Una pianta infestante (oppure malerba o popolarmente erbaccia) è una pianta che, non rivestendo alcuna funzione ritenuta utile per la produzione agricola, va a danneggiare le piante esistenti entrando in competizione con esse o parassitizzandole.
In senso più ampio il concetto può essere esteso, oltre che alle piante infestanti i campi coltivati, anche alle piante che, crescendo in città in maniera incontrollata, accentuano il problema delle allergie o fanno percepire come "sporco" o degradato il luogo ove crescono.
Non esiste un vero e proprio elenco di piante infestanti in quanto la definizione di malerba è puramente soggettiva: alcune piante utili o coltivate possono divenire malerbe nel momento in cui cessa la loro funzione di utilità per l'uomo.
Talvolta viene usato in modo erroneo il termine pianta parassita come equivalente di pianta infestante.

Nel quadro della produzione agricola, come si è detto, si considerano infestanti le specie non coltivate che si installano in un campo, ma anche la ricrescita di una coltura precedente, come ad esempio:
e così via.
Le infestanti possono essere:

La semenza delle infestanti è caratterizzata da:

Per utilizzare in modo razionale gli erbicidi evitando trattamenti inutili, è necessario che gli agricoltori identifichino le infestanti presenti sui loro terreni.
In un'area di produzione determinata, il numero delle principali specie di infestanti da conoscere si aggira attorno alla trentina.
D'altra parte, alcune specie sono spesso associate a determinate colture: chenopodio e amaranto alle barbabietole, caglio e veronica ai cereali, ecc.
Il riconoscimento è ancor più importante nel caso che il controllo sia effettuato evitando l'utilizzo di mezzi chimici, ad esempio in agricoltura biologica. Difatti è indispensabile conoscere il ciclo biologico della pianta in modo da scegliere la strategia di controllo più efficace ed economica, e il momento ottimale di attuazione.
La nocività delle infestanti si presenta sotto i seguenti aspetti:

L'uso sconsiderato di erbicidi per controllare lo sviluppo delle infestanti ha portato a casi di inquinamento delle acque di superficie e di quelle sotterranee da parte delle sostanze chimiche in essi contenute, in particolare quelle appartenenti alla famiglia delle triazine (per questa ragione, gli erbicidi appartenenti a questo gruppo sono vietati, in Francia).
La possibilità di sviluppo di colture di mais transgenico resistente ad alcuni erbicidi suscita interrogativi. Impiegati nel rispetto delle buone pratiche agricole, questi OGM possono ridurre l'impatto ambientale grazie all'utilizzo di erbicidi molto meno tossici. Tuttavia un utilizzo non ragionato dei diserbanti può indurre ulteriore inquinamento delle acque.

Il controllo delle infestanti in un terreno agrario è, come si è detto, fondamentale.
Il controllo si può attuare con l'ausilio di pratiche agronomiche, lavorazioni meccaniche, interventi con mezzi fisici, chimici, biologici o attraverso l'azione combinata di quelli citati.
Esistono due metodi, per controllare le infestanti: quello diretto e quello indiretto. Quello indiretto (preventivo), consiste nell'evitare che i semi delle infestanti possano entrare nel campo coltivato, la disseminazione, quindi, si può evitare, mediante:
Un metodo per evitare la presenza di infestanti in una coltivazione è una buona rotazione colturale; ad esempio una sessennale formata da:
Il perché una buona rotazione può contrastare le infestanti è che le piante da rinnovo (come il pomodoro) necessitano di un buon diserbo e buoni interventi colturali per produrre, quindi, la pianta che l'anno successivo si troverà in quel determinato campo.
Il controllo diretto, invece, interviene direttamente sull'infestante presente nel campo. Esistono due tipi di controllo diretto: il diserbo meccanico e il diserbo chimico. Il diserbo meccanico che prevede delle macchine per diserbare i terreni infestati, è composto da due tipi di macchine: la sarchiatrice (sia ad organi rotanti ed a organi fissi) e l'erpice strigliatore per il frumento.
Il diserbo chimico (non tollerato dall'agricoltura biologica) utilizza dei diserbanti (o erbicidi) per disinfestare i terreni, grazie soprattutto a macchine finalizzate allo spandimento di queste sostanze dannose per le piante erbacee.
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