Martello di Lucerna

Testa di un martello di Lucerna

Il martello di Lucerna, conosciuto anche come becco di falco (in lingua tedesca, Falkenschnabel), è una tipologia di arma inastata, diffusa tra gli eserciti svizzeri tra il XV secolo e il XVII secolo. Si tratta di una combinazione di mazzapicchio e martello d'arme dotato di punte.

Storia

Apparsa originariamente in Germania nel XIV secolo, l'arma prende il suo nome dalla città svizzera di Lucerna, presso la quale ne sono stati rinvenuti molti esemplari. Fu utilizzata in combattimento da fanti e cavalieri appiedati in Svizzera, Germania, Francia e Italia fino al XVII secolo, dopo il quale continuò a essere utilizzata come oggetto decorativo o come arma da parata.

Caratteristiche

Il martello di Lucerna è costituito da una testa metallica montata su un'asta in legno lunga tra gli 1,5 e i 2 metri. La testa, lunga fino a 50 centimetri, è costituita da un lato simile a una testa di martello, dotato di spigolo vivo, da un gancio affilato sul lato opposto (detto becco) e da una lunga punta da spinta in cima. Sono talvolta presenti ulteriori punte più piccole sugli altri lati. Il peso è generalmente compreso tra i 2 e i 6 kg, fino a un massimo di 14 kg.

Utilizzo in combattimento

Il martello di Lucerna richiede di essere impugnato con entrambe le mani per potere essere maneggiato efficacemente. Grazie alla forma della testa l'arma è versatile e aveva molteplici usi in battaglia.

Alcuni manuali come il Fechtbuch di Hans Talhoffer suggeriscono di usare:

Le guardie civili svizzere continuarono ad avere in dotazione il martello di Lucerna fino al 17° secolo, molto tempo dopo l'abbandono dell'arma da parte degli eserciti.

Note

  1. ↑ (EN) Ewart Oakeshott, European Weapons and Armour, Guildford and London, Lutterworth Press, 1980, p. 51, ISBN 0-7188-2126-2.
  2. ↑ Paulus Kal: Fechtbuch, gewidmet dem Pfalzgrafen Ludwig (vor 1480) – BSB Cgm 1507 Blatt 37 ff.
    Hans Talhoffer: Fechtbuch (1467) – BSB Cod.icon. 394a Kapitel 4 de.wikisource
  3. ↑ Con "bocca del martello" si intende la parte battente di questo.
  4. ↑ Anglo, Le Jeu de la Hache, in Archaeologia, vol. 109, 1991.
  5. ↑ Le Coultre, The typological debates around Le Jeu de la Hache (BnF MS Français 1996) and their stakes for HEMA practice, in Acta Periodica Duellatorum, vol. 5, 2017, pp. 96–100, DOI:10.1515/apd-2017-0010.
  6. ↑ John Waldman, Hafted Weapons in Medieval and Renaissance Europe: The Evolution of European Staff Weapons Between 1200 and 1650, History of Warfare, Brill, 2005, p. 163, ISBN 9789004144095.

Bibliografia


Voci correlate

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