
La macchina da bagno (in inglese bathing machine) fu un mezzo di trasporto balneare, solitamente trainato a cavallo o manualmente e in uso tra il XVIII e il XX secolo, all'interno del quale ci si cambiava prima di giungere dalla spiaggia al mare. Il carro aveva lo scopo di raggiungere l'acqua senza mostrarsi svestiti e garantire così una maggiore privacy al suo utilizzatore.

La macchina da bagno si presentava come una cabina in legno dotata di quattro ruote; veniva generalmente trainata da cavalli, ma talvolta era spinta a mano o da un motore a vapore, ed esistevano anche macchine da bagno su binari in legno. Il suo interno si presentava come uno spogliatoio, con ganci per appendere i vestiti e panche su entrambi i lati della cabina. Le pareti potevano essere interamente di legno oppure costituite da un telaio di legno ricoperto da tele. Talvolta erano presenti finestrini laterali dotati di tende.

Per facilitare le manovre, la cabina era solitamente dotata di due porte: una di ingresso e una di uscita. Il servizio era fruibile dopo il pagamento di una tariffa e l'iscrizione in una lista di attesa. Nel 1800 il prezzo per l'utilizzo di una macchina da bagno era pari a 6 penny, a cui si aggiungevano altri 6 penny per un eventuale aiutante; nel caso di una macchina da bagno con ombrellone la tariffa arrivava invece a 1 scellino. Una volta arrivato il proprio turno, i bagnanti entravano dalla porta di ingresso, attraverso una scaletta, all'interno della cabina mobile in sosta sull'estremità della spiaggia più lontana dalla riva. Dentro la cabina avveniva quindi il cambio di abiti, mentre nel frattempo la carrozza veniva spostata, dal conduttore o dal cavallo, verso il mare, fino alla profondità desiderata. A quel punto il cavallo veniva sganciato dalla macchina da bagno e portato via, e il bagnante quindi accedeva al mare utilizzando la porta di uscita della cabina, anch'essa dotata di gradini.
Siccome il cambio di abiti avveniva quando la carrozza era in movimento, tale operazione era non proprio semplice, a causa dei possibili scossoni della carrozza durante il tragitto.
Nella porta di uscita erano spesso installate delle sorte di "tende" o "ombrelloni" che si abbassavano fino al livello dell'acqua, in modo da non essere visti prima della completa immersione in acqua. In alcune macchine da bagno l'uscita sul mare era non solo protetta dagli sguardi, ma anche provvista di ringhiere perimetrali, per una maggiore sicurezza dei bagnanti. Per evitare inoltre che uomini e donne facessero il bagno insieme (pratica allora illegale in molte spiagge pubbliche), le macchine da bagno per uomini erano situate sulla parte opposta della spiaggia rispetto a quelle per le donne.
Sul tetto della cabine poteva essere presente una piccola bandiera, con la quale il bagnante, quando aveva finito il bagno, segnalava al conducente che poteva ripartire.

Stando ad alcune fonti, la macchina da bagno venne ideata nel 1750 dal quacchero di Margate Benjamin Beale. Una testimonianza settecentesca di Thomas Fisher a sostegno della teoria definisce la struttura del carro «semplice, ma piuttosto comoda; e, per mezzo dell'ombrello, i piaceri del bagno possono essere goduti in modo così privato da essere coerenti con la più rigorosa delicatezza»; similmente, l'autore irlandese Walley Chamberlain Oulton, nel 1805, le definì «carrozze a quattro ruote, coperte di tela e dotate di un'estremità di un ombrello dello stesso materiale che viene calato sulla superficie dell'acqua, cosicché la bagnante che scende dalla macchina per pochi gradini sia nascosta alla vista del pubblico; in questo modo, la donna più raffinata è in grado di godere dei vantaggi del mare con la massima delicatezza.» In realtà tale mezzo ha origini anteriori, come confermato da un'incisione di John Setterington, conservata nella biblioteca di Scarborough e datata 1735, in cui appaiono delle macchine da bagno a ridosso di uno specchio d'acqua. Benjamin Beale non sarebbe dunque l'inventore della macchina da bagno, che esisteva già da prima, bensì l'inventore della tenda a soffietto (da lui battezzata modesty hood) installata nella macchina da bagno.

La diffusione della macchina da bagno fu favorita dalla scoperta, avvenuta nel XVIII secolo, degli effetti benefici dell'acqua di mare sulla salute. I bagni in acqua di mare erano spesso indicati nelle prescrizioni mediche del tempo. Si riteneva inoltre che i bagni di acqua fredda potessero curare parecchie patologie, tra cui: incubi, lebbra, peste, rachitismo, infiammazione degli occhi, disturbi femminili, isteria, gotta, stitichezza, traumi cranici, intorpidimento, bronchite, cancro e flatulenza.
Siccome al tempo il nuoto non era un'attività diffusa, per potere svolgere le immersioni terapeutiche le persone all'uscita dal carro erano assistite da aiutanti, chiamati "dippers", che potevano essere uomini o donne, dello stesso sesso del bagnante. Tra l'altro, la medicina del tempo, in linea con gli insegnamenti di Ippocrate, indicava che tali immersioni dovessero essere accompagnate da uno "shock termico", per cui il ruolo dei dippers era anche quello di rendere l'immersione in acqua più traumatica possibile, afferrando con forza i bagnanti e spingendoli nell'acqua più velocemente possibile. Inoltre i dippers avevano il ruolo di verificare che i bagnanti utilizzassero le cabine seguendo quanto stabilito dalle leggi, in modo da garantire la privacy e il decoro pubblico. Gli uomini svolgevano generalmente tali immersioni nudi, mentre le donne indossavano un abito di lana o lino. Siccome le regole per il pudore erano più rigide per le donne, nel XIX secolo le macchine da bagno erano utilizzate per la maggior parte da donne. In un secondo tempo, le cabine iniziarono ad essere anche affittate a uomini single durante i periodi di maggiore affluenza turistica.
Le macchine da bagno si diffusero nel Regno Unito, in diversi territori dell'impero britannico e in altri paesi, tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Stati Uniti e Messico. Tra i monarchi che si servirono di una macchina da bagno vi furono il re Giorgio III presso la spiaggia di Weymouth, nel Dorset, il principe Alberto presso la spiaggia di Osborne, vicina alla Osborne House, nell'Isola di Wight, e la regina Vittoria (sua consorte), come conferma una testimonianza nel suo diario del luglio 1847. Un documento riporta che il carro di proprietà della sovrana britannica era «insolitamente decorato, con una veranda anteriore e tende che la nascondevano fino a quando lei non entrava in acqua. L'interno aveva uno spogliatoio e una toeletta per gli occhi.»
L'utilizzo delle macchine da bagno fu abbandonato a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Nel Regno Unito, dove il loro disuso fu favorito dall'eliminazione nel 1901 dei divieti che impedivano a uomini e donne di fare il bagno assieme, furono adibite a cabine balneari per diversi anni, almeno fino al 1914, dopo di che la maggior parte di esse scomparve dalla circolazione.