Assassinio di Mario Sonzini e di Costantino Simula

Assassinio di Mario Sonzini e di Costantino Simula
omicidio
Tipoesecuzione
Data22 settembre 1920
StatoItalia (bandiera) Italia
Provincia Torino
Comune  Torino
ResponsabiliGuardie rosse delle fabbriche Nebiolo e Bevilacqua
Motivazionevendetta politica
Conseguenze
Morti2

L'assassinio di Mario Sonzini e di Costantino Simula fu un duplice omicidio avvenuto il 22 settembre del 1920 a Torino quando il sindacalista e nazionalista Mario Sonzini e la guardia carceraria Costantino Simula vennero prima sequestrati da un gruppo di guardie rosse e infine uccisi dopo avere subito un processo da parte del Consiglio di fabbrica delle fabbriche Nebiolo e Bevilacqua.

Storia

Mario Sonzini nacque a Oleggio (Novara) il 5 aprile[senza fonte] 1897 e partecipò volontario alla prima guerra mondiale come sottufficiale[senza fonte] Terminato il conflitto, si trasferì a Torino venendo assunto come impiegato alla FIAT. Nella città sabauda entrò nelle fila dell'Associazione Nazionalista Italiana (divenendone il presidente della sezione giovanile), prendendo parte anche all’attività dei primi Fasci italiani di combattimento, formatisi in città nel 1919. Costantino Simula, nato nel 1900 a Pozzomaggiore era invece una guardia carceraria.

Assassinio

Nel clima di forte tensione sociale che accompagnò l’occupazione delle fabbriche e gli scioperi del settembre 1920, Sonzini cercò di impedire che i suoi colleghi impiegati si schierassero con gli operai. Per questo motivo venne aggredito e sequestrato il 22 settembre 1920 a Torino da parte delle guardie rosse delle fabbriche Nebiolo e Bevilacqua. Assieme a Simula venne "processato" da parte del Consiglio di fabbrica e poi ucciso con un colpo di pistola. Secondo quanto riportato dalla stampa dell'epoca, il corpo di Sonzini fu rinvenuto nei pressi del Cimitero monumentale di Torino, a breve distanza dal luogo in cui fu trovato anche quello di Simula.

La morte di Mario Sonzini e Costantino Simula avvenne in un momento in cui l'Associazione Nazionalista Italiana aveva aumentato l'intensità dell'attività eversiva in risposta al ritorno di Giovanni Giolitti al potere. In questo contesto Sonzini fu presto trasfigurato in martire strumentalmente alla radicalizzazione di toni e scontri che ormai caratterizzava le azioni dell'ANI. Il direttore del settimanale nazionalista bolognese, Massimo Rava, lo definì in un editoriale "il primo martire nazionalista del terrore bolscevico", sostenendo che "Non resta che stringere le file. Non resta che appuntare le armi. Perché la guerra continua. Più implacabile di quella del Carso e del Piave". L'ANI accusò il governo di essere responsabile della situazione e di lassismo nei confronti degli scioperanti. La risposta di polizia fu comunque rapida e tra ottobre e novembre vennero catturati i responsabili.

Processo agli uccisori

Il processo per la morte di Sonzini e Simula si svolse presso la corte di Assise di Torino. Apertosi il 3 marzo 1922 con 18 imputati, vide l'arringa difensiva finale ad opera del deputato socialista criminologo Enrico Ferri che sostenne che il delitto fu "truce" ma non comune non politico, ma germinato dalla febbre rivoluzionaria del dopo-guerra, nel contesto dell'occupazione delle fabbriche nella politica del Governo e nell'utopia comunista, chiedendo quindi "Non l'impunita pei colpevoli" ma giustizia commisurata alle eccezionali circostanze del reato. Si concluse il 24 marzo con 11 condanne due condanne a 30 anni di reclusione, altre condanne minori e 7 assoluzioni. Monticone, uno dei due condannati a 30 anni, subito dopo la lettura della sentenza, gridò verso il pubblico "lo sono padre di famiglia ed é ingiusta questa condanna!" e dopo una pausa "Viva il comunismo !". La stessa esclamazione fu ripetuta da Avataneo l'altro condannato alla massima pena.

Nel 2008 F. Colao ha esaminato la posizione che tennero, durante il processo per i due omicidi, la stampa, i politici conservatori e persino alcuni giuristi liberali, che non riportarono gli omicidi all'interno del duro scontro di lotta di classe in corso nel paese, ma colsero l'occasione di attribuire al socialismo la responsabilità della crisi dello stato di diritto, aiutando in questo modo a spianare la strada alla Marcia su Roma di Mussolini.

Memoria

Secondo quanto scriverà Antonio Gramsci nel 1922, la figura di Sonzini venne successivamente ricordata, insieme a quella di Simula, come esempio di "caduto" del "blocco reazionario". Sonzini venne utilizzato anche da Benito Mussolini nella sua autobiografia come esempio della ferocia del "tribunale rosso" durante le occupazioni delle fabbriche. Simula e Sonzini vennero inoltre inclusi tra i "martiri fascisti" nella relativa voce sull'Enciclopedia Italiana, scritta da Arturo Marpicati e Giulio Belvederi. In essa viene inoltre presentata una versione degli eventi secondo la quale gli operai avrebbero gettato le due vittime nell'altoforno, che tuttavia era spento a causa dello sciopero.

Intitolazioni a Sonzini

A Torino gli venne intitolato il tratto di corso Palermo oltre corso Giulio Cesare che in seguito venne dedicato a Renato Martorelli.

Nel giugno del 1926 a New York, nel contesto dello sviluppo dell'attività politica filofascista negli Stati Uniti, venne fondato nel Bronx una sede del Fascio intitolata a Mario Sonzini.

Nel 1932 la Federazione Provinciale del Partito Nazionale Fascista fondò il Gruppo Rionale Mario Sonzini (Barriera di Milano) in via Cuneo, in un secondo tempo trasferito in corso Giulio Cesare 77 (all'imbocco della via a lui intitolata).

Nel 1932 un peschereccio riadattato a dragamine della Regia Marina fu immesso in servizio con il nome di Mario Sonzini. Nel 1938 fu riclassificata cannoniera e, con la caduta del regime fascista, il 30 luglio 1943 venne ridenominata Tramaglio.

Intitolazioni a Simula

A Torino gli venne intitolata la via che oggi è dedicata a Renato Vuillermin.

Nel 1941 esisteva un piroscafo intitolato a Costantino Simula in servizio alla colonia penale dell'Asinara.

Nel 2013 nella sua città natale, Pozzomaggiore, è stata posta una lapide in ricordo della sua morte.

Note

  1. ↑ Silvio Accame, Gaetano De Sanctis fra cultura e politica: esperienze di militanti cattolici a Torino, 1919-1929, La Nuova Italia, 1975, p. 471.
  2. 1 2 3 4 Politecnico di Torino - Database Epoca Fascista (foglio Toponomastica): «via Sonzini Mario (già corso Palermo, tratto oltre corso Giulio Cesare, oggi via Martorelli)»
  3. 1 2 3 Erminio Fonzo, Storia dell’Associazione Nazionalista Italiana (1910-1923), Edizioni Scientifiche Italiane, 2017, p. 226, ISBN 978-88-495-3350-7.
  4. 1 2 3 Donatello Aramini, I martiri rinnegati. Vittoria mutilata e lotta ai traditori della patria nel nazionalismo italiano, in Marcello Ravveduto (a cura di), I briganti e le vittime della nazione: il paradigma vittimario nella storia d'Italia, dal Risorgimento al tempo presente, Viella, 2024, p. 249, ISBN 979-12-5469-543-2.
  5. ↑ Erminio Fonzo, Giorgio Alberto Chiurco e la Storia della Rivoluzione Fascista, in Ricerche di Storia Sociale e Religiosa, XLVI, n. 89, Edizioni di Storia e Letteratura, 2017, p. 295.
  6. 1 2 e.m., Una lapide in ricordo dell’agente Costantino Simula, in La Nuova Sardegna, 25 ottobre 2013. URL consultato il 15 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2019).
  7. ↑ I drammatici particolari rivelati dall'indagine giudiziaria nell'assassinio dell'impiegato Sonzini e della guardia carceraria Scimula, in La Stampa, 12 ottobre 1920. URL consultato il 26 ottobre 2025. «Dall'arresto di due commissari della Ditta Nebiolo per stabilire in quali precise circostanze era stato formalo e giudicato il Sonzini, da documenti rinvenuti, risultò che in quella tragica sera lo Scimula e il Sonzini non furono i due soli individui arrestati dagli arditi rossi, ma vi furono altresì l'ufficiale di artiglieria pesante Giuseppe Ghersi e un vecchio signore svizzero, certo Zweifel Giovanni» (pagina 5).
  8. ↑ L'Ordine Nuovo - Archivio 1921 - 1922 L'Ordine Nuovo, 3 marzo 1922, «L'inizio del processo Sonzini-Simula alla Corte d'Assise di Torino»
  9. ↑ Aramini, p. 15.
  10. ↑ Drammatico inizio del processo per l'uccisione di Sonzini e Simula (PDF), in La Stampa, 3 marzo 1922, p. 4.
  11. ↑ L'eloquenza di Enrico Ferri alle Assise di Torino, in La Stampa, 24 marzo 1922.
  12. ↑ (EN) Paolo Spriano, The occupation of the factories: Italy 1920 [L'occupazione delle fabbriche. Settembre 1920], traduzione di Gwyn A. Williams, London, Pluto Press, 1975, p. 161, ISBN 9780902818675.
  13. ↑ Le condanne e le assoluzioni al processo Simula Sonzini, su La Stampa, 25 Marzo 1922. URL consultato il 16 Novembre 2025.
  14. ↑ Floriana Colao, Il processo 'Scimula Sonzini'. Politica e diritto penale alle origini del fascismo, in Floriana Colao, Luigi Lacchè e Claudia Storti, Processo penale e opinione pubblica in Italia tra Otto e Novecento, Bologna, Il Mulino, 2008, pp. 439-470, ISBN 978 8815 12 4814..
  15. ↑ (EN) Mary Gibson, Reviewed Work: Processo pénale e opinione pubblica in Italia tra Otto e Novecento by Floriana Colao, Luigi Lacchè, Claudia Storti, in Crime, Histoire & Sociétés / Crime, History & Societies,, Vol. 15, No. 1, 2011, pp. pp. 150-153.
  16. ↑ L'Ordine Nuovo - Archivio 1921-1922 Antonio Gramsci, editoriale Semplici riflessioni intorno a un processo, in "L'Ordine Nuovo", 3 marzo 1922, ora in: Id., Socialismo e fascismo. L'Ordine Nuovo 1921-1922, Torino, Einaudi, 1978 (settima edizione): «Tutto l'apparecchio giornalistico borghese fu mobilitato per questo fine. Le elezioni municipali del novembre 1920 furono impostate dai blocchi reazionari sulla strage del Sonzini e del Simula: a Milano, a Bologna, a Roma, a Firenze, a Napoli, a Palermo, i muri furono tappezzati di manifesti clamorosi, in cui il bolscevico col coltello fra i denti fu esposto alla pubblica esecrazione, raffigurato com'era nell'atto di eseguire la carneficina dei due giovani. [...] la morte del Sonzini e del Simula sono indimenticabili, sono inespiabili. Il racconto della strage è stato rifatto decine di volte da ognuno dei mille giornali borghesi [...] Ogni nuovo operaio che viene massacrato, viene massacrato perchè nel settembre 1920 a Torino, un gruppo di ignoti operai ha massacrato Sonzini e Simula.»
  17. ↑ Benito Mussolini, La mia vita, Milano, Rizzoli Libri, 2024, ISBN 9788831817363.
  18. ↑ Giulio Belvederi e Arturo Marpicati, Martire, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
  19. ↑ Gaetano Salvemini, The Fasci in New York City, in Center for Migration Studies Special Issues, vol. 3, n. 3, maggio 1977, p. 41, ISSN 2050-411X (WC · ACNP).
  20. ↑ Autori vari, Torino 1938/45: Una guida per la memoria, Torino, Blu Edizioni, 2003, ISBN 978-88-87417-61-6
  21. ↑ Polo del '900 Palestra del gruppo rionale " M. Sonzini"- [Torino] 1932
  22. ↑ La voce del Marinaio 7.10.1943, la regia cannoniera Mario Sonzini
  23. ↑ Registro Italiano Navale, 1941, p. CXXIV.

Voci correlate

Bibliografia

Collegamenti esterni