| Maretina | |
|---|---|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C16H16NO6P |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 216-078-6 |
| PubChem | 15148 |
| DrugBank | DBDB20754 |
| SMILES | CCOP(=O)(OCC)ON1C(=O)C2=CC=CC3=C2C(=CC=C3)C1=O |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Temperatura di fusione | 183-184 °C |
| Dati farmacologici | |
| Modalità di somministrazione | Orale |
| Dati farmacocinetici | |
| Escrezione | Renale |
| Indicazioni di sicurezza | |
La maretina, o Carbamato di m-tolilidrazide è un farmaco ad attività antipiretica. In Italia l'uso del composto si diffuse intorno ai primi anni del '900. Piuttosto efficace nel determinare una defervescenza febbrile si rivelò presto decisamente tossico e per tale motivo cadde in disuso.
Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore ed insipida che fonde a 183-184 °C. Il composto è solubile nell'alcool, nel cloroformio, nel tacetene (cloruro di metile).
L'azione terapeutica cominciava a distanza di 2-4 ore dall'assunzione e l'azione terapeutica di una dose si prolungava per 9-15 ore.
Il farmaco dopo assunzione per via orale viene assorbito dal tratto gastroenterico e successivamente eliminato dall'organismo attraverso l'emuntorio renale. La sua presenza nelle urine ne comporta un potere riducente.
In passato il composto venne utilizzato soprattutto nella febbre tubercolare ma veniva anche raccomandata nel tifo addominale, nelle gastriti febbrili, nell'ittero infettivo, nella pleurite siero-fibrinosa, nell'influenza, nella febbre intermittente, nella setticemia ed in molte altre affezioni febbrili.
Nei soggetti in trattamento sono stati segnalati l'insorgenza di emolisi e metemoglobinemia, nonché altri disturbi secondari.
La molecola veniva somministrata ad un dosaggio di 100–250 mg, due o tre volte al giorno.