| Mark Burgess | |
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| Nazionalità | |
| Genere | Post-punk |
| Periodo di attività musicale | 1981 – in attività |
| Strumento | voce, basso, chitarra, tastiera |
| Etichetta | Imaginary, Pivot, Indigo, Dead Dead Good, Alchemized |
Mark Burgess (Manchester, 11 maggio 1960) è un cantante, bassista e compositore inglese, noto soprattutto come frontman del gruppo post-punk The Chameleons.
Nel 1981, Burgess (precedentemente nei The Cliches) formò i The Chameleons insieme ai chitarristi Dave Fielding e Reg Smithies e al batterista John Lever. Il gruppo pubblicò tre album in studio — Script of the Bridge (1983), What Does Anything Mean? Basically (1985) e Strange Times (1986) — prima di sciogliersi nel 1987 a causa di tensioni interne e della morte improvvisa del manager Tony Fletcher.
Successivamente, Burgess e Lever fondarono i The Sun and the Moon, pubblicando un omonimo album nel 1988 per la Geffen Records. Negli anni Novanta Burgess intraprese diversi progetti, tra cui Mark Burgess & the Sons of God, Invincible (con l'album Venus, 1999) e Bird, spesso in collaborazione con il musicista Yves Altana.
Nel 2000 i The Chameleons si riunirono con la formazione originale, pubblicando l'album Why Call It Anything? (2001) e diversi album dal vivo, fino a una nuova separazione nel 2003.
Negli anni successivi Burgess fondò i ChameleonsVox, con Lever fino al 2009, e proseguì con tour e registrazioni in diverse formazioni. Nel 2014 collaborò al progetto Black Swan Lane, insieme a membri dei Messengers.
Ha raccontato la sua vita e carriera nell'autobiografia View from a Hill.
Il suono dei The Chameleons è stato descritto come «sonic architects» o «sonic cathedrals» dalla stampa britannica. La band ha influenzato numerosi gruppi tra cui Editors, Interpol e The National.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 87522437 · LCCN (EN) nb2010008172 · BNE (ES) XX1742139 (data) |
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