Marmoulak

Marmoulak
Titolo originaleمارمولک
Lingua originalepersiano
Paese di produzioneIran
Anno2004
Durata115 min
Generedrammatico, satirico
RegiaKamal Tabrizi
SceneggiaturaPeyman Qasemkhani
ProduttoreManouchehr Mohammadi
MusicheMohammad Reza Aligholi
Interpreti e personaggi

Marmoulak (in persiano: مارمولک, anche noto in Italia come La Lucertola) è un film iraniano del 2004, diretto da Kamal Tabrizi, scritto da Peyman Qasemkhani e interpretato da Parviz Parastui.

Sebbene sia stato proiettato nelle sale solo per un mese, è diventato il più grande successo al botteghino nella storia del cinema iraniano[senza fonte] e uno dei primi film satirici ad ironizzare sulla figura dei mullah all'indomani della rivoluzione iraniana. Il film nasce originariamente come adattamento delle pellicole americane Non siamo angeli di Neil Jordan e Il Pellegrino di Charlie Chaplin.

Trama

Reza Mesghaly, noto come Reza la Lucertola, è un ladruncolo noto per la sua capacità di scalare a mani nude qualsiasi muro (da cui il suo soprannome, "lucertola", o "marmoulak" in persiano). All'inizio del film, viene arrestato, accusato di rapina e condannato all'ergastolo. Mentre aspetta la condanna, viene accolto in carcere da un severo direttore, la cui intenzione è quella di fare dei prigionieri delle persone, cosicché possano essere condotti in paradiso.

In prigione, Reza cerca di rubare medicine dall'infermeria per tentare il suicidio. Tuttavia, non riesce a compiere l'atto e viene fermato dal suo compagno di cella, che durante una colluttazione, lo ferisce accidentalmente. Reza viene mandato in ospedale per riprendersi, dove incontra un religioso, anch'egli ricoverato, di nome Reza. Durante la sua degenza, i due diventano amici e Reza la Lucertola supera la sua antipatia per il clero, dopo che il nuovo amico lo conforta con una profonda frase che lo accompagnerà per il resto del film: «Ci sono tanti modi per raggiungere Dio quante sono le persone al mondo».

Prima di essere dimesso e riportato in prigione, Reza la Lucertola si finge il chierico indossando i suoi abiti, per provare a oltrepassare il confine con un passaporto falso. Nel frattempo, il direttore viene informato della fuga di Reza e, considerando il fatto come un'onta alla sua carriera, decide di partire al suo inseguimento. Giunto in treno ad un villaggio di confine, Reza viene accolto dagli abitanti del villaggio che lo scambiano per il nuovo chierico che avrebbe dovuto unirsi alla loro moschea.

A questo punto, Reza inizia una serie di tentativi per ottenere un passaporto falso, sempre seguito dalla polizia per ordine del direttore e cercando di nascondere la sua vera identità. Reza diventa una sorta di eroe agli occhi dei paesani, che scambiano i suoi tentativi per ottenere i documenti come visite alle case dei più svantaggiati del paese. Questa serie di equivoci rafforzano l'idea che i paesani hanno di Reza, convincendo una gran parte delle persone a riavvicinarsi alla religione e tornare alla moschea.

Alla fine del film, Reza viene finalmente rintracciato dal direttore e viene arrestato, senza che gli abitanti del villaggio se ne accorgano. Consegna le sue vesti a un ragazzino che lo aveva osservato per tutto il film, forse l'unica persona del villaggio ad aver intuito la sua identità, e si dirige pacificamente con il direttore e l'agente di polizia alla prigione di Teheran. Mentre salgono in macchina, l'agente cerca di ammanettare Reza, un tentativo fermato dal direttore e seguito dalla sua famosa frase: «Non serve più».

Il film si conclude con un'inquadratura all'interno della moschea, finalmente piena di fedeli impazienti grazie a Reza. L'auto della polizia parte per Teheran, e non è chiaro se Reza sia a bordo. In una delle scene finali si vedono i fedeli nella moschea voltarsi verso qualcuno che entra, come ci si volterebbe per accogliere un religioso. L'inquadratura si blocca e le stesse parole pronunciate dal religioso in ospedale si sentono per l'ultima volta, questa volta quasi esprimendo il destino di Reza: «Ci sono tanti modi per raggiungere Dio quante sono le persone al mondo».

Accoglienza

Il film aveva inizialmente ricevuto l'approvazione del Ministero della cultura e dell'orientamento islamico ed era stato proiettato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Fajr nel febbraio 2004. Dopo il debutto al festival il Ministero ha avviato una revisione e tagliato quattro scene, per un totale di un minuto. L'uscita ufficiale nelle sale iraniane è stata posticipata di due mesi per evitare qualsiasi conflitto con le festività sciite del Nawrūz.

Una volta disponibile nelle sale cinematografiche il film si è rivelato un enorme successo, con biglietti esauriti ancora prima dell'uscita e proiezioni extra dopo la mezzanotte per soddisfare la domanda del film. All'uscita del film il regista Kamal Tabrizi è stato aspramente criticato per aver ironizzato su temi di natura religiosa, con diverse campagne per vietarne la proiezione pubblica. D'altra parte lo stesso Ali Khamenei ha espresso apprezzamento per la pellicola, esortando gli studiosi religiosi a non offendersi. Il supporto di Ali Khamenei è stato confermato dallo stesso regista Kamal Tabrizi.

A causa delle forti critiche e pressioni, il film viene ufficialmente rimosso dalle sale cinematografiche nel maggio 2004, dopo circa tre settimane di proiezione. Il regista Kamal Tabrizi e il produttore Manuchehr Mohammadi non hanno obiettato la decisione e hanno accettato di rimuovere la pellicola dalla distribuzione.

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ (EN) Iranians Get the Last Laugh After Clerics Ban a Comedy, in The Washington Post, 14 luglio 2004. URL consultato il 24 settembre 2025.
  2. 1 2 Nacim Pak-Shiraz, Filmic Discourses on the Role of the Clergy in Iran (PDF), in British Journal of Middle Eastern Studies, vol. 34, n. 3, pp. 331-343.
  3. 1 2 3 4 (EN) Dan De Luce, Film mocking the mullahs is a hit in Iran, in The Guardian, 28 aprile 2004. URL consultato il 25 settembre 2025.
  4. 1 2 (EN) Iran State TV Airs Old Khamenei Videos To Portray Him As Popular, In Good Health, su Iran International, 25 dicembre 2020. URL consultato il 25 settembre 2025.
  5. ↑ (EN) Dan De Luce, Curtain falls on Iranian comedy, in The Guardian, 17 maggio 2004. URL consultato il 25 settembre 2025.
  6. ↑ (EN) Iranians Get the Last Laugh After Clerics Ban a Comedy, in The Washington Post, 14 luglio 2004. URL consultato il 25 settembre 2025.
  7. ↑ (EN) Hit movie faces 'quasi' ban in Iran - UPI.com, su UPI. URL consultato il 25 settembre 2025.

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