
Mario Andreose (Venezia, 24 aprile 1934) è un giornalista, traduttore e editore italiano.
Giunto a Milano alla fine degli anni Cinquanta, inizialmente con l'intento di intraprendere la carriera giornalistica, Mario Andreose entra nel mondo dell'editoria nel 1958, rispondendo ad un'inserzione del Saggiatore, casa editrice fondata da Alberto Mondadori nello stesso anno. Viene assunto come correttore di bozze e, oltre a tale mansione, cura alcune traduzioni dall'inglese e dal francese: la più importante è la prima edizione italiana del Secondo sesso di Simone de Beauvoir.
In quel periodo di formazione lavora insieme al direttore letterario della casa editrice, Giacomo Debenedetti. Andreose, in vesti successive di redattore, redattore capo e direttore editoriale, viene inserito in una squadra, creata da Alberto Mondadori, i cui componenti sono tutte personalità di alto livello: Enzo Paci (filosofia), Remo Cantoni (antropologia), Ernesto De Martino (etnologia), Giulio Carlo Argan (arte), Dino Formaggio (estetica), Fedele D'Amico (musica), Ranuccio Bianchi Bandinelli (archeologia).
Nel 1969 Andreose si trasferisce a Verona, chiamato da Mario Formenton, dove per la casa madre Arnoldo Mondadori Editore si occupa di libri per ragazzi, libri d'arte e di divulgazione scientifica, oltre a seguire il settore delle coedizioni internazionali e delle grandi opere illustrate. All'inizio degli anni Ottanta passa al gruppo Fabbri come direttore dell'area libri e nel 1982 assume anche l'incarico di direttore editoriale della Bompiani, subentrando a Raffaele Crovi. Lavorare in Bompiani significa, in quegli anni, conoscere autori del calibro di Alberto Moravia fino alla sua scomparsa ("lo aveva trovato morto nel suo bagno la mattina presto" rivela Elkann), Umberto Eco, Erica Jong, Patricia Highsmith e successivamente Leonardo Sciascia, Milan Kundera (per un breve periodo prima del suo passaggio all'Adelphi), De Carlo, Tondelli, Bufalino, McInerney, Bret Easton Ellis.
Dal 1982 in Bompiani Mario Andreose avvia la collana dei «Classici» e inizia a seguire la produzione saggistica e letteraria di Umberto Eco anche in veste di agente per le edizioni straniere. Dal 1982 è stabilmente il suo curatore editoriale. Nello stesso anno Andreose lancia l'edizione tascabile del fortunato romanzo di Eco, Il nome della rosa.
Collaboratore dal 2004 per le pagine culturali del Sole 24 Ore, è nominato nello stesso anno direttore letterario di RCS Libri. Nell'autunno del 2015, a seguito dell'acquisizione da parte di Mondadori del gruppo RCS Libri, lascia la casa editrice. Con Umberto Eco, Jean-Claude Fasquelle ed Elisabetta Sgarbi, partecipa alla fondazione della nuova imprea editoriale La nave di Teseo, di cui assume la carica di presidente.
È membro del consiglio direttivo del Fondo Alberto Moravia.
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