Magnetostrizione

Magnetostrizione a livello microscopico

La magnetostrizione è il fenomeno fisico che consiste nella variazione di lunghezza di un materiale, in pratica sempre metallico, in seguito alla sua magnetizzazione. La variazione è determinata da variabili diverse come temperatura, trattamenti meccanici e fisici. Questo effetto è dovuto al riorientamento microscopico dei dipoli atomici.

Utilizzi

Una memoria a linea di ritardo

Il principale utilizzo di tecnologie magnetostrittive si ebbe nella realizzazione dei sonar durante la II Guerra Mondiale. Trasduttori magnetostrittivi sono utilizzati ancora oggi, nonostante l'avvento di trasduttori piezoelettrici, per realizzare sonar di particolari potenze e caratteristiche. Tecnologie magnetostrittive furono usate nei primi anni dell'informatica per la creazione di memorie a linea di ritardo. A titolo di esempio, il calcolatore Programma 101 aveva una memoria di questo tipo.

Altri usi sono quelli nel campo dei test meccanici industriali, soprattutto quando richiesta particolare sensibilità.

Note

  1. 1 2 3 4 magnetostrizióne - Sapere.it, su sapere.it.
  2. ↑ effetto magnetostrittivo in “Enciclopedia della Scienza e della Tecnica” – Treccani, su treccani.it.
  3. ↑ E. du Trémolet de Lacheisserie, Damien Gignoux, Michel Schlenker, Magnetism: Materials and Applications, Volume 2, Springer Science & Business Media, 2005, p. 225.
  4. ↑ Progress In Magnetostrictive Sonar Transducers (PDF), su cedrat-technologies.com (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2017).
  5. ↑ Elettronica della Olivetti P101 e dei piccoli sistemi di prima generazione, su storiaolivetti.it. URL consultato il 23 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).

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