
Maurizio Arena, pseudonimo di Maurizio Di Lorenzo (Roma, 26 dicembre 1933 – Roma, 21 novembre 1979), è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano. Era fratello di Rossana Di Lorenzo.

Nacque nel quartiere popolare della Garbatella a Roma, da un muratore ed una casalinga. Scelse come pseudonimo il cognome Arena in omaggio all'attrice Anna Arena, a cui fu legato sentimentalmente per qualche anno, nonostante la forte differenza d'età: lei infatti era più anziana di 14 anni.. Arena, divo e sex symbol della sua epoca, fu molto famoso soprattutto negli anni cinquanta, grazie al successo della trilogia di Dino Risi Poveri ma belli, Belle ma povere e Poveri milionari, in cui incarnava il tipo del romano di estrazione popolare, giovane, aitante e indolente.
Tentò anche la strada della regia, senza particolare successo. Produsse e interpretò nel 1960 il film Il principe fusto, nel cui cast figuravano anche la madre ed il padre, Elvira ed Amedeo. Il film anticipò in qualche modo, di circa otto anni, la poca affinità dei suoi valori con quelli di una certa aristocrazia, come dimostrò la contrastata storia d'amore con Maria Beatrice di Savoia. Fu intimo di Umberta Visconti di Modrone, moglie del compositore Franco Mannino e sorella del registo Luchino Visconti. Il principe fusto fu girato mentre Fellini girava La dolce vita, incentrato su quella via Veneto che vedeva all'epoca proprio Arena tra i suoi protagonisti.
Dopo un periodo di assenza, alla fine degli anni sessanta la sua fama era già in netto declino. Molto ingrassato, veniva ormai chiamato soltanto per piccole parti da caratterista (come per esempio il compagno Romolo ne Il delitto Matteotti del 1973). La sua ultima interpretazione, in un film ispirato al personaggio dei fumetti Braccio di Ferro, e intitolata Pugni dollari & spinaci, non riuscì neppure a trovare uno sbocco commerciale. Come tanti suoi colleghi attori, si cimentò nella canzone. Dal 1974 fino alla fine della sua breve vita praticò, presso la sua villa di Casal Palocco a Roma, l'attività di guaritore, apparendo in tale veste altresì in trasmissioni televisive su emittenti private e al talk show Rai Acquario di Maurizio Costanzo: divenne popolare anche grazie a un libro (Dopo Acquario, SugarCo), che era una raccolta di lettere di pazienti, ricevute sia da Maurizio Arena che da Costanzo.
Morì a 45 anni il 21 novembre 1979 nella sua abitazione a causa di una crisi cardiaca sopraggiunta in seguito al riacutizzarsi di un'affezione renale di cui soffriva da tempo. I funerali si svolsero il 24 novembre nella chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, il quartiere romano dove era nato. È sepolto nel cimitero Flaminio di Roma insieme ai genitori e alla sorella Rossana.

Nel 1968 Maurizio Arena partecipò a una serie di sketch della rubrica televisiva Carosello pubblicizzando gli elettrodomestici della Ignis.
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