guidini. Il progetto non fu realizzato per mancanza di fondi, ma segnò l'inizio di una riflessione istituzionale sul ruolo dell'arte nella Svizzera italiana.
Durante la seconda metà dell'Ottocento, la crescita della borghesia ticinese e la presenza di artisti locali come Luigi Rossi, Filippo Franzoni e Adolfo Feragutti Visconti alimentarono la nascita di collezioni private, alcune delle quali confluirono più tardi nel patrimonio pubblico cantonale.
Il primo dibattito organico sulla necessità di un museo d'arte cantonale risale al 1893, quando il consigliere di Stato Giuseppe Caccia suggerì di destinare a tale scopo un edificio pubblico, proponendo l'istituzione di un museo dedicato alle arti figurative e alle tradizioni regionali. Tuttavia, la proposta non venne attuata, e per diversi decenni le opere d'arte rimasero disperse tra chiese, collezioni e sale comunali.
La prima guerra mondiale e il periodo immediatamente successivo determinarono una sospensione di ogni progetto, ma la questione tornò attuale a partire dagli anni Venti, con la fondazione di società artistiche e circoli culturali, preludio alle istituzioni museali del secolo successivo.
Il dibattito sulla creazione di un museo d'arte ticinese riprese vigore nel XX secolo, in concomitanza con la nascita dello Stato del Canton Ticino moderno e con l'affermazione di una coscienza culturale regionale.
Nel 1942 lo storico dell'arte Pietro Chiesa pubblicò un articolo intitolato Avrà l'arte della Svizzera italiana il proprio museo?, nel quale auspicava la nascita di un'istituzione che potesse rappresentare il patrimonio artistico del Sud delle Alpi, allineandolo agli standard dei grandi musei federali di Zurigo, Berna e Ginevra.
La proposta trovò sostegno nel contesto del 150º anniversario dell'indipendenza del Canton Ticino (1953), quando il Governo cantonale dichiarò la necessità di creare un museo pubblico d'arte. Il Gran Consiglio ticinese approvò nel 1956 la donazione al Cantone di Palazzo Reali, edificio seicentesco situato nel centro di Lugano, che fu destinato a sede museale.
I lavori di ristrutturazione dell'edificio, approvati con decreto legislativo nel 1979, durarono quasi un decennio e portarono all'apertura ufficiale del Museo Cantonale d'Arte nel 1987. La missione istituzionale del museo fu definita nel regolamento del 22 marzo 1989, che stabiliva i compiti di acquisire, conservare ed esporre opere d'arte, promuovere la ricerca, organizzare esposizioni temporanee e collaborare con scuole e istituzioni culturali ticinesi.
Durante i suoi primi trent'anni di attività il museo ospitò oltre cento mostre temporanee, molte delle quali dedicate agli artisti ticinesi tra Ottocento e Novecento. Tra le esposizioni più rilevanti figurano le retrospettive su Giovanni Serodine, Luigi Rossi, Filippo Franzoni e Ferdinando Fontana, che contribuirono alla riscoperta dell'identità culturale della regione.
Parallelamente, l'attività artistica municipale si era sviluppata attorno alla figura del mecenate Antonio Caccia, che nel 1893 donò alla Città di Lugano la sua collezione di opere d'arte e Villa Malpensata, con l'intento di fondare un museo civico.
La prima esposizione permanente fu inaugurata nel 1912, e nel 1933 la Villa Ciani ospitò il Museo Civico di Belle Arti – Fondazione Caccia. Con l'espansione delle attività culturali cittadine, nel 1968 il Comune istituì il Dicastero Musei e Cultura, incaricato di organizzare eventi artistici e di pianificare l'ammodernamento delle strutture espositive.
Nel 1973 fu completato il restauro di Villa Malpensata, che divenne sede di mostre temporanee, mentre nel 1992 venne istituito ufficialmente il Museo d'Arte della Città di Lugano. L'istituto assunse un ruolo di rilievo internazionale, ospitando rassegne di arte moderna e contemporanea e instaurando collaborazioni con musei come la Fondazione Beyeler e il Museo d'Arte Moderna di Parigi.
Tra il 1992 e il 2015 il museo organizzò circa ottanta esposizioni, fra cui importanti retrospettive su Alberto Giacometti, Paul Klee, Umberto Boccioni e Mario Sironi, raggiungendo oltre un milione di visitatori complessivi.
Nel 2012 fu inaugurato uno spazio espositivo permanente dedicato alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, accanto al LAC in Riva Caccia. La collezione, in comodato alla Città di Lugano, comprende oltre duecento opere di arte italiana e internazionale dal XX secolo ai giorni nostri, con particolare attenzione al Futurismo, al Nouveau Réalisme, all'Arte povera e alle avanguardie concettuali.
Fra gli artisti rappresentati figurano Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Mario Merz, Piero Manzoni, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Le opere sono esposte secondo un criterio tematico e ruotano periodicamente in dialogo con la programmazione del MASI Lugano.
L'idea di fondere le due principali istituzioni artistiche luganesi emerse nel 2005, durante i lavori di progettazione del nuovo centro culturale LAC. Nel 2010 il Cantone Ticino e la Città di Lugano sottoscrissero un accordo di collaborazione per creare sinergie tra il Museo Cantonale d'Arte e il Museo d'Arte della Città.
Dal 2012 i due musei operarono sotto una direzione congiunta e nel 2015 fu istituita la Fondazione Museo d'arte della Svizzera italiana, ente autonomo di diritto pubblico incaricato della gestione del nuovo museo. La fondazione è amministrata da un Consiglio di Fondazione composto da rappresentanti del Cantone, della Città di Lugano e di personalità del mondo artistico e accademico.
Il 9 novembre 2015 il MASI fu ufficialmente inaugurato nella sede del LAC Lugano Arte e Cultura, che ne divenne il cuore operativo. La seconda sede di Palazzo Reali rimase chiusa per restauro fino al 2019, quando fu riaperta al pubblico con un nuovo allestimento permanente dedicato alla storia dell'arte ticinese.
La nascita del MASI segnò la creazione di una delle più importanti istituzioni culturali della Svizzera contemporanea, concepita come piattaforma interdisciplinare tra arti visive, musica e teatro. La sua missione, definita dagli enti fondatori, è quella di valorizzare l'identità storica e culturale della Svizzera italiana, promuovendo allo stesso tempo il dialogo internazionale attraverso mostre, scambi e programmi di ricerca.
Il Museo d'arte della Svizzera italiana si articola su due sedi principali – il LAC Lugano Arte e Cultura e Palazzo Reali – oltre alla collaborazione permanente con la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati. La struttura museale è completata da depositi, laboratori di conservazione, archivi e spazi didattici, concepiti per integrare funzioni scientifiche e divulgative secondo gli standard ICOM.
Le sedi, complementari per destinazione e concezione architettonica, riflettono due anime del museo: quella contemporanea e interdisciplinare del LAC, e quella storica e patrimoniale di Palazzo Reali.

La sede principale del MASI si trova all'interno del LAC – Lugano Arte e Cultura, inaugurato nel 2015 e progettato dall'architetto svizzero Ivano Gianola. L'edificio, situato sul lungolago di Lugano, rappresenta uno dei complessi culturali più grandi della Svizzera italiana, con una superficie totale di oltre 15 000 m², di cui circa 2 500 destinati alle arti visive.
Il progetto, vincitore di un concorso internazionale bandito nel 1999, si inserisce in continuità con il fronte lacustre della città e dialoga con il paesaggio circostante grazie a una facciata vetrata che apre la vista verso il Lago di Lugano e il Monte Brè. L'edificio si articola in tre livelli espositivi, un auditorium da 1 000 posti, sale multifunzionali, spazi per eventi e un'area didattica.
Gli spazi museali del MASI al LAC comprendono sale di grande formato per mostre temporanee, un'area dedicata alle collezioni permanenti e uno spazio modulare per installazioni contemporanee. Il sistema di climatizzazione e illuminazione è progettato secondo le normative museali internazionali, consentendo l'esposizione di opere di alto valore storico e artistico.
Il percorso espositivo si sviluppa su un asse verticale che unisce il piano d'ingresso con i livelli inferiori, creando una continuità visiva e funzionale. L'atrio, con un'altezza di oltre 16 metri, funge da spazio di accoglienza e di collegamento tra le varie sezioni del complesso culturale.
La sede del LAC è concepita come un museo aperto e interdisciplinare, dove il MASI dialoga con le arti performative, la musica sinfonica e il teatro, offrendo una programmazione congiunta che contribuisce all'identità culturale della regione.

La seconda sede del MASI è ospitata nello storico Palazzo Reali, situato in via Canova nel centro di Lugano. L'edificio, originario del XVII secolo, fu acquistato dal Cantone Ticino nel 1956 e restaurato tra il 1979 e il 1987 per accogliere il Museo Cantonale d'Arte.
Dopo la nascita del MASI nel 2015, Palazzo Reali è stato oggetto di un nuovo intervento di restauro e riallestimento museografico, condotto tra il 2016 e il 2019 sotto la supervisione della Divisione della Cultura e degli Studi Universitari del Cantone Ticino. La riapertura ufficiale è avvenuta nel dicembre 2019, con un allestimento che valorizza le collezioni storiche e i nuclei artistici legati al territorio ticinese.
La struttura si sviluppa su tre piani per un totale di circa 900 m². I primi due livelli sono destinati alle mostre temporanee e alle collezioni permanenti, mentre il terzo ospita gli uffici amministrativi, la biblioteca specializzata e un laboratorio di restauro.
Dal punto di vista architettonico, Palazzo Reali è un esempio di edilizia nobiliare barocca, con facciata sobria e cortile interno a loggiato. Gli interventi contemporanei hanno introdotto soluzioni museografiche discrete, che rispettano l'impianto storico integrando tecnologie di climatizzazione, illuminazione e sicurezza di ultima generazione.
Adiacente al LAC, in Riva Caccia 1, si trova lo spazio espositivo dedicato alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, parte integrante del sistema MASI dal 2012. Lo spazio, progettato dallo studio di architettura Durisch + Nolli, è caratterizzato da un allestimento essenziale che favorisce la concentrazione visiva sulle opere, illuminate da un sistema di luce naturale filtrata.
L'area, di circa 400 m², accoglie una selezione di opere del XX secolo e dell'arte contemporanea internazionale, esposte secondo un criterio tematico e in dialogo con le mostre del LAC. Le esposizioni sono curate in collaborazione con il MASI e ruotano con cadenza semestrale.
La collezione, che comprende artisti come Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Marisa Merz, Giulio Paolini, Piero Manzoni, Mario Merz e Jannis Kounellis, è riconosciuta come una delle più importanti raccolte private italiane aperte al pubblico. La sua presenza a Lugano rappresenta un elemento strategico per il posizionamento internazionale del museo, rafforzando la rete di collaborazioni con gallerie e fondazioni europee.
Oltre alle sedi espositive principali, il MASI dispone di depositi climatizzati, archivi fotografici e digitali, un centro di documentazione e un'area di ricerca dedicata alla conservazione preventiva. Dal 2020 il museo ha adottato una politica di sostenibilità ambientale basata su un piano energetico condiviso con la Città di Lugano e l'Ufficio federale dell'ambiente per la riduzione delle emissioni e l'ottimizzazione dei consumi negli edifici museali.
Tutte le sedi del MASI sono accessibili al pubblico con percorsi privi di barriere architettoniche, ascensori e dispositivi inclusivi per visitatori con disabilità visive o motorie. Nel 2021 il museo ha ottenuto il marchio svizzero Cultura Inclusiva, riconoscimento ufficiale per l'accessibilità nelle istituzioni culturali.
La programmazione espositiva del MASI si sviluppa su entrambe le sedi con un calendario continuativo che integra mostre monografiche e collettive, progetti di ricerca sulle collezioni, focus tematici e collaborazioni con istituzioni svizzere e internazionali. La sede del LAC privilegia progetti di ampio respiro dedicati all'arte del XX e XXI secolo, mentre Palazzo Reali concentra l'attenzione su nuclei storici, artisti attivi nella Svizzera italiana e valorizzazione del patrimonio. La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati propone rotazioni semestrali che dialogano con le linee curatoriali del museo.
Le linee curatoriali, definite dalla direzione in accordo con la Commissione scientifica e i fondatori pubblici, comprendono approfondimenti su movimenti e autori del Novecento europeo, ricognizioni sull'arte in Ticino nel lungo periodo tra Ottocento e secondo dopoguerra, e progetti dedicati alla cultura visiva contemporanea in prospettiva interdisciplinare. La programmazione prevede l'alternanza di progetti prodotti internamente e mostre coprodotte con partner come Aargauer Kunsthaus, Fotostiftung Schweiz, Photo Elysée, Museum Folkwang, Centre Pompidou e istituzioni italiane e tedesche, con particolare attenzione ai progetti che includono ricerche, prestiti mirati e pubblicazioni scientifiche.
Alla sede LAC sono stati presentati negli anni progetti monografici e tematici dedicati, tra gli altri, a Paul Klee, René Magritte, Markus Raetz, Albert Oehlen, Nicolas Party, nonché grandi rassegne sulla fotografia storica e moderna. La sede ospita inoltre allestimenti periodici delle collezioni in chiave tematica e comparativa, con aggiornamenti regolari e focus sulle nuove acquisizioni.
Palazzo Reali concentra la programmazione su mostre che valorizzano il patrimonio storico-artistico del museo e di prestatori istituzionali, con ricognizioni su artisti e raccolte di riferimento per la storia dell'arte nella Svizzera italiana e nell'Italia settentrionale. Tra i progetti recenti si segnalano mostre su Antonio Ciseri, il paesaggio tra Ottocento e primo Novecento, la scultura nella collezione e le presentazioni della collezione permanente in assetto tematico.
La strategia espositiva si fonda su coproduzioni e scambi di opere con istituzioni svizzere e internazionali, che consentono la circolazione dei contenuti, l'ottimizzazione dei costi e la crescita scientifica dei progetti. Il MASI ha sviluppato collaborazioni con Aargauer Kunsthaus, Museum Folkwang, Fotostiftung Schweiz, Photo Elysée, Centre Pompidou, Serpentine e musei italiani e tedeschi, con progetti accompagnati da prestiti d'eccezione e apparati catalografici condivisi.
Ogni progetto espositivo è accompagnato da pubblicazioni scientifiche, cataloghi e materiali di studio prodotti o coprodotti dal museo, in collaborazione con editori svizzeri e internazionali. L'attività editoriale comprende inoltre repertori sulle collezioni, guide alle sedi e quaderni di ricerca. I rapporti annuali documentano programmazione, prestiti, conservazione, pubblico e attività di mediazione.
Il museo propone attività di mediazione per scuole, famiglie, adulti e pubblici specifici, con visite guidate, laboratori, conferenze e percorsi inclusivi. Dal 2020 il MASI aderisce al marchio svizzero Cultura Inclusiva, implementando misure di accessibilità fisica e cognitiva nelle due sedi e nei contenuti digitali.
Le collezioni amministrate dal MASI coprono un arco cronologico che va dalla fine del Quattrocento alla contemporaneità, con nuclei significativi relativi alla produzione artistica nella Svizzera italiana e ai rapporti con l'Italia settentrionale e l'Europa centro-settentrionale. Il patrimonio è costituito dalla Collezione dello Stato del Cantone Ticino, dalla Collezione della Città di Lugano e dalla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, resa disponibile in usufrutto e oggetto di progetti espositivi dedicati. Il museo cura acquisizioni selettive, prestiti in entrata e in uscita, attività di conservazione e restauro, catalogazione e digitalizzazione progressiva dei fondi.
I nuclei storici comprendono dipinti, sculture, disegni e grafica tra Rinascimento e primo Novecento, con particolare rappresentanza di autori attivi tra Lombardia e Ticino. Per l'età contemporanea sono presenti opere di riferimento dell'arte svizzera e italiana del XX secolo e ricerche recenti internazionali, con presenze di fotografia, installazione e nuovi media in dialogo con la pittura e la scultura.
La raccolta cantonale si è formata attorno al Museo Cantonale d'Arte a partire dal 1987 e comprende opere storiche e moderne con un'attenzione alla documentazione della produzione artistica della Svizzera italiana e dei suoi scambi. La gestione e la movimentazione sono regolate da convenzioni tra il Cantone Ticino e la Fondazione MASI, che prevedono l'uso degli spazi espositivi delle sedi e la circolazione delle opere per progetti scientifici e mostre temporanee.
La collezione civica, avviata tra XIX e XX secolo e strutturata nel corso delle attività del Museo d'Arte della Città di Lugano, comprende dipinti, sculture, grafica e fotografia storica e contemporanea. L'insieme è amministrato dalla Fondazione MASI in base a uno statuto che tutela proprietà e indirizzi di conservazione e valorizzazione definiti con il mandante pubblico.
La Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, in usufrutto alla Città di Lugano dal 2012, consta di opere del primo Novecento e dell'arte contemporanea con particolare attenzione alla ricerca italiana e al Nouveau Réalisme. La sede di Riva Caccia 1 propone allestimenti tematici e progetti monografici che si integrano con la programmazione del MASI e con la ricerca sulle collezioni istituzionali.
Le acquisizioni privilegiano opere coerenti con gli assi di ricerca del museo e con la documentazione della scena artistica nella Svizzera italiana in relazione ai contesti nazionali e internazionali. I prestiti in entrata e in uscita sono regolati da protocolli conservativi e assicurativi conformi agli standard ICOM e ai principi di gestione del rischio adottati dalle istituzioni svizzere. I rapporti annuali rendicontano quantità e destinazioni dei prestiti, con indicazione delle principali istituzioni partner e dei progetti coprodotti.
La conservazione delle opere è affidata a un laboratorio interno con specialisti e collaborazioni esterne. Le procedure comprendono monitoraggio climatico, interventi di restauro programmati e redazione di condition report in occasione di movimentazioni. I depositi sono organizzati per tipologia e materiali, con sistemi di scaffalatura e imballaggio conformi agli standard museali. La sede di Palazzo Reali ospita spazi tecnici e un atelier per attività di mediazione e didattica legate alla conoscenza dei materiali e delle tecniche.
La catalogazione segue standard descrittivi compatibili con i sistemi in uso nelle istituzioni svizzere e con i vocabolari controllati internazionali. La digitalizzazione delle opere avviene progressivamente, con priorità alle opere esposte, ai nuclei storici e alle opere soggette a prestiti ricorrenti. I metadati sono allineati agli standard del settore per favorire interoperabilità e scambio scientifico.
Il Museo d'arte della Svizzera italiana è gestito dalla Fondazione Museo d'arte della Svizzera italiana, Lugano, costituita nel 2015 dalla Città di Lugano e dalla Repubblica e Cantone Ticino con lo scopo di assicurare continuità amministrativa, tutela e valorizzazione delle collezioni pubbliche, nonché programmazione espositiva in linea con gli standard museali internazionali. La Fondazione definisce la strategia in accordo con i mandanti pubblici, nomina la direzione e approva i piani annuali di attività e di bilancio. Le collezioni rimangono di proprietà dei fondatori pubblici e sono affidate in gestione alla Fondazione secondo convenzioni e statuti dedicati.
Gli organi della Fondazione sono il Consiglio di fondazione, la Direzione e la Commissione scientifica. Il Consiglio di fondazione esercita le funzioni di indirizzo e vigilanza, approva il programma pluriennale, i bilanci e i regolamenti interni, e sovrintende agli accordi con i partner istituzionali. La Direzione cura la programmazione espositiva, la gestione del personale, la politica delle collezioni, i prestiti e la conservazione. La Commissione scientifica supporta la Direzione con pareri su progetti espositivi, acquisizioni e pubblicazioni, in coerenza con le priorità di ricerca del museo e con gli standard ICOM.
La Direzione è affidata a un direttore unico, responsabile delle due sedi espositive e delle attività connesse alle collezioni, coadiuvato da curatori, registrar, conservatori-restauratori, responsabili mediazione e comunicazione, staff tecnico e amministrativo. La struttura organizzativa è definita dalla Fondazione con mansionari specifici per la gestione museale, la sicurezza delle opere e la qualità dei servizi al pubblico.
Il museo fa parte del network Art Museums of Switzerland promosso da Svizzera Turismo e, in quanto istituzione sostenuta da fondatori pubblici, collabora con i principali musei e fondazioni svizzere per coproduzioni, scambi e prestiti. La rete comprende cooperazioni con Aargauer Kunsthaus, Museum Folkwang, Fotostiftung Schweiz, Photo Elysée, Centre Pompidou, Serpentine e altre istituzioni europee, secondo intese che prevedono condivisione di contenuti scientifici, cofinanziamenti e pubblicazioni congiunte.
Nel corso della sua attività, il Museo d'arte della Svizzera italiana ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali per la qualità della programmazione, la gestione delle collezioni e i progetti di mediazione culturale. L'istituzione è inclusa nei programmi di promozione museale di Svizzera Turismo e nelle iniziative dell'Ufficio federale della cultura dedicate alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.
Tra i principali riconoscimenti:
Il MASI è membro dell'Associazione dei musei svizzeri e partecipa a progetti di ricerca con istituzioni universitarie, tra cui l'Università della Svizzera italiana e la SUPSI, con attività che comprendono stage, formazione, pubblicazioni scientifiche e progetti di digital humanities applicati ai beni artistici.
Tra le partnership figurano progetti e scambi con il Kunsthaus Zürich, il Kunstmuseum Basel, la Fondazione Beyeler, il Centre Pompidou e la Pinacoteca di Brera, finalizzati a prestiti, co-curatele ed esposizioni condivise.
Il museo pubblica cataloghi e volumi scientifici in collaborazione con editori svizzeri e internazionali. Dal 2017 la collana Quaderni del MASI raccoglie studi monografici e atti di convegni sull'arte svizzera e italiana; parte dei contenuti è resa disponibile in open access secondo le linee guida nazionali su open research data.
Il MASI collabora con l'Ufficio federale della cultura e con la Divisione della cultura e degli studi universitari del Cantone Ticino per politiche culturali, conservazione e promozione della cultura visiva. L'istituzione aderisce ai programmi federali Cultura 2030 e allo Swiss Museum Pass per garantire accessibilità e sostenibilità dei servizi museali.
In coordinamento con il LAC, il museo promuove programmi di arte pubblica, progetti interdisciplinari tra arti visive, teatro e musica, e attività formative rivolte a scuole e università. Le linee di sviluppo includono l'estensione della rete di collaborazioni internazionali e la crescita dei servizi digitali e di accessibilità per ampliare i pubblici di riferimento.
Il funzionamento del Museo d'arte della Svizzera italiana è regolato dalla Fondazione MASI Lugano, costituita nel 2015 dalla Città di Lugano e dal Cantone Ticino come enti fondatori. La fondazione è un ente di diritto privato con compiti di gestione pubblica e si conforma ai criteri di trasparenza e indipendenza indicati dall'Ufficio federale della cultura e dalla Divisione della cultura e degli studi universitari del Cantone Ticino.
La fondazione gestisce il museo tramite un Consiglio di fondazione composto da rappresentanti degli enti pubblici fondatori, da esperti nel settore museale e da membri designati da associazioni e fondazioni culturali svizzere. Il Consiglio definisce gli indirizzi strategici, approva i bilanci e nomina la direzione e la commissione scientifica del museo. La gestione operativa coordina le due sedi espositive (LAC e Palazzo Reali) e le attività connesse alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati.
Le entrate del MASI derivano principalmente da:
Nel 2024 il budget annuale ha raggiunto 8,2 milioni di franchi svizzeri, con una ripartizione indicativa pari a circa 60% contributi pubblici, 25% introiti autonomi e 15% donazioni e sponsorizzazioni. I dati finanziari sono certificati da revisori indipendenti e pubblicati nei rapporti annuali.
Dal 2022 il MASI adotta un quadro di sostenibilità ispirato alle linee guida UNESCO su cultura e sviluppo sostenibile, con criteri per approvvigionamenti, allestimenti e compensazione delle emissioni legate ai trasporti delle opere. Il museo partecipa alle iniziative nazionali per l'innovazione museale e la formazione continua promosse dall'Associazione dei musei svizzeri e collabora con l'Università della Svizzera italiana per progetti di digitalizzazione e mediazione culturale.
La fondazione adotta un modello di trasparenza basato sulla pubblicazione annuale di bilanci, relazioni di attività e indicatori di performance. Il controllo finanziario è esercitato dal Cantone e dalla Città di Lugano; la governance fa riferimento al codice svizzero di buone pratiche per gli enti culturali, adottato nel 2023.
Dalla sua fondazione nel 2015, il Museo d'arte della Svizzera italiana è divenuto una delle principali istituzioni culturali della Svizzera italiana, con un ruolo centrale nel sistema museale nazionale. La sua attività espositiva, scientifica e di mediazione culturale ha registrato una crescita costante in termini di pubblico, collaborazioni e riconoscimenti.
Nel 2024 il MASI ha registrato circa 118.000 visitatori complessivi, un aumento del 16% rispetto all'anno precedente, con una media annua stabilmente superiore ai 100.000 ingressi sin dal 2018. Di questi, circa il 52% proviene dal Canton Ticino, il 28% dal resto della Svizzera e il 20% dall'estero, principalmente Italia, Germania e Francia.
La sede principale al LAC rappresenta il 70% degli ingressi totali, mentre la sede di Palazzo Reali e la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati accolgono rispettivamente il 20% e il 10% dei visitatori. I dati di pubblico del MASI lo collocano tra i primi dieci musei svizzeri per affluenza secondo le statistiche dell'Ufficio federale di statistica.
| Anno | Visitatori totali | % variazione | Visitatori LAC | Visitatori Palazzo Reali | Visitatori Collezione Olgiati |
|---|---|---|---|---|---|
| 2016 | 104.462 | – | 85.000 | 13.000 | 6.462 |
| 2018 | 117.930 | +13% | 90.000 | 18.000 | 9.930 |
| 2019 | 86.557 | −27% | 65.000 | 14.000 | 7.557 |
| 2020 | 32.986 | −62% | 20.959 | 10.039 | 1.988 |
| 2021 | 49.864 | +51% | 34.981 | 7.947 | 6.936 |
| 2022 | 101.472 | +103% | 70.312 | 20.180 | 10.980 |
| 2023 | 101.784 | +0.3% | 71.402 | 18.900 | 11.482 |
| 2024 | 118.040 | +16% | 83.620 | 22.350 | 12.070 |
Oltre all'attività espositiva, il MASI svolge un'intensa attività di ricerca e documentazione, con particolare attenzione all'arte moderna e contemporanea della Svizzera italiana e ai rapporti culturali tra Italia e Svizzera. Nel 2024 il museo ha pubblicato sei cataloghi scientifici e ospitato ventiquattro conferenze e simposi internazionali, in collaborazione con istituti accademici come l'Università della Svizzera italiana e il Politecnico federale di Zurigo.
Il museo partecipa a reti internazionali di collaborazione museale come l'Art Museums of Switzerland, coordinata da Svizzera Turismo, e il Network of European Museum Organisations (NEMO), promuovendo la cooperazione tra istituzioni europee d'arte e cultura.
Il MASI sviluppa programmi di mediazione culturale rivolti a pubblici di ogni età attraverso il dipartimento educativo MASI Edu. Nel 2024 sono state realizzate oltre quattrocento attività di mediazione, con più di 17.000 partecipanti tra studenti, famiglie e gruppi specializzati. Tra le iniziative più significative figurano il progetto Scuole al museo, in collaborazione con il Dipartimento dell'educazione del Canton Ticino, e LAC Edu, piattaforma condivisa con il centro culturale LAC per la divulgazione interdisciplinare tra arte, musica e teatro.
Dal 2023 il museo aderisce al marchio Cultura Inclusiva promosso dalla Pro Infirmis, per garantire l'accesso facilitato a persone con disabilità fisiche, sensoriali e cognitive, con percorsi tattili, audioguide dedicate e laboratori inclusivi.
Nel 2025 il MASI dispone di una presenza digitale consolidata, con oltre 22.000 iscritti alla newsletter, 90.000 follower sui canali social e oltre 1,5 milioni di visitatori annuali sul sito ufficiale. Il museo è attivo su Instagram, Facebook, YouTube e Google Arts & Culture, dove presenta visite virtuali e approfondimenti sulle collezioni.
Il museo promuove inoltre una politica di trasparenza digitale pubblicando i propri rapporti annuali, bilanci e indicatori di sostenibilità attraverso la piattaforma Open MASI Data, lanciata nel 2023.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 147144898752950291101 · LCCN (EN) no2016045896 · GND (DE) 107925546X · J9U (EN, HE) 987007388201205171 |
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