Maretina

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Maretina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC16H16NO6P
Numero CAS1491-41-4
Numero EINECS216-078-6
PubChem15148
DrugBankDBDB20754
SMILES
CCOP(=O)(OCC)ON1C(=O)C2=CC=CC3=C2C(=CC=C3)C1=O
Proprietà chimico-fisiche
Temperatura di fusione183-184 °C
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Orale
Dati farmacocinetici
EscrezioneRenale
Indicazioni di sicurezza

La maretina, o Carbamato di m-tolilidrazide è un farmaco ad attività antipiretica. In Italia l'uso del composto si diffuse intorno ai primi anni del '900. Piuttosto efficace nel determinare una defervescenza febbrile si rivelò presto decisamente tossico e per tale motivo cadde in disuso.

Chimica

Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore ed insipida che fonde a 183-184 °C. Il composto è solubile nell'alcool, nel cloroformio, nel tacetene (cloruro di metile).

Farmacodinamica

L'azione terapeutica cominciava a distanza di 2-4 ore dall'assunzione e l'azione terapeutica di una dose si prolungava per 9-15 ore.

Farmacocinetica

Il farmaco dopo assunzione per via orale viene assorbito dal tratto gastroenterico e successivamente eliminato dall'organismo attraverso l'emuntorio renale. La sua presenza nelle urine ne comporta un potere riducente.

Usi clinici

In passato il composto venne utilizzato soprattutto nella febbre tubercolare ma veniva anche raccomandata nel tifo addominale, nelle gastriti febbrili, nell'ittero infettivo, nella pleurite siero-fibrinosa, nell'influenza, nella febbre intermittente, nella setticemia ed in molte altre affezioni febbrili.

Effetti collaterali e indesiderati

Nei soggetti in trattamento sono stati segnalati l'insorgenza di emolisi e metemoglobinemia, nonché altri disturbi secondari.

Dosi terapeutiche

La molecola veniva somministrata ad un dosaggio di 100–250 mg, due o tre volte al giorno.

Note

  1. ↑ Ugo Fabris, Intorno all'azione antipiretica della maretina., in Gazz. osp. Un. Milano, vol. 28, 1907, pp. 1225-1228.
  2. ↑ Jacob Barjansky, Über das Maretin und seine antipyretischen Wirkungen, in Załachowski, 1904.
  3. 1 2 3 4 Gennaro Attanasio, La febbre dei tisici ed il nuovo antipiretico maretina, in Gior. internaz. sc. med. Napoli, vol. 28, 1906, pp. 145-166.
  4. ↑ La febbre nei tubercolotici: la maretina, in Riforma med. Napoli, vol. 24, 1908, pp. 510-544.
  5. ↑ G. Fiorio, Zambelli G., Studio clinico sperimentale sulla maretina, in Morgagni Milano, vol. 49, 1907, pp. 103-300.
  6. ↑ A. Braga, Alcune note sull'impiego della maretina nelle febbri dei tubercolotici, in Boll. Soc. Medica di Parma, vol. 1, 1908, pp. 85-98.
  7. ↑ Elkan, Ueber die Wirkung dea Maretins, eines neuen Antipyreticums, auf das Fieber der Phtisiker, in Mùnchener med, 1904.