Matt Mullican

Matt Mullican durante una registrazione per Ràdio Web MACBA

Matt Mullican (Santa Monica, 18 settembre 1951) è un artista statunitense.

Associato alla The Pictures Generation, ha sviluppato una pratica multidisciplinare incentrata sui sistemi di conoscenza, sulla costruzione della realtà e sui rapporti tra immagini, linguaggio e significato. Il suo lavoro comprende disegno, pittura, scultura, installazione, video e performance.

Biografia

Mullican è figlio dei pittori Lee Mullican e Luchita Hurtado. Nei primi anni settanta studiò al California Institute of the Arts, dove seguì i corsi di John Baldessari, conseguendo il Bachelor of Fine Arts nel 1974. Dopo gli studi si trasferì a New York e venne associato al gruppo di artisti successivamente identificato come The Pictures Generation.

Ha lavorato tra New York e Berlino. La sua attività si è sviluppata internazionalmente a partire dagli anni settanta, attraverso esposizioni, installazioni ambientali, opere pubbliche e performance.

Ricerca artistica

Matt Mullican sotto ipnosi nel 1996. L'uomo è sdraiato su un letto, gli occhi chiusi.
Matt Mullican sotto ipnosi nel 1996.

Fin dagli anni settanta Mullican ha elaborato un vocabolario personale composto da immagini, pittogrammi, diagrammi e modelli cosmologici. Il sistema è organizzato in cinque ambiti percettivi, denominati dall'artista «cinque mondi» e contraddistinti da colori differenti: il verde indica gli elementi fisici e materiali; il blu la vita quotidiana, definita «mondo non incorniciato»; il giallo il «mondo incorniciato» dell'arte e della cultura; il bianco e nero il linguaggio e i simboli; il rosso la soggettività e le idee. Questo sistema è stato impiegato in disegni, bandiere, frottage, sculture, strutture architettoniche e installazioni di grandi dimensioni. Mullican ha inoltre sperimentato l'uso delle tecnologie digitali per costruire città e spazi immaginari. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York presentò in Projects 18 un'installazione multimediale dedicata a una città virtuale concepita dall'artista. L'anno seguente realizzò The MIT Project, un ambiente percorribile che traduceva i cinque ambiti della sua cosmologia in uno spazio tridimensionale.

Un altro nucleo della sua pratica è costituito dalle performance realizzate ricorrendo all'ipnosi. In questa condizione Mullican assume l'identità denominata «That Person», attraverso la quale produce disegni, scritti, azioni e ambienti distinti dal lavoro attribuito alla propria identità cosciente.

Attività espositiva

Mullican ha partecipato a documenta 7, 9 e 10, rispettivamente nel 1982, 1992 e 1997, e alla 55ª Biennale di Venezia nel 2013.

Tra le principali esposizioni personali figurano Projects 18: Matt Mullican al Museum of Modern Art di New York nel 1989, The MIT Project al MIT List Visual Arts Center nel 1990, Learning from That Person’s Work al Museo Ludwig di Colonia nel 2005 e The Feeling of Things, curata da Roberta Tenconi al Pirelli HangarBicocca di Milano nel 2018. Quest'ultima riuniva opere dagli anni settanta in avanti all'interno di una struttura che occupava gran parte dello spazio espositivo.

Nel 2020 il Musée des Arts Contemporains del Grand-Hornu gli dedicò la retrospettiva Representing the Work, incentrata sui principali nuclei della sua produzione. Nel 2022 la Kunsthalle St. Annen di Lubecca presentò Mapping the World: 50 Years of Work, una ricognizione di oltre cinquant'anni di attività.

Nel 2013 è stato visiting professor allo CSAV della Fondazione Antonio Ratti.

Tra il 2014 e il 2017 Mullican ha donato i propri archivi agli Archives of American Art della Smithsonian Institution. Il fondo, datato dal 1968 al 2017, comprende materiali biografici, corrispondenza, documentazione relativa a mostre e progetti, fotografie e più di cento quaderni che testimoniano lo sviluppo della sua ricerca.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Matt Mullican papers, circa 1968–2017, su Archives of American Art, Smithsonian Institution. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  2. ↑ (ES) Ianko López, Matt Mullican, el artista que odia el dinero: «Es lo peor. Lo que llega rápido se va rápido», in El País, 20 novembre 2024. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  3. 1 2 (EN) Matt Mullican: The Feeling of Things, su Pirelli HangarBicocca. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  4. 1 2 (EN) Projects 18: Matt Mullican, su Museum of Modern Art, 1989. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  5. 1 2 (EN) Matt Mullican: The MIT Project, su MIT List Visual Arts Center, 1990. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  6. ↑ (EN) Untitled (Learning from That Person's Work: Room 1), su Museum of Modern Art. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  7. 1 2 (FR) Matt Mullican: Representing the Work, su Musée des Arts Contemporains au Grand-Hornu. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) Mitch Speed, Matt Mullican’s Cosmology of the Self, in Frieze, 14 dicembre 2022. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  9. ↑ https://fondazioneratti.org/it/art-lab/meaning-of-things

Collegamenti esterni