Mario Finotti

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Mario Finotti nel 2023

Mario Finotti (Novara, 19 marzo 1950) è un fotografo e giornalista italiano.

Biografia

Nasce a Novara nel 1950, vivendo con la famiglia in via Dolores Bello. Di sé racconta che verso i 10 anni, nei caldi pomeriggi estivi, si intrufola sovente nel vicino museo di storia naturale per osservare incantato gli animali impagliati e gli oggetti provenienti dall'Africa e dal Sud America, portati dagli esploratori Ugo Ferrandi, Guido Boggiani e Alessandro Faraggiana. L'incontro con quel mondo esotico è la scintilla della curiosità che avrebbe poi così marcatamente caratterizzato il suo percorso professionale. Frequenta l'Istituto Magistrale Tornielli Bellini, diplomandosi nel 1968.

Anni '70

Complice il fatto che la zona in cui abita è in quegli anni un vero e proprio "distretto delle foto" (vi hanno sede due studi storici: il laboratorio di Carlo Anadone e quello dei fratelli Lavatelli), nei primi anni '70 si avvicina alla fotografia, preferendola come mezzo di espressione e annoverando lo stesso Anadone tra i propri punti di riferimento. L'attività apre le porte della sua carriera lavorativa, iniziando presso lo studio di pubblicità di Aldo Beldì, al tempo uno dei pilastri della pubblicità in Italia e uno dei primi a servizio completo.

Inizialmente come figura secondaria, in seguito giunge alla direzione dello studio fotografico, sebbene l'esperienza duri un solo anno. Passa dunque alle redazioni dei giornali: dapprima alla Gazzetta del Popolo, altra esperienza di breve durata, poi alla redazione provinciale de La Stampa, con cui collaborerà per 34 anni. Anche il Corriere di Novara lo annovera tra i collaboratori. Il lavoro lo porta a conoscere molto bene il mondo del giornalismo novarese, di cui tuttavia non si sente parte. In un'intervista del 2021 dichiara di reputare fondamentali per la propria formazione professionale gli incarichi relativi a due eventi di cronaca nera: i processi Mazzotti e Graneris celebrati presso tribunale di Novara tra 1977 e 1978.

Nel 1973 sposa la garbagnese Laura Borgini, nel cui paese in seguito si trasferisce.

Dagli anni '80 ai primi 2000

Dal 1985 realizza numerosi reportage per l'Istituto Geografico De Agostini, sia in Italia che all'estero. Considera più volte l'impegno politico, candidandosi alle elezioni comunali nelle file del PCI, nel 1983 a Novara e nel 1990 a Garbagna. Parallelamente all'attività di fotoreporter coltiva l'amore per la fotografia in ambito pubblicitario e la produzione letteraria (essenzialmente libri fotografici), che col tempo relegano il giornalismo in secondo piano.

Anziano presso l'ex istituto De Pagave di Novara (1981)
Villa Leonardi, a Gattico (1996)

Risale al 1980 il primo volume menzionato dalle biografie ufficiali, inerente l'istituto per anziani De Pagave di Novara e realizzato col giornalista Mario Giarda. Seguono tra gli anni '90 e 2000 numerose commissioni da parte di enti quali il comune di Gattico, la Confederazione Nazionale dell'Artigianato, Emergency e la Camera di Commercio di Novara.

Proprio in ambito letterario, tra il 1998 e il 2001, accetta un incarico che gli consente il salto di qualità. L'assessorato alla cultura della Provincia di Novara gli affida la realizzazione di un'opera di lettura del paesaggio novarese incentrato sull'archeologia industriale (in quegli anni la provincia gestisce buona parte delle questioni paesaggistico-territoriali e la programmazione dei relativi interventi). Contrattando e discutendo i dettagli dell'incarico, Finotti propone di dividere il lavoro in tre parti, ciascuna inerente un diverso aspetto del paesaggio e della sua storia, da realizzarsi in tre anni diversi: la prima parte, corredata da una mostra, sull'archeologia industriale e intitolata I luoghi della produzione; la seconda intitolata I luoghi del culto; la terza sull'architettura spontanea, vale a dire quegli interventi sul paesaggio originati dalle necessità del momento della gente comune, che segnano il territorio molto più delle opere concepite dai grandi architetti, intitolata I luoghi del quotidiano. La prima parte, sponsorizzata e prodotta da Nicola Trussardi, con cui Finotti ha contatti diretti, è considerata dall'autore uno dei migliori cataloghi dei suoi lavori, nonostante l'approccio pubblicitario e raffinato. Finotti riconosce che il salto di qualità è in parte merito della scelta di utilizzare il banco ottico, una fotocamera ideale per l'architettura.

Dagli anni 2000

Dal 2000 collabora alla collana di volumi edita dal Consorzio Mutue di Novara, la cui attività istituzionale è la copertura assistenziale sanitaria, ma che dal medesimo anno aggiunge l'edizione di due pubblicazioni annuali riservate ai soci: una natalizia a tema culturale/paesaggistico/storico novarese, cui contribuiscono diversi studiosi locali, l'altra a maggio a tema biografico su personaggi novaresi del passato. In tale contesto collabora con numerosi storici locali del calibro di Emiliana Mongiat, Lorenzo Del Boca, Giampietro Morreale, Giancarlo Andenna e scrittori quali Sebastiano Vassalli.

Les Ballets Trockadero, al Teatro Coccia di Novara (2016)

Dagli anni 2010 è fotografo di scena del Teatro Coccia, per cui documenta le produzioni. A questa esperienza professionale deve inoltre un forte coinvolgimento emotivo, tanta è la suggestione di muoversi in un luogo così carico di storia e arte.

Agli stessi anni risale l'avvio di una ricerca personale più orientata all'espressione artistica, in cui rilegge con tratto personale i temi che lo hanno coinvolto nel tempo: il paesaggio, le opere d'arte, la figura umana, gli oggetti della vita quotidiana, reinterpretati partendo dalla propria esperienza, cercando di evocare emozioni e ricordi, con attenzione particolare ai segni che il tempo lascia sulle cose e sui luoghi.

Nel 2023 dona il suo ricco archivio all'Istituto Storico della Resistenza di Novara: cinque scatoloni di fotografie sulla vita cittadina novarese tra gli anni '80 e '90. Per l'occasione è organizzata una mostra al Broletto.

Il fotografo

Nell'intervista del 2021 parla di sè non definendosi affatto un paparazzo, ma di avere al contrario sempre coltivato e prediletto la fotografia pubblicitaria, del paesaggio e dell'archeologia industriale. L'interesse per il paesaggio della Bassa Novarese, in particolare, è stato all'origine di diverse opere e mostre.

Relativamente al passaggio alla fotografia digitale, ammette di averne risentito e di aver impiegato alcuni mesi per padroneggiare la nuova attrezzatura e la tecnica di postproduzione delle immagini. Si reputa comunque soddisfatto del passaggio, essendo il lavoro meno impegnativo, con poche controindicazioni, con un controllo pieno di ogni singolo passaggio della gestione delle immagini. Mette tuttavia in guardia sugli svantaggi del digitale, inerenti principalmente le contraddizioni che introduce nel linguaggio stesso della fotografia, dato che il totale controllo consente facilmente di allontanarsi dalla realtà.

Considera diversi fotografi modelli per il proprio lavoro, di cui ha grande stima, tra cui Gianni Berengo Gardin e Francesco Radino.

La sua opinione sul ritratto è molto chiara: per ritrarre una persona è necessario conoscerla e capirla, quindi essere coinvolti nella sua esperienza, senza pregiudizi, onde operare scelte che portino alla più fedele rappresentazione.

Finotti e l'archeologia industriale

Ciminiera della fornace Bottacchi, a Ghemme (1997)

Nel 1997 lo storico e critico d'arte novarese Marco Rosci mette in evidenza le peculiarità dell'indagine di Finotti sull'archeologia industriale locale, sottolineando come il suo lavoro vada oltre la semplice documentazione o il reportage dello stato delle cose, configurandosi piuttosto come un'attività di ricerca, analisi, comprensione e interpretazione. Testimonia in tal modo la trasformazione del paesaggio produttivo novarese, riflettendone la complessa identità culturale, in un territorio che vede le tracce dell'industrializzazione intrecciate con la memoria rurale e agricola.

Gasometro di Oleggio (1997)

Nell'opera di Finotti, Rosci nota come da un lato molte immagini evidenzino l'essenzialità formale delle strutture industriali, sottolineandone la funzionalità e la geometria; dall'altro la ricerca vira ad una lettura più articolata del contesto ambientale, dove i manufatti umani convivono con la persistenza (o resistenza) degli elementi naturali. Tra questi ultimi spiccano l'acqua — incanalata, regolata e meccanizzata attraverso chiuse e paratie — e la vegetazione che ne accompagna le rive: elementi ricorrenti, testimoni della coesistenza tra intervento antropico e natura. Tale approccio genera una dialettica visiva e concettuale tra manufatto e ambiente, elevando l'indagine fotografica da semplice documentazione industriale a più profonda analisi del paesaggio e della sua storia. La scelta di evitare ogni effetto "pittoresco" o estetizzante contribuisce a rafforzare tale impostazione, privilegiando un linguaggio fotografico essenziale, sobrio e analitico.

Rosci inserisce dunque Finotti nei filoni artistici provenienti dal Bauhaus e dalla pittura oggettiva industriale tedesca e statunitense degli anni Venti, con i quali condivide l'attenzione per gli spazi produttivi e le loro trasformazioni. A riprova di ciò, le sue immagini di capannoni dismessi e abbandonati richiamano le atmosfere degli edifici oggi riconvertiti in gallerie d'arte contemporanea o centri di produzione collettiva a Milano, Torino e Napoli.

Riconoscimenti

Nel 1996 lo scrittore e giornalista novarese Romolo Barisonzo gli dedica un passo nel quarto volume della serie Novaresi bella gente, descrivendolo come «implacabile testimone della cronaca».

Nel 2000 riceve il riconoscimento di Qualified European Photographer (QEP) per il genere del ritratto, tra i primi in Italia, da parte di un'apposita commissione riunita a Digione.

Opere

L'interesse per la storia, i personaggi, il lavoro, l'ambiente e l'architettura sono alla base della realizzazione di decine di libri fotografici e molte mostre personali su tali temi.

Per l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Novara

Per il Consorzio Mutue di Novara

Galleria d'immagini

Ritratti

Archeologia industriale

Note

  1. 1 2 3 4 Ecco tutti i candidati per i Comuni della Bassa - Garbagna, in L'Azione, n. 17, Novara, 28 aprile 1990 (Anno 80), p. 20. URL consultato il 5 aprile 2024.
  2. 1 2 3 4 5 6 Barbara Cottavoz, "La città sveli i suoi tesori e torni a regalare sogni", in La Stampa, Torino, 9 giugno 2024, p. 40.
  3. ↑ I promossi a Novara - Istituto Magistrale Tornielli Bellini, in L'Azione, Novara, 2 luglio 1965, p. 8. URL consultato il 5 aprile 2024.
  4. ↑ Maria Teresa Varesi Monteverde (a cura di), Allievi diplomati dal 1868 al 1985 - Anno scolastico 1967/68, in Cronache e documenti. Istituto Magistrale Statale «Contessa G. Tornielli Bellini», Novara, Novara, 1985, p. 141.
  5. 1 2 3 "In principio: la natura": mostra di Bonomi e Finotti a Villa Picchetta, su Buongiorno Novara, 2 aprile 2017. URL consultato il 26 dicembre 2023.
  6. ↑ Omodeo, 2021, a 0 min 35 s.
  7. ↑ Omodeo, 2021, a 1 min 5 s.
  8. ↑ Omodeo, 2021, a 2 min 1 s.
  9. ↑ Riccardo Del Boca, Le fotografie di Mario Finotti "vent'anni dopo", su Giornalisti Italia, 4 giugno 2019. URL consultato il 5 aprile 2024.
  10. ↑ Il primo contributo a La Stampa trovato sinora risale al 1979: Nell'hangar-fucina nasce il Carnevale - Domenica esplode per le vie di Oleggio, in La Stampa - Cronache del Novarese, n. 37, Torino, 15 febbraio 1979 (Anno 113), p. I. URL consultato il 9 aprile 2024.
  11. ↑ Omodeo, 2021, a 2 min 25 s.
  12. ↑ Omodeo, 2021, a 2 min 45 s.
  13. ↑ Ambiel, Bottacchi e Finotti, 2023, I grandi processi.
  14. ↑ Severino Trevisan, Anniversari di nozze a Garbagna, in L'Azione, n. 36, Novara, 4 ottobre 2013 (Anno 108), p. 16. URL consultato il 5 aprile 2024.
  15. 1 2 Riccardo Del Boca, Mario Finotti e quello stop "quattro stagioni", su Giornalisti Italia, 30 ottobre 2019. URL consultato il 5 aprile 2024.
  16. 1 2 3 4 Mario Finotti e Emiliana Mongiat, Il patrimonio del povero, collana Antiche istituzioni novaresi, Novara, Consorzio Mutue, 2007, Seconda di copertina.
  17. ↑ Tutte le liste per il Comune - PCI, in L'Azione, n. 22, Novara, 4 giugno 1983 (Anno 73), p. 6. URL consultato il 5 aprile 2024.
  18. ↑ Omodeo, 2021, a 5 min 30 s.
  19. ↑ Omodeo, 2021, a 14 min 10 s.
  20. 1 2 Omodeo, 2021, a 15 min 20 s.
  21. ↑ Omodeo, 2021, a 36 min 12 s.
  22. ↑ Omodeo, 2021, a 23 min 35 s.
  23. ↑ Omodeo, 2021, a 19 min 28 s.
  24. ↑ Libri Consorzio Mutue.
  25. ↑ Ambiel, Bottacchi e Finotti, 2023, Gli autori.
  26. ↑ Mario Finotti e Antonio Leone, Face de Villaggio, Novara, 2024, Terza di copertina.
  27. ↑ "Ho visto cose": la mostra di Mario Finotti, su Comune di Novara, 2 marzo 2023. URL consultato il 5 aprile 2024.
  28. ↑ Claudio Pavone (a cura di), Storia d'Italia nel secolo ventesimo - Strumenti e fonti, vol. III - Le fonti documentarie, Roma, Poligrafico Zecca dello Stato, 2006, p. 212. URL consultato il 6 aprile 2024. Ospitato su Issuu.
  29. ↑ Omodeo, 2021, a 13 min 40 s.
  30. ↑ Omodeo, 2021, a 25 min 16 s.
  31. ↑ Omodeo, 2021, a 31 min 54 s.
  32. ↑ Omodeo, 2021, a 34 min 41 s.
  33. ↑ Mario Finotti e Antonio Leone, Fotografare Face de Villaggio, in Face de Villaggio, Novara, Comune di Novara, Provincia di Novara, Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea "Piero Fornara", Consorzio Mutue, Italgrafica, 2024.
  34. 1 2 3 Marco Rosci, La ciminiera nel granoturco, in Mario Finotti, I luoghi della produzione. Immagini di archeologia industriale nella Provincia di Novara, a cura di Provincia di Novara, testi di Anna Maria Boca e Marco Rosci, Milano, Fondazione Trussardi, 1997, p. 5.
  35. ↑ Romolo Barisonzo, Novaresi bella gente, vol. 4, Torino, EDA, 1996, p. 80.
  36. ↑ Valeria Balossini, "Abitare il lago": con gli scatti di Finotti uno sguardo alle ville cusiane, in L'Azione, Novara, 2 ottobre 2008, p. 35. URL consultato il 28 giugno 2025.
  37. ↑ Luigi Zanolli, Per gli artigiani CNA si apre una nuova "casa" in viale Dante, in L'Azione, n. 4, Novara, 25 gennaio 1997, p. 10. URL consultato il 28 giugno 2025.

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