Mario Pinton (Padova, 12 novembre 1919 – Padova, 22 dicembre 2008) è stato un orafo e scultore italiano. Secondo Pinton, l'orafo deve seguire il principio creativo intrinseco nell'essere umano. La materia è fonte d'ispirazione, ma richiede padronanza tecnica e sperimentazione. Attraverso fasi espressive che vanno dal figurativo all'astrattismo, Pinton perviene a una costante semplificazione delle forme e all'eleganza della linea. È considerato il pioniere italiano della "nuova gioielleria". La sua attività è caratterizzata da una ricerca che porta a una nuova concezione dell'oreficeria, intesa come arte e non solo come artigianato. Questo approccio sfocia in quella che dagli anni '80 è nota come Scuola dell'oro di Padova, di cui Pinton è considerato il capofila.
Figlio di Albano Pinton, incisore di oreficerie a bulino, e di Margherita Andolfo, apprende i primi rudimenti nell'arte della lavorazione dei metalli già alla bottega del padre. Inizia la sua formazione diplomandosi nel 1935 alla Scuola Statale Artistico-Industriale di Padova, nella sezione dedicata alla lavorazione dell'argento. Nello stesso anno riceve la medaglia d'oro di campione nazionale per il mestiere degli sbalzatori.
Prosegue la formazione conseguendo nel 1938 il diploma presso l'Istituto Statale d'Arte di Venezia, nel 1940 presso l'Istituto Superiore delle Arti Decorative di Monza (ora ISIA) e nel 1944 presso l'Accademia di Belle arti di Brera. Studia sotto la guida di figure come Carlo Dalla Zorza, Wenter Marini e Marino Marini. Diventa amico di Mario Sironi, Eva Tea e Francesco Messina. Sintetizzerà il suo pensiero nell'opera Teorica delle arti figurative.
Dal 1944 insegna arte dei metalli e oreficeria presso l'Istituto d'arte Pietro Selvatico di Padova, di cui sarà direttore dal 1969 al 1975. Dal 1976 al 1982 assume l'incarico di direttore-coordinatore dell'ISIA di Urbino.
Opere di Pinton sono conservate presso: