
Mario Persico (Napoli, 1º gennaio 1930 – Napoli, 27 marzo 2022) è stato un pittore, scultore e intellettuale italiano, tra i protagonisti dell’avanguardia artistica napoletana del secondo Novecento.
Finito il liceo artistico abbandona gli studi universitari per dedicarsi alla pittura, seguendo i corsi di Emilio Notte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nel 1955 aderisce al Manifesto dell’arte nucleare promosso da Enrico Baj. Nel 1958 è tra i fondatori del Gruppo 58, insieme a Guido Biasi, Franco Palumbo, Lucio Del Pezzo, Salvatore Fergola e Luigi Castellano (Luca). Pur condividendo le matrici dadaiste e surrealiste del gruppo, la sua ricerca si distingue presto per l’interesse verso il mostruoso, la metamorfosi e l’ambiguità dell’oggetto.
Nel 1959 firma il Manifesto di Napoli, sottoscritto dagli artisti del Gruppo 58 insieme, tra gli altri, a Nanni Balestrini, Enrico Baj, Edoardo Sanguineti e Renato Barilli, in dialogo con il gruppo interplanetario di Milano. Nello stesso anno fa parte della redazione della rivista Documento Sud, fondata su iniziativa del Gruppo 58.
Nel 1963 abbandona la pittura bidimensionale con l’invenzione dei cosiddetti praticabili, oggetti tridimensionali pensati per una fruizione spaziale e corporea. Riprende nello stesso periodo l’attività editoriale con la Rivista Linea Sud, che ospita anche suoi testi poetici successivamente raccolti nel volume Fogli sperimentali (Guanda). Tra il 1964 e il 1965 realizza gli Scacchieri e le opere tattili.
Nel 1966 illustra la traduzione dell’Ubu Cocù di Alfred Jarry curata da Luciano Caruso. Tra il 1967 e il 1968, in Germania, per la galleria Senatore, produce i primi Segnali. Alla fine del 1969 realizza gli Oggetti ammiccanti e le Gru erotogaie, esposte in parchi pubblici di Stoccarda; alcune Gru erotogaie vengono installate in piazza Amadeo a Napoli nel periodo natalizio del 1970. Nel 1971 realizza la serie delle Sedie dell’isteria; nel 1973 firma i disegni per i costumi e le scenografie di Laborintus II di Luciano Berio, su testo di Edoardo Sanguineti, e de Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi. Tra il 1974 e il 1975 approfondisce il rapporto uomo-oggetto con le Sedie della tortura. Seguono le serie dei Teatrini e dei Collage floreali, che riprendono e rielaborano esperienze degli anni Sessanta.
Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta realizza le Tavole della memoria. La sua militanza politica influisce in modo significativo sulla produzione artistica, con un’attenzione costante ai temi del Terzo mondo e delle lotte di liberazione. Nel 1983 propone una rivisitazione di opere di Gustave Courbet. Nel 1986 cura, insieme a Renato Brancaccio e Ciro Esposito, la rubrica Dell’alba o del tramonto dell’Arte per la rivista NDR. Nel 1995 contribuisce al manifesto sull’Antilibro con Franco Pirella, Edoardo Sanguineti ed Gillo Dorfles. Nel 2001 succede a Luigi Castellano (Luca) come Rettore Magnifico dell’Istituto patafisico partenopeo; nel 2002 nasce il primo numero del foglio Il Patapart.
Nel 2003 realizza un Omaggio a Goethe e nel 2004 illustra l’Omaggio a Shakespeare, nove sonetti tradotti da Edoardo Sanguineti. Nel 2007 il Castel dell'Ovo di Napoli ospita una vasta mostra antologica. Nel 2011 il Museo MADRE di Napoli espone diciassette opere, tra cui sculture, praticabili e Teatrini.
Muore nel 2022 a Napoli nella propria abitazione all'eta di 92 anni.
Nove mesi dalla morte, Antonio Ciraci e Antonio Raucci curano la mostra antologica Mario Persico. Opere 1955–2022 presso la Casina Vanvitelliana di Bacoli.
Nel 2025 Massimo Bignardi cura la mostra Mario Persico. Il segno. Disegni e tempere (1949–1983) al Museo FRaC di Baronissi.
L'archivio di Mario Persico è stato trasferito nel 2025 dalla sua abitazione al MART di Rovereto
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