Mario Marchi

Mario Marchi (Roma, 28 luglio 1900 – Roma, 21 ottobre 1996) è stato un architetto italiano.

Biografia

Nacque il 28 luglio 1900 a Roma, nel Regno d'Italia, da Filippo Marchi, commerciante ma anche abile disegnatore e intagliatore di legno, e Giulia Limberti. La famiglia abitava inizialmente in borgo Vittorio e il padre gestiva una bottega nel centro di Roma in via del Teatro Valle, nel rione Sant'Eustachio; quando il padre si ammalò l'intera famiglia si trasferì nell'agro romano, facendo ritorno a borgo Vittorio dopo la sua morte nel 1909.

Studiò presso il Collegio Martino Filetico di Ferentino, frequentando poi l'istituto tecnico presso cui si diplomò. Nel 1915 si iscrisse all'Istituto superiore di belle arti con le cugine Bianca e Nera Minardi, frequentando il corso serale di figura tenuto da Fausto Vagnetti e il corso di architettura tenuto presso il Museo artistico; seguì poi i corsi superiori di architettura, diplomandosi a pieni voti nel 1920 come professore di disegno architettonico.

Iniziò la pratica professionale di architettura con Arnaldo Foschini e Manfredo Manfredi; con quest'ultimo realizzò i disegni per il Monumento all'Indipendenza del Brasile di San Paolo. Nel 1919, prima di diplomarsi, prese parte al concorso per il pensionato artistico nazionale e giunse al secondo posto dopo Vittorio Cafiero; l'anno successivo vinse invece quello bandito dall'Accademia nazionale di San Luca e quello bandito dall'Istituto Catel per una pensione di due anni.

Nel 1921 Quirino Angeletti lo volle come coadiutore di scenografia presso la Scuola superiore di architettura. Pochi anni dopo, nel 1923 presentò con Mario De Renzi un progetto al concorso per il monumento-ossario ai caduti romani della prima guerra mondiale da realizzare nel cimitero del Verano; il disegno fu particolarmente apprezzato dalla commissione giudicatrice per la sua "essenzialità".

Sempre negli anni 1920 lavorò nello studio di Filippo e Francesco Galassi, proseguendo la sua attività prevalentemente nella progettazione e direzione artistica; a questi anni risalgono: la progettazione di cinque villini per la cooperativa Voluntas et Labor in via Salaria del 1921, il restauro e la ristrutturazione dell'Hotel des Princes in piazza di Spagna, la progettazione e direzione artistica dei lavori per la sede dell'Istituto di credito marittimo in via del Corso oltre che gli allestimenti di diversi negozi del centro storico, tra cui Viganò, Amilcare Piperno Alcorso e Viser.

La sua attività ebbene una svolta con l'iscrizione all'albo degli architetti di Roma nel 1928. Tra i suoi primi lavori dopo l'iscrizione all'albo vi fu la progettazione di un palazzo residenziale in piazza Anco Marzio e di un palazzetto in piazza dei Ravennati a Ostia, entrambi realizzati negli ultimi anni 1920, oltre che la progettazione e direzione dei lavori del cinema Ambasciatori di via Montebello; contestualmente nel 1928 partecipò al concorso per il palazzo da adibire a sede del Ministero delle corporazioni su via Vittorio Veneto mentre in gruppo con Pietro Aschieri, Mario De Renzi, Costantino Vetriani e Luigi Ciarrocchi vinse un concorso bandito dall'Istituto autonomo per le case popolari (ICP) per il quartiere dell'Artigianato sul colle Aventino, che tuttavia non fu mai realizzato.

Nel 1931 sottoscrisse il manifesto del Raggruppamento architetti moderni italiani e nello stesso anno insieme all'ebanista E. Guerrieri vinse il concorso per la realizzazione degli arredi del salone delle feste del transatlantico Rex.

Nel 1934 si sposò con Emma Benni ma la coppia non ebbe figli.

Nel corso degli anni 1940 fu impegnato insieme a Mario Loreti nella redazione del piano regolatore generale e nella realizzazione del complesso termale di Chianciano Terme.

Si cancellò dall'albo degli architetti nel 1981, con all'attivo 575 edifici dei quali: 119 villini, 103 ville, 109 palazzine, 206 case e 38 costruzioni varie, come riportato nella sua autobiografia, escludendo le architetture funerarie, gli allestimenti dei negozi e il complesso termale. Durante i suoi ultimi anni si dedicò al riordino del suo archivio personale, costituito da circa 16000 disegni, 342 fotografie e documentazione allegata del periodo tra il 1929 e il 1988 e donato nel 1992 all'Archivio Centrale dello Stato (ACS), oltre che alla redazione della sua autobiografia, organizzando anche alcune esposizioni.

Morì il 21 ottobre 1996 a Roma.

Opere

Note

  1. 1 2 3 4 Raffaella Catini, MARCHI, Mario, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 69, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  2. ↑ Mario De Renzi - Biografia, su fondoderenzi.org. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  3. ↑ Piano regolatore generale di Mario Loreti e Mario Marchi, su comune.chianciano-terme.siena.it. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  4. ↑ Patrimonio - Fondo - Marchi Mario, su patrimonioacs.cultura.gov.it, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  5. 1 2 3 Municipio II - Sviluppo urbanistico - Dal 1930 al 1945, su roma2pass.it. URL consultato il 25 gennaio 2026.

Collegamenti esterni

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