| Mangart | |
|---|---|
| Stati | |
| Regione | Goriziano |
| Provincia | Plezzo |
| Altezza | 2 678 m s.l.m. |
| Prominenza | 1 066 m |
| Isolamento | 12,7 km |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°26′22.24″N 13°39′16.67″E |
| Altri nomi e significati | Mangàrt (italiano) Màngart (sloveno) |
| Data prima ascensione | 1794 |
| Autore/i prima ascensione | Franz von Hohenwart |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Alpi e Prealpi Giulie |
| Sottosezione | Alpi Giulie |
| Supergruppo | Catena Mangart-Jalovec |
| Gruppo | Gruppo del Mangart |
| Sottogruppo | Nodo del Mangart |
| Codice | II/C-34.I-C.4.b |
Il Màngart è una montagna delle Alpi Giulie, alta 2.677 m s.l.m., posta lungo il confine italo-sloveno, la quarta cima per altezza di tale sezione alpina e la sesta dell'intera regione, situata fra il territorio del comune di Tarvisio (Friuli-Venezia Giulia), e quello di Plezzo (Slovenia) fino al Passo del Mangart.

È la cima principale del gruppo montuoso omonimo, che si stende tra il passo del Predil e la sella di Racchia (Rateče), unito da una sottile cresta al gruppo dello Monte Gialuz (Jalovec) a sud, formando la catena Mangart-Gialuz, da cui lo separano la val Coritenza ad ovest della cresta e la valle di Planizza ad est.
Le severe pareti nord del nodo centrale sovrastano con una lunga cresta la conca dei laghi di Fusine e offrono diverse ascensioni alpinistiche impegnative, soprattutto sulla parete della cima secondaria del Piccolo Mangart di Coritenza. Piccoli nevai stagionali e glacio-nevati sono presenti su entrambi i versanti montuosi.[senza fonte]
La prima ascensione documentata fu del naturalista Franz von Hohenwart, il 20 agosto 1794, ma è molto probabile fosse già stato salito da cacciatori di camosci. Malgrado la verticalità e la compattezza della roccia, già nel primo dopoguerra fu teatro di alcune imprese alpinistiche come quella di Celso Gilberti, autore con Ettore Castiglioni e G. Granzotto della prima via sulla parete nord del Piccolo Mangart (sullo spigolo a sinistra del grande diedro), il 28 giugno 1931. Nel secondo dopoguerra le pareti del Piccolo Mangart e della vicina Veunza furono teatro delle imprese di Ignazio Piussi e dei suoi compagni di Cave del Predil. Negli anni settanta vi lasciarono traccia due grandi alpinisti prematuramente scomparsi: il triestino Enzo Cozzolino e il carnico Ernesto Lomasti.
È anche possibile percorrere l'intera cresta, dalle Ponze alla cima principale, per un itinerario inizialmente attrezzato dagli Alpini negli anni venti in alcuni punti critici e denominato via Kugy (alcuni punti di II grado). Ad assicurarsi la prima invernale furono Ignazio Piussi, Lorenzo Bulfon, Bruno Giacomuzzi e Arnaldo Perissutti il 22-24 gennaio 1956.