Maria Baiulescu

Maria Baiulescu

Maria Baiulescu (Brașov, 1860 – Brașov, 24 giugno 1941) è stata una scrittrice e attivista romena per i diritti delle donne.

Biografia

Figlia del protopapa ortodosso Bartolomeu Baiulescu (1831-1909) e di sua moglie Elena, la giovane Maria crebbe in un ambiente intellettualmente stimolante in quella che era l'allora prospera regione di Brașov, dove poté ricevere un'istruzione di livello superiore rispetto ad altre donne romene a lei contemporanee.

Dopo aver compiuto gli studi al Liceo femminile francese e e all'Istituto secondario tedesco di Brașov, Baiulescu intraprese la carriera di scrittrice e traduttrice. I suoi primi articoli erano firmati con lo pseudonimo di Sulfina, poi adottò stabilmente il suo vero nome sotto il quale firmò i suoi contributi sui giornali della Transilvania e sull'Enciclopedia română. Tra i suoi scritti si annoverano poesie, prose e articoli di opinione sulla società e sulla politica.

Fervente attivista sociale, lavorò come traduttrice e drammaturga per la "Società per la creazione di un fondo per il teatro romeno" e fece parte dell'associazione Astra (Associazione transilvana per la letteratura e la cultura popolare romena), la più grande associazione romena dell'Impero austro-ungarico. Fece parte di numerose associazioni femministe: ad esempio dal 1908 al 1935 fu presidente della Società delle donne romene di Brașov e fondò l'Unione delle donne romene, sotto il cui cappello operavano oltre cento associazioni femminili che promuovevano lo scambio di idee e la cooperazione tra donne. L'Unione delle donne romene venne da lei presieduta per buona parte del periodo interbellico, fino al 1935.

Baiulescu si interessò in particolare al lavoro sociale e filantropico, alla questione nazionale e alla politica. Si prodigò per i bambini, gli infermi e gli anziani, e contribuì al sostentamento di una scuola per ragazze povere e orfane fondata dall'Unione delle donne romene. Nell'istituto si insegnavano materie legate prettamente all'universo femminile dell'epoca, come lavori in casa, giardinaggio, igiene, il cucito, ma anche discipline accademiche come lingue straniere e storia, e si offriva alle ragazze la possibilità di autosostenersi come sarte, insegnanti o governanti.

Baiulescu era convinta che le donne potessero contribuire alla causa del nazionalismo romeno attraverso l'educazione dei propri figli, insegnando loro la lingua romena e il folclore nazionale, in modo che la popolazione romena non fosse confusa con i tedeschi, gli ebrei, gli zingari e gli ungheresi che vivevano nell'Impero asburgico. In campo femminista si ispirò alla figura della "madre repubblicana" o "madre educatrice" analizzata dalla studiosa Mary Beth Norton, ma si attivò anche affinché le donne avessero pari diritti e opportunità degli uomini.

Nel 1918 contribuì a fondare l'Associazione delle donne romene per l'emancipazione politica e civile, e negli anni venti appartenne a quell'esiguo gruppo di donne che dialogarono con il Ministro della giustizia per preparare una bozza di legge atta a concedere alle donne i pieni diritti civili e politici. Questa bozza tuttavia non venne mai trasformata in legge.

Baiulescu si dedicò all'attivismo per tutta la vita, sino alla morte sopraggiunta nel 1941.

Opere

Note

  1. 1 2 3 4 Dunlap, p. 48.
  2. 1 2 3 Dunlap, p. 49.
  3. ↑ Dunlap, p. 50.

Bibliografia

Altri progetti

Controllo di autoritàVIAF (EN) 5837171976983618240002 · GND (DE) 1333840101