I Maleinos (in greco Μαλεΐνος?, pl. Μαλεΐνοι, Maleinoi) erano una famiglia nobile greca bizantina, attestata per la prima volta nel IX secolo. La famiglia divenne una delle più importanti e potenti dell'aristocrazia anatolica (i dynatoi) nel X secolo, fornendo molti generali di alto rango all'esercito bizantino. Dopo che la sua ricchezza e il suo potere divennero oggetto dell'interesse dell'imperatore bizantino Basilio II (regno 976-1025), la famiglia cadde in declino, anche se i suoi membri sono ancora menezionati in Anatolia e nei Balcani durante l'XI e il XII secolo.
La famiglia, di origine greca, compare per la prima volta nella seconda metà del IX secolo. È stato ipotizzato che il cognome derivi dalla Malagina in Bitinia, tuttavia le sue principali proprietà terriere e la sua base di potere si trovavano nel thema di Charsianon in Cappadocia, che deve essere considerata la loro vera patria.
Il primo membro conosciuto della famiglia fu il generale Niceforo Maleinos, di cui si sa solo che nell'866 represse la rivolta del Logothetes tou dromou Simbazio, parente del Cesare Bardas, recentemente assassinato. Il patrikios e generale Eustazio Maleinos, documentato più tardi nel secolo, era probabilmente un fratello o un figlio di Niceforo. Il figlio di Eustazio, Eudocimo, sposò la figlia del patrikios Adralestos, imparentato per matrimonio con l'imperatore Romano I Lecapeno (regno 920-944).
Eudocimo ebbe sette figli, i più illustri dei quali furono Costantino e Michele Maleinos. Costantino fu generale e governatore (strategos) per un lungo periodo del thema di Kappadokia nella metà del X secolo. Dal suo incarico, Costantino partecipò a diverse campagne contro gli arabi. Michele divenne monaco in giovane età e raggiunse grande fama. Fu mentore di Atanasio l'Atonita e consigliere spirituale dei suoi nipoti, i fratelli Niceforo Foca (il futuro imperatore Niceforo II, r. 963-969) e Leone Foca, figli di una sorella di cui non è stato tramandato il nome, moglie del generale Barda Foca il Vecchio. Leone Maleinos, presumibilmente figlio di Niceforo o di Costantino Maleinos, partecipò alle battaglie contro gli arabi in Siria e fu ucciso nel 953.
Grazie a questi legami con la famiglia Foca, in ascesa al potere, intorno al 950 i Maleinoi si erano affermati come una delle principali famiglie dell'Anatolia, accumulando immense ricchezze. Secondo fonti arabe, una delle loro tenute si estendeva ininterrottamente da Claudiopoli (odierna Bolu) in Bitinia al fiume Sangario, coprendo circa 115 chilometri quadrati. Il principale rappresentante della famiglia nella seconda metà del X secolo era il figlio di Costantino, il magistros Eustazio Maleinos. Generale di rilievo durante il regno di Giovanni I Zimisce (r. 969-976) e durante i primi anni del regno dell'imperatore Basilio II, partecipò alla ribellione dell'aristocrazia del 987 guidata da Barda Foca il Giovane. Dopo la morte di Foca nel 989, Maleinos non fu punito severamente, ma confinato nelle sue tenute. Dopo alcuni anni, l'imperatore Basilio II lo fece trasferire a Costantinopoli e confiscò le sue ricchezze dopo la morte di Eustazio.
Dopo questo colpo, i Maleinoi non riuscirono mai più a recuperare il loro antico potere. Alcuni membri della famiglia sono ancora attestati nei sigilli di piombo di funzionari (con titoli relativamente elevati come patrikios e proedros) e menzionati in fonti letterarie o giuridiche dell'XI e XII secolo, che documentano anche l'insediamento di un ramo della famiglia in Macedonia, molto probabilmente a seguito della conquista della Cappadocia da parte dei turchi selgiuchidi. La natura e la scarsità di questi riferimenti dimostrano l'effettiva perdita di qualsiasi potere politico da parte del clan: uno Stefan oMaleinos era un proprietario terriero vicino a Tessalonica nel 1084, e un altro Maleinos, che si ribellò all'imperatore Andronico I Comneno (r. 1183-1185) nel 1185, è descritto da Niceta Coniata come né di nobili origini né ricco. La famiglia non è più attestata in seguito.
Una famiglia Maleinos è attestata anche nell'Italia meridionale, in particolare in Calabria, dalla seconda metà del X secolo fino al XII secolo, dove i suoi membri prestavano servizio come soldati, amministratori o membri della Chiesa. Il loro eventuale legame con la famiglia Maleinos dell'Anatolia è sconosciuto.