Mariatu Kamara

Mariatu Kamara (Sierra Leone, 1987) è una scrittrice e attivista sierraleonese, Rappresentante Speciale dell'UNICEF per i bambini vittime delle guerre e fondatrice della Mariatu Foundation.

Biografia

La storia di Mariatu Kamara è legata a quella del conflitto civile che ha devastato il suo paese d'origine, la Sierra Leone, tra il 1991 e il 2002. Nel 1999, all'età di 12 anni, un gruppo di soldati appartenenti al Fronte Rivoluzionario Unito devastarono il suo villaggio e catturarono Mariatu, amputandole entrambe le mani. A distanza di poco tempo fu violentata da un uomo più anziano che desiderava prenderla come seconda moglie, e a 13 anni diede alla luce un figlio frutto di quello stupro. Oggi Mariatu Kamara vive in Canada, grazie all'aiuto di una famiglia che ha saputo della sua storia e si è offerta di sostenerla negli studi, e ha scelto di dedicare la sua vita all'attivismo a favore dei bambini vittime delle guerre. Nel 2009 ha ricevuto il premio Voices of courage dell'organizzazione Women Refugee Commission, ed è Special Representative for Children in Armed Conflict del Canada per UNICEF. Anima inoltre la fondazione che porta il suo nome, dedicata alle donne vittime dei conflitti armati

Libri

Le esperienze vissute nella sua infanzia hanno costituito la materia prima del suo romanzo, The Bite of the Mango, pubblicato nel 2008. In Italia, il libro è stato tradotto con il titolo Quali mani asciugheranno le mie lacrime dalla casa editrice Sperling & Kupfer, con un'introduzione di Ishmael Beha.

Note

  1. ↑ UNICEF - The Convention on the Rights of the Child - People and Partners - Mariatu Kamara, su unicef.org.
  2. ↑ Global Feminist Profile: Mariatu Kamara, su genderacrossborders.com. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2012).
  3. ↑ Mariatu Kamara's inspiring story of how she survived Sierra Leone's civil war | Mail Online, su dailymail.co.uk.
  4. ↑ VOICES OF COURAGE AWARDS 2011, su womensrefugeecommission.org (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2011).
  5. ↑ AnnickPress, su annickpress.com. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 17 settembre 2011).
  6. ↑ mariatufoundation.com.

Collegamenti esterni

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